Quattroruote alla fiera dell’est.

Dove vanno a finire le auto usate italiane? Quattroruote l'ha scoperto per noi seguendo il viaggio di una di queste automobili...........

 

 

 

 



Dove vanno a finire le auto usate che in Italia non vuole nessuno, perché troppo vecchie o con troppi chilometri? Di solito, all’estero. A margine del business tradizionale, gestito abitualmente dai grandi operatori specializzati, in grado di gestire lotti di centinaia di vetture, sta nascendo ora un mercato parallelo di commercianti improvvisati, che trasportano personalmente le macchine da noi invendibili oltre i confini orientali dell’Unione Europea. Quattroruote, mensile di Editoriale Domus, ha seguito il viaggio di una di queste automobili, salendoci a bordo e alternandosi al volante con l’aspirante venditore, scoprendo così i dettagli di questa vera e propria “fiera dell’est” che racconta nel numero di settembre, in edicola da venerdì 27 agosto.

2.150 km, 26 ore di viaggio no stop percorrendo strade trafficate e spesso pericolose ad una velocità poco superiore agli 80 km/h: partenza da Milano e arrivo a Chisinau in Moldavia, via Slovenia, Ungheria e Romania. Un mercato legittimo e un commercio regolare che trova nei Paesi dell’Est lo sbocco finale e il bacino di acquirenti per le vetture altrimenti invendibili nel nostro Paese. La macchina ideale per essere venduta? Ha un po’ di anni, non oltre sette per legge, ha molti chilometri e un motore a benzina che non gela con le basse temperature, va bene anche se incidentata dato i costi bassi delle riparazioni. In media al commerciante non deve costare oltre i 6.000 euro per avere un margine di 500 – 600 euro a vettura, considerando che il prezzo a cui rivenderla si aggira sugli 8.500 dai quali togliere le spese di viaggio, circa 600 euro se carrellino o bisarca, e le tasse doganali calcolate sulla cilindrata.
Ad aspettare le vetture al mercato si raggruppano centinaia di persone che una volta scelta e acquistata la macchina si recano dalla Polizia per il passaggio di proprietà e la consegna del nuovo libretto e della nuova targa.
 
Certo non sempre le condizioni sono perfette ma vale il principio del “visto e piaciuto” ed in generale le automobili tedesche sono preferite alle italiane perché, come spiega un commerciante “voi italiani siete meno attenti alla manutenzione: ci arrivano anche macchine senza un goccio d’olio nel motore..”
 

In evidenza la cartina della tratta Italia – Moldavia e la cover del numero di Settembre.

Per maggiori informazioni e chiarimenti:

Elisabetta Prosdocimi
                                                            
MARA VITALI COMUNICAZIONE
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a cura della redazione