Al Casinò Campione d’Italia successo per Dodi Battaglia tra i progetti del musicista bolognese un disco con gli inediti dell’amico Giorgio Faletti

Casinò di Campione d'Italia concerto di Dodi Battaglia ex chitarrista dei Pooh

Al Casinò Campione d’Italia successo per Dodi Battaglia tra i progetti
del musicista bolognese un disco con gli inediti dell’amico Giorgio Faletti
Una storia che continua, per citare il titolo del suo ultimo album, e anzi lo sta
portando verso nuove esperienze musicali anche distanti dall’orbita dei Pooh
quella di Dodi Battaglia, grande protagonista sabato sera al Casinò
Campione d’Italia di fronte al suo pubblico che l’ha raggiunto, come sempre
caloroso, anche nell’enclave italiana in terra elvetica. “Un musicista continua
a fare musica finché campa diceva Pino Daniele, ma adesso che sono solo
sul palco e devo rispondere solo a me stesso voglio fare progetti che mi
coinvolgano fino in fondo – ha spiegato a inizio serata – Due anni fa ho fatto
un disco con Tommy Emmanuel che è il miglior chitarrista del mondo, non
siamo arrivati primi in classifica ma ci siamo divertiti e mi ha dato un’immensa
soddisfazione.Proprio ieri ho avuto un’idea che porterò avanti nei prossimi
mesi. Quando correvo in macchina spesso ad accompagnarmi c’era Giorgio
Faletti, un grande uomo e un grande amico. Sono intenzionato ad andare da
sua moglie Roberta, una donna di straordinaria intelligenza e bellezza per
chiedergli se per caso è rimasto chiuso nei suoi cassetti qualche altro
“Minchia signor tenente”. Allora avrei una grande motivazione e starei sveglio
la notte per scrivere. Ci vogliono le grandi motivazioni per fare le grandi cose,
altrimenti si va in vacanza e io in ferie non ci vado mai”.
Non è l’unico impegno per il 2018 di Dodi Battaglia che il prossimo 1 Giugno
si prepara a festeggiare i 50 anni di una carriera straordinaria con un grande
concerto insieme a tutti i suoi amici musicisti in Piazza Maggiore a Bologna.
“Per me quella è una data speciale per tanti motivi: anzitutto è il mio
compleanno, poi il giorno dopo è 2 Giugno che è la festa della nazione e
infine il 1 giugno di cinquant’anni fa Valerio Negrini e Roby Facchinetti
vennero a Bologna in un piccolo locale dove suonavo in un complesso a
chiedermi di entrare a far parte dei Pooh. Siccome sono entrato a far parte
del gruppo due anni dopo la sua formazione adesso tocca a me festeggiare i
50 anni di carriera e sul palco ho invitato tanti amici”. A questo si aggiungerà
nel prossimo inverno un tour teatrale per dare spazio a quei brani meno
conosciuti, che però non sono per niente minori, collezionati in mezzo secolo
di carriera con i Pooh e di collaborazione con l’amico paroliere Valerio

Negrini, al quale Dodi Battaglia ieri sera sul palco del Salone delle Feste ha
voluto dedicare anche un pezzo strumentale. “Penso che ognuno di noi
vorrebbe tornare a casa la sera, dalla sua donna, e dirle “Amore ho scritto
questi versi” per recitarle il testo di “Uomini soli”, lui è stato capace di farlo”.
Una leggenda della musica italiana e non solo Dodi Battaglia, fiero della sua
carriera nel gruppo che per anni ha conteso ai Rolling Stones la palma della
longevità, “alla fine hanno vinto loro, ma noi ci siamo conservati meglio” ha
scherzato, così come della laurea honoris causa che gli ha tributato il
Conservatorio di Matera, “un’autentica rarità nella musica dove ogni titolo va
sudato, l’hanno data solo a me e al maestro Ennio Morricone”.
In un’ora e mezzo di concerto Dodi ha incantato il pubblico con le canzoni
della sua nuova carriera da solista e gli immancabili classici dei Pooh, con un
finale in crescendo di fronte a un centinaio di fans che in piedi sotto il palco
all’ultimo piano della casa da gioco l’hanno aiutato a cantare i ritornelli di
“Cercami”, “Chi fermerà la musica” e “Pensiero”, canzoni che sono diventate
dei classici per ogni generazione. Un grande musicista e un grande cuore
quello di Dodi Battaglia che lunedì sera si tingerà di azzurro, come i colori
della nazionale e il titolo della canzone composta per i mondiali del 2006 che
tanta fortuna portò all’Italia. “Durante l’anno il mio cuore calcistico è metà
bolognese e metà interista e quindi sono abituato a soffrire. Domani sera
come tutti guarderò la partita e farò il tifo, anzi se serve a portare ancora
fortuna e far vincere i mondiali mi metto a disposizione con la mia chitarra”.
La Federcalcio è avvisata, un portafortuna come Dodi Battaglia è
sicuramente da convocare.

a cura della redazione