Arriva il Brutto, il nuovo Prosecco Colfondo Montelvini

Il Brutto

Le prime bottiglie stappate al Ristorante La Terrazza di Asolo, locale Tappa Montelvini.  La numero 1 era stata tappata a Vinitaly dal Gastronauta Paolini

Montelvini

Si chiama Il Brutto. È il nuovo Prosecco Asolo DOCG sui lieviti, o colfondo come viene comunemente indicato nel dialetto locale, da oggi disponibile nella rete vendita di Montelvini.
Era stato imbottigliato pochi giorni prima di Pasqua, come vuole la tradizione, con la bottiglia numero uno simbolicamente tappata da Davide Paolini, il Gastronauta di Radio 24, durante una cerimonia a Vinitaly. Ora, concluso il periodo di fermentazione, è pronto per il consumo. Le prime bottiglie sono state stappate nel corso di una serata al ristorante La Terrazza di Asolo, primo evento organizzato in una Tappa Montelvini, il nuovo circuito di locali selezionati e garantiti da Montelvini.
Il Brutto è un Prosecco Superiore Asolo DOCG, il cui disciplinare rispetta i rigidi dettami imposti dal Consorzio di Tutela, come le basse rese per ettaro, che lo hanno reso fiore all’occhiello tra tutte le denominazioni prosecco. “Qui viene proposto nella versione più tipica del nostro territorio – spiega Alberto Serena, vicepresidente Montelvini – quella che bevevano i nostri nonni, quando non esistevano le autoclavi e la fermentazione avveniva spontaneamente al risvegliarsi della primavera”. Un vino che rispetta il ciclo delle stagioni, che una volta imbottigliato non si può correggere come avviene con il Metodo Classico, che dopo la sboccatura viene completato con i dosaggi. Un vino sempre diverso di bottiglia in bottiglia, che continua ad evolvere nel corso dell’anno, regalando ogni volta un’emozione diversa.
Il Brutto è un vino con un’anima – osserva Alberto Serena – non è facile, ma è schietto. Non esprime grandi note floreali e fruttate come gli charmat, ma porta in dote una grande complessità grazie ai lieviti che conferiscono mineralità al naso e morbidezza al gusto, nonostante l’assenza di zuccheri. E poi il torbido è sempre affascinante”.

a cura della redazione