Ceramica Flaminia e Simas:

insieme per un made in Italy al 100%

 

CERAMICA FLAMINIA E SIMAS  lanciano un messaggio a tutela e valorizzazione della ceramica sanitaria di produzione
 italiana al 100%, a partire da una campagna sul marchio “Ceramics of Italy”. Le  due aziende del distretto di Civita Castellana,  sono le prime in Italia ad aver ottenuto la licenza per usare il marchio Ceramics of Italy, creato dalla Confindustria Ceramica per tutelare il made in Italy. Un riconoscimento conquistato dai due marchi, sul mercato dal 1955, per le loro produzioni al 100% nazionale.
Solo le aziende che dimostrano l’effettiva realizzazione in Italia dei propri prodotti, infatti, ottengono la possibilità di contraddistinguerli con questo marchio istituito per promuove l’industria ceramica italiana nel mondo, sinonimo di assoluta garanzia, a tutela da ogni eventuale contraffazione, con cui il consumatore ha la certezza di acquistare prodotti realizzati con tecnologie avanzate, nel massimo rispetto dell’ambiente e delle normative di sicurezza nel lavoro.

Le due aziende hanno creato anche un loro logo in cui è raffigurata la sagoma della penisola italiana, interamente in ceramica, su cui campeggiano le parole ”desing, qualità, stile, garanzia, serietà”, che sarà collocato sui loro prodotti insieme al marchio Ceramics of Italy: una piastrella stilizzata di colore rosso, evidenziata da due virgolette verdi su campo bianco.
 
 Un’immagine immediata e d’impatto per richiamare l’attenzione di architetti, installatori e pubblico finale sull’eccellenza della ceramica sanitaria di produzione rigorosamente italiana al 100%. E sull’opportunità di verificare, prima di ogni acquisto, la presenza del marchio Ceramics of Italy.

Scopo dell’iniziativa, presentata oggi al  Circolo della stampa di Milano, è avviare un campagna di informazione e divulgazione ad ampio respiro, finalizzata a sensibilizzare gli addetti ai lavori e i consumatori, su una produzione che, tra artigianalità e industria, potrebbe aumentare il proprio valore aggiunto del 20 – 30%.

 La campagna promossa da Ceramica Flaminia e da Simas è il primo tassello di un importante  progetto di informazione e divulgazione ad ampio respiro, sia per sensibilizzare gli addetti ai lavori e gli utilizzatori finali sull’importanza di valutare consapevolmente le proprie scelte sia per mantenere, coltivare e far crescere i valori della produzione italiana che, fra artigianalità e  industria, rappresenta un patrimonio unico.
 “Questa campagna pubblicitaria – afferma Augusto Ciarrocchi, presidente di Ceramica Flaminia -come le altre che ci hanno preceduto da parte di altri settori del manifatturiero italiano, ha anche l’ambizione di stimolare le autorità competenti a tutelare in modo sempre più efficace i prodotti  veramente realizzati in Italia, debellando quello che sta diventando un problema molto serio, ossia  l’importazione dall’estero e la successiva vendita, da parte di alcuni produttori nazionali, di sanitari in ceramica sprovvisti di indicazione d’origine indelebile e, quindi, per il solo fatto di essere
 commercializzati da un marchio nazionale, scambiati per prodotto made in Italy”.

Secondo il direttore generale della Simas Spa e vicepresidente di Confindustria Alessandro Scopetti, l’uso del marchio Ceramics of Italy, ”può rappresentare un valore aggiunto del 20 – 30%”. ”L’obiettivo è arrivare a una sorta di tutela dell’eccellenza – aggiunge – che vada dalla qualità dei prodotti alla selezione dei fornitori e delle materie prime, dal processo produttivo ai servizi post vendita alla clientela”.

 
 L’auspicio è che tutti i competitor, locali e non, si mettano in condizione di possedere i requisiti per richiedere l’uso del marchio, con l’obiettivo di attestare quello di Civita Castellana come un distretto industriale di ‘qualità’.

 Sono 41 le aziende industriali produttrici di ceramica sanitaria (-2 rispetto al 2011), principalmente localizzate nel distretto di Civita Castellana (Viterbo); occupano 4.196 dipendenti (-4,16% sul 2010), hanno prodotto 4,60 milioni di pezzi (-5,61%) e venduto 4,48 milioni di pezzi (-4,47%). Alla grande difficoltà sul mercato italiano (-12,29%), che ha assorbito nel 2010 2,24 milioni di pezzi, fa riscontro un’espansione dell’export del +4,84%, che per la prima volta determina il superamento da parte dell’esportazione rispetto alle vendite sul mercato nazionale. Il fatturato è di 378,2 milioni di euro (-3,31% sul 2010): 159,7 milioni di euro (-11,92%) derivanti da vendite sul mercato nazionale e 218,5 milioni di euro (+4,13%) dalle
 esportazioni, la cui quota in valore sul fatturato ha raggiunto il 57,8%.
 Il Distretto di Civita Castellana nel 2011 ha rappresentato il 52% della produzione nazionale di ceramica sanitaria, con 36 aziende, e il 51% del fatturato complessivo, con 195,57 milioni di euro, di cui 132,1 realizzati in Italia e 63,4 realizzati all’estero, sul totale nazionale di 390 milioni.

a cura della redazione