Botticelli nelle collezioni lombarde:

inaugurata al Poldi Pezzoli di Milano la mostra dell'artista rinascimentale fiorentino.

Il Museo Poldi Pezzoli ha presentato oggi 12 novembre  la mostra Botticelli nelle collezioni lombarde.

Il titolo spiega, Annalisa Zanni, Direttore del Museo non è casuale perché il Poldi Pezzoli ha questa particolarità, quella di ospitare spesso opere provenienti da collezion private aggiungendo che l’evento rappresenta  "un’occasione unica  per poter ammirare uno accanto all’altro alcuni dei capolavori di Botticelli “dispersi” in alcuni dei piu’ importanti musei lombardi e forse non noti al grande pubblico, anche perche’ “immersi” tra altre grandi opere, quanto quelli conservati a Firenze”.
 

In concomitanza ,dunque, con  il cinquecentenario della morte dell’artista fiorentino, ricorrenza che altrimenti sarebbe passata scandalosamente, sotto silenzio precisa Zanni, la mostra Botticelli nelle collezioni lombarde, in programma al Museo Poldi Pezzoli dal 12 novembre 2010 al 28 febbraio 2011, riunisce per la prima volta le opere di uno dei piu’ grandi maestri del Rinascimento italiano conservate nelle collezioni pubbliche milanesi e lombarde.

Di lui si pensa di sapere ai nostri giorni ormai tutto riferisce Alessandro Cecchi  direttore del Dipartimento della pittura dal Medioevo al primo Rinascimento della Galleria degli Uffizi di Firenze, uno dei maggiori esperti del maestro fiorentino, in realtä  molte cose si sono sapute di lui nel corso del tempo grazie anche alla rinnovata tecnica del restauro delle sue opere.

Di certo si sa ,prosegue Cecchi,  che Alessandro Filipepi detto Il Botticelli o il Botticello per una sua presunta forma fisica ridondante (forse non tanto sua quanto del più famoso ed opulento fratello Giovanni che era sensale del Monte) morì in povertà tant’è che dopo la sua morte uno dei suoi fratelli e un suo nipote decisero di rinunciare all’eredità.

  Il Museo Poldi Pezzoli, infatti, possiede ben tre opere di Sandro Botticelli: due dipinti di grande qualità, la Madonna del libro e il Compianto sul Cristo morto, e un bellissimo ricamo raffigurante l’Incoronazione della Vergine, eseguito su disegno dell’artista per un cappuccio di piviale.

Accanto a queste opere la mostra presenta ,anche ,importanti prestiti provenienti dalla Pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo – il Ritratto di Giuliano de’ Medici, la tavola raffigurante la Storia di Virginia Romana e il Redentore Benedicente – e due disegni conservati alla Biblioteca Ambrosiana, appartenenti al celebre Codice Resta, San Tommaso che riceve la cintola dalla Vergine e Pallade Atena.

Non ci resta che gustarci la mostra in tutto il suo splendore!

a cura della redazione