300 anni e nemmeno una penna bianca. Il Chianti Classico celebra i suoi trecento anni di storia, segnando ottime performance sui vari mercati internazionali

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Trecento. Scriverlo fa un certo effetto, celebrarlo inorgoglisce e carica di responsabilità chi ogni giorno lavora con passione e impegno su uno dei marchi del vino più conosciuti al mondo.

Si perchè nel 2016 il Chianti Classico celebra i suoi trecento anni di storia da quel 24 settembre 1716, quando il Granduca Cosimo III  de’ Medici decise di delimitare con un bando, per la prima volta nella storia, alcuni territori particolarmente vocati per la produzione di vini di alta qualità.

Il Bando s’intitolava “Sopra la Dichiarazione de’ Confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Vald’Arno di Sopra”, in cui l’area più estesa era rappresentata proprio da quel territorio compreso tra le città di Firenze e Siena in cui nasceva l’omonimo vino Chianti (oggi Chianti Classico). Un territorio che già allora riscuoteva un grande successo, tanto da far nascere, nella mente del lungimirante Granduca, l’idea di proteggerlo e tutelarlo.

A raccontarlo oggi ,durante un evento dal titolo : “Chianti Classico 171672016. Il primo territorio di vino”, tenutosi nella bella location dell’Ambrosianeum, in via delle Ore 3 a Milano, Sergio Zingarelli, dal 2012 Presidente del Consorzio Chianti Classico. Ad affiancarlo il Direttore Generale Giuseppe Liberatore che, a proposito del logo  creato per l’occasione: una sorta d’identificazione visuale in grado di sintetizzare i 300 anni del Chianti Classico in un’immagine pulita, immediata e al tempo stesso di forte impatto, che gioca con le due date che segnano il punto di partenza e il punto di arrivo della relativa denominazione, ha dichiarato: “Questo logo sarà anche il protagonista di uno speciale bollino che sarà apposto su ogni bottiglia di Chianti Classico in tutte le manifestazioni organizzate in occasione del Trecentesimo”.

Consapevole dell’importanza di questo traguardo, il Chianti Classico, per celebrare quello che potremmo definire il suo trecentesimo compleanno, ha in programma un cartellone di iniziative ed eventi che si svolgeranno nel corso di tutto il 2016, a partire dalla “Chianti Classico Collection”, l’anteprima di scena il 15-16 febbraio alla Stazione Leopolda a Firenze, ma anche la “Chianti Classico Stage”, crono-tappa del Giro d’Italia tra Radda e Greve in Chianti (15 maggio), e ancora tante iniziative sul territorio, dai borghi alle scuole, e nella sua “capitale”, Firenze (24 settembre), con sculture del “Gallo Nero” tra le vetrine di Via Tornabuoni, la via più glamour della “Culla del Rinascimento”, ma anche nello storico “Salone dei Cinquecento” di Palazzo Vecchio, e il concerto diretto da Zubin Mehta
Alla Leopolda, sarà presentata la mostra mostra/racconto della storia del Chianti Classico, che andrà arricchire ed integrare la mostra “Feeling Chianti Classico”, già allestita negli spazi museali del Convento di Radda in Chianti a Casa Chianti Classico.

“Ma Il clou dei festeggiamenti avrà luogo Sabato 24 settembre, giorno della firma del bando, in due luoghi della città di Firenze, simbolo d’arte e cultura, di ieri e di oggi: il Salone dei 500, in Palazzo Vecchio, dove all’ombra del Gallo Nero del Vasari racconteremo a un pubblico di stampa e autorità nazionali e internazionali la nostra storia, e il Nuovo Teatro dell’Opera che saluterà i 300 con un concerto a noi dedicato.” ha precisato Liberatore.

300 anni e nemmeno una penna bianca. Così recita, non a caso, una delle headline scelte per la campagna pubblicitaria che accompagnerà il Trecentesimo anniversario del Chianti Classico.

Una denominazione antica che continua a evolversi e a crescere con dinamismo ed entusiasmo.

Uno slogan che vuole sottolineare l’intraprendenza e il dinamismo della storica denominazione: il Chianti Classico, non solo un vino, non solo un Consorzio di tutela e valorizzazione, ma un vero e proprio distretto socio-economico, che comprende attività produttive differenziate nel comparto agricolo e un’offerta turistico-ricettiva di altissimo livello.

Una dinamicità rappresentata da un distretto che occupa alcune migliaia di lavoratori e tecnici preparati che hanno contribuito a rivitalizzare il territorio rurale, facendolo diventare meta di turismo elitario e cosmopolita. La qualità del paesaggio è in questo senso il vero valore aggiunto della viticultura chiantigiana e le aziende agricole ne sono custodi naturali, poiché attraverso il loro lavoro quotidiano hanno saputo mantenerlo, valorizzarlo e promuoverlo.

Una intraprendenza espressa dalla voglia di non fermarsi mai: come dimostra il  recente riassetto della denominazione e l’introduzione della nuova categoria di Chianti Classico, Gran Selezione, una vera e propria inversione di tendenza nel panorama vitivinicolo italiano. Per la prima volta nella storia delle denominazioni del nostro Paese, il Chianti Classico si è dotato di una nuova tipologia di vino guardando alla punta della piramide qualitativa invece che alla base.

Su questi presupposti si è fondato il rinnovato successo del Chianti Classico nel mondo, con una penetrazione commerciale in oltre 70 paesi di tutti i continenti pur con una spiccata concentrazione nei suoi mercati storici, soprattutto il Nord America,  l’Europa e alcuni mercati asiatici. Nel 2015 le vendite complessive del Gallo Nero hanno continuato il loro trend positivo, segnando un +8% rispetto all’anno precedente, merito sicuramente del forte impulso dell’export ma anche di una buona ripresa del mercato domestico.

“Siamo molto soddisfatti dell’andamento del mercato del Chianti Classico un risultato che almeno in parte è stato determinato dall’effetto traino generato dalla Gran Selezione, che ha rilanciato il Chianti Classico sul palcoscenico della critica internazionale, posizionandolo fra le eccellenze enologiche mondiali. Un risultato che è il giusto coronamento dei grandi sforzi e del lavoro di tutti i produttori e un premio alla compattezza sociale e alle scelte coraggiose e intelligenti intraprese insieme negli ultimi anni. ”  Ha, infine, concluso  il  Presidente  Zingarelli ,

Chianti Classico: alcuni cenni storici:

Il Chianti Classico affonda le sue radici nel 1716 quando il Granduca di Toscana Cosimo III fissa i confini della zona di produzione del vino Chianti, area compresa tra le città di Firenze e Siena. All’inizio del XX secolo, quando la notorietà del vino Chianti aumentava di anno in anno e il territorio di produzione non riusciva più a soddisfare la crescente richiesta nazionale e internazionale, si iniziò a produrre vino al di fuori della zona del Chianti delimitata nel 1716, chiamandolo ugualmente “Chianti” o “vino prodotto all’uso del Chianti”.

Fu così che nel 1924 nacque il “Consorzio per la difesa del vino Chianti e della sua marca d’origine” scegliendo come simbolo il Gallo Nero, storico emblema dell’antica Lega Militare del Chianti, riprodotto fra l’altro dal pittore Giorgio Vasari nella sua “Allegoria del Chianti” sul soffitto del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

Nel 1932 viene aggiunto il suffisso Classico per distinguere il Chianti originale da quello prodotto al di fuori del territorio delimitato.

Nel 1984 Il Chianti Classico ottiene la DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita), che rappresenta il riconoscimento più alto per i vini italiani di qualità. Nel 1996 diventa una DOCG autonoma e nel 2010 le due denominazioni Chianti e Chianti Classico vengono di fatto separate, per cui oggi non si possono produrre vini Chianti nella zona di produzione del Chianti Classico. Nel 2013 l’Assemblea dei soci approva una serie di modifiche al disciplinare di produzione che danno l’avvio a un vero e proprio riassetto della denominazione.

Chianti Classico: la vendemmia 2015

L’ultima annata di Chianti Classico, quella 2015, può considerarsi, grazie all’andamento climatico regolare, eccellente per il risultato ottenuto nella qualità ineccepibile delle uve. L’inverno è stato mitigato con alternanza di qualche giornata fredda, con temperature sotto lo 0. Primavera molto mite  con temperature medio-alte favorevoli ad un germogliamento vegetativo regolare. L’estate è stata ottima nell’insieme, con poca piovosità e con temperature elevate nei mesi di luglio e agosto, ma compensate da una buona escursione termica notturna.

Tutte le fasi fenologiche (gemmazione, fioritura, allegagione e invaiatura) sono state perfette. L’annata è da considerarsi  quindi di altissimo livello qualitativo. Un’annata che, più di altre, ha esaltato le caratteristiche del Sangiovese: dai valori in estratto, antociani, polifenoli e profumi varietali di unicità e concentrazione. A livello di produzione, la quantità  è in linea con quella dello scorso anno (circa 290.000 hl).

 

a cura della redazione