Alla Bit di Milano grande successo per il Molise green

Molise 2

A porte ormai chiuse nel fare un bilancio della BIT non possiamo dimenticare il Molise green, quello che non ti aspetti anche se forse lo presagisci pensando al fascino discreto di queste terre che appartennero ai Sanniti .Un Molise che si promuove attraverso i suoi odori diffusi nella sfera di legno del suo stand.  Quella che ha fatto da contorno alla conferenza stampa dello scorso 11 febbraio e con la degustazione di alcuni dei suoi prodotti cardine dell’agroalimentare: il caciocavallo di Agnone, la ventricina di Montenero di Bisaccia e la Tintilia della cantina Salvatore di Ururi. All’incontro tenutosi nello stand dell’Aast hanno presenziato oltre a  Peppone Calabrese della trasmissione Rai “Linea Verde” il professor Rossano Pazzagli dell’Università degli Studi del Molise, il commissario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Termoli Remo Di Giandomenico e il responsabile alla Cultura del Distretto Molise Orientale Antonio Franzese. Con la partecipazione dell’attore molisano Aldo Gioia che ha letto alcune righe sulla sua terra, in vernacolo.

“Apparteniamo ad antiche terre. La nostra natura deve essere vitalizzata, quest’anno sottolineamo che la natura non puo’ essere sottomessa ai capricci del destino. Come vedete abbiamo uno stand che rispetta la natura, un lembo di terra come il nostro così piccolo,ma che ha prodotti di tutto rispetto. Sono poi gli operatori che devono venderli. Le quattro vele con le donne che vedete sono le protettrici del nostro Molise” Ha dichiarato  il commissario Di Giandomenico

“Ho imparato ad amare queste terre lavorando in Molise e incontrando i suoi compaesani e i giovani. Adesso a forza di dire che non esiste, il Molise esce alla ribalta. E’ stata una grande operazione di marketing. Conoscere il Molise, è come compiere un pellegrinaggio laico e religioso, e all’insegna del gusto. Si sintetizza tutto nelle tre P. Il paesaggio, i paesi e i prodotti. Il paesaggio è l’elemento di connessione, lo specchio di tutto quello che c’è e che c’è stato sul territorio. Le origini sannite, i percorsi della transumanza. L’incontro fecondo tra uomo e natura. Il mare e la montagna. Il Molise è una regione di paesi. Ce ne sono tanti. Incastonati nella pietra e perfino nel nome. La pietra, il Molise è questo. Rugoso e liscio allo stesso tempo. Ma è tutto da scoprire»..Gli ha fatto eco il professor Rossano Pazzagli citando località che della pietra portano ancora il nome.

“Il Molise lo sento molto vicino  sembra che non esista, ma invece c’è ed è molto reale come la mia Basilicata. Questo caciocavallo che vedete così giallo, è così perché gli animali sono stati portati al pascolo, hanno mangiato almeno sessanta tipi di erbe. Solo dando gratificazioni ai produttori si potrà tornare a parlare anche di territorio. C’è la transumanza che è un rito meraviglioso, in questo tragitto c’è tutta la forza e la grinta di questo popolo” ha chiosato con la sua consueta “verve” Peppone Calabrese . Per la ventricina l’ultima parola è stata invece del professor Antonio Franzese che ha tenuto a precisare che ” Questo prodotto è unico, solo in trenta comuni a cavallo del fiume Trigno tra Abruzzo e Molise si realizza questo dono che la cultura contadina faceva mangiare solamente nei momenti più importanti. Si chiama ventricina perché si insaccava nel ventre del maiale. La cosa importante è che viene fatta senza conservanti, ma soprattutto perché ha l’80% di carne magra e il 20% di grassi.” Gli assaggi non hanno smentito nè deluso le aspettative.

a cura della redazione