Scena Mobile Paolo Rosselli Serata di presentazione del fotografo in conversazione con l’amico Manuel Orazi

Paoloscena

“…il fotografo deve scegliersi degli alleati per entrare in rapporto con lo spazio; bastano delle cose piccole, maneggevoli, senza pretese e il programma della fotografia può iniziare.”
Paolo Rosselli, “Scena Mobile”, Quodlibet

Come preannunciato lo scorso  9 settembre 2020, ore 19.00 presso il Volvo Studio Milano si è tenuta la serata di presentazione di “Scena Mobile” il libro che Paolo Rosselli ha pubblicato con l’amico Manuel Orazi per Quodlibet. Durante la serata è stata proiettata una selezione di foto di Rosselli  commentata dai due amici, foto  che il Volvo Studio di Milano ospiterà nei propri uffici durante il mese di settembre

Orazi, oltre a lavorare per Quodlibet, è docente presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio. Collabora inoltre con alcuni giornali e riviste come “Il Foglio” e “Domus”.

Profondamente legato alla città di Milano, Rosselli esplora con il suo sguardo architetture moderne, ritraendo il tessuto urbano in cui vive e al contempo realtà internazionali nel corso dei suoi numerosi viaggi.

Sfidando le convenzioni del genere – la fotografia di architettura – Rosselli approccia, invece, i suoi soggetti con uno sguardo semplice e indagatore, che studia senza censurare, costruendo a poco a poco un discorso personale, che non tenga conto del lavoro dei suoi predecessori. Prive di qualsiasi afflato nostalgico, le sue fotografie rifiutano il classico rigore del bianco e nero, solitamente associato alla fotografia di architettura, restituendola al colore e valorizzandone i dettagli, sintomo – per Rosselli – dell’amore dell’architetto. È con lo stesso spirito che abbraccia la tecnica digitale, in grado di toccare livelli percettivi senza eguali, custodendo la memoria di particolari minimi e passibile di molteplici livelli di analisi.

Per il Volvo Studio sono state selezionate nove foto di Rosselli, alcune presenti nel libro “Scena Mobile”, in cui la maggior parte degli scatti sono stati fatti da dietro il cruscotto di un’automobile attraverso il vetro. Altre sono immagini di città riflesse sulle vetrine o viste attraverso i vetri, quasi a duplicare la lente fotografica, mettendo un filtro ulteriore allo sguardo e spostando il punto di vista.

a cura della redazione