“Il sogno si avvicina”:

dopo 50 anni Salvador Dalà torna al Palazzo Reale di Milano

L’assessorato alla Cultura del Comune di Milano e 24 Ore Cultura hanno presentato oggi a Palazzo Reale : "Salvador Dalí. Il sogno si avvicina" un’esposizione curata da Vincenzo Trione che, a partire dal 22 settembre 2010  resterà aperta al pubblico fino al 30 gennaio 2011.  Dopo la personale che venne allestita nell’ottobre del 1954 a Palazzo Reale, nella Sala delle Cariatidi, il genio di  Dalí torna , dunque, a Milano con una mostra che indaga sul rapporto del grande artista spagnolo con il paesaggio, il sogno e il desiderio.

"Se Salvador Dalì fosse qui avrebbe voluto la mostra cosi come è stata realizzata- ha affermato  con certezza l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory presente alla conferenza stampa di inaugurazione della mostra.- aggiungendo, poi, che "abbiamo di nuovo bisogno di Dalí per evadere da una condizione spesso noiosa, prevedibile. E questa esposizione ci serve proprio per fare una breccia nel conformismo culturale e trasmettere così tutto il potere della creatività. Perché il sogno è dentro di noi ed è una delle forme della realtà e del desiderio che l’arte racconta e attraverso le quali l’arte si racconta. Dalí a Milano è la cifra della creatività al potere o meglio del potere della creatività. Una relazione imperdibile"

" Dalì è sicuramente un’artista scomodo ed istrionico ma non possiamo negare che sia stato un indiscusso protagonista dell’arte del 20 secolo" - ha dichiarato, dal canto suo, Salvatore Carruba, ” Presidente del Sole 24 Ore (di cui è rimasto editorialista dopo essrerne stato il Direttore) aggiungemdo che la mostra  permette ,quindi, di riallacciarsi all’arte del 20mo secolo con un taglio particolare al tema del paesaggio-sogno".
 

" E’ la prima volta che IULM partecipa ad un ‘iniziativa di questo tipo- ha riferito Giovanni Puglisi, magnifico rettore affermando che il suo ateneo ne ha compreso  fin dall’inizio l’importanza fornendo una piena ed indiscussa collaborazione".

"Mi presento oggi in giacca e cravatta ha riferito il curatore Trione dichiarando che è impossibile fare una mostra omnicomprensiva di Dalì ma che questa mostra incentrata sul tema dei paesaggi (di cui l’artista era ossessionato) ed in particolare di quei  paesaggi che vanno da Figueras verso il confine francese, rappresentano il focus di Dalì ed il loro recupero Proustiano".

Trione ha dato, poi, alcuni suggerimenti sul percorso da seguire per visitare la mostra incominciando dal quadro dedicato a Velazquez agonizzante per arrivare alla sala Mae West dove per la prima volta si può ammirare una sorprentende installazione contemporanea cosi come ideata dallo stesso Dalì.

Nel percorso della mostra è fruibile il cortometraggio Destino di Salvador Dalì e Walt Disney mai proiettato prima in Italia.

Per tali  e molti altri motivi   vale la pena di visitare questa mostra il cui allestimento è stato curato dall’Architetto Oscar Tusquets Blanca amico e collaboratore del grande maestro.

a cura della redazione