Censis: bisogna pensare differente, “rimescolamento” di genere, cittadinanza e tecnologia, ecco come le donne danno all’Italia un altro passo

shirin
Il rimescolamento che funziona dona 6-8% di PIL in più.

Presentata a Milano la ricerca commissionata da Ornellaia sui meccanismi evolutivi in atto nella nostra società. Competenze specifiche e valore aggiunto, quando il melting pot è un fattore vincente

Nel libro “Il Cacciatore Celeste”, Roberto Calasso descrive l’evoluzione umana
come il millenario ripetersi di uno stesso meccanismo: differenziazione-imitazione-sostituzione. In sintesi un individuo o un sottogruppo, prima si differenzia dal suo gruppo, poi pian piano imita chi è più forte e bravo di lui, infine si sostituisce ad esso e prendere il suo posto, sfruttando la sua impreparazione a difendersi dovuta a un mal riposto senso di superiorità.
Una ricerca commissionata da Ornellaia (il fine-wine italiano tra i più amati al mondo) al CENSIS, illustrata oggi a Sotheby’s Milano in occasione della presentazione della undicesima edizione del progetto Vendemmia d’Artista, ha cercato di fotografare i meccanismi evolutivi in atto nella nostra società a partire dai tre grandi processi di rimescolamento e di affiancamento in atto: quello di genere, quello di cittadinanze e quello tecnologico.
Analizzando le posizioni apicali, negli ultimi 15 anni in Italia è fortemente aumentata la quota percentuale delle donne professioniste: avvocati (+17,3%), architetti (+12,5%), medici (12%), giornalisti (+11,3%), commercialisti (+11,2%). Anche nelle carriere pubbliche le quote rosa fanno registrare una netta crescita, a doppia cifra per quanto riguarda i magistrati (+15,4%), i prefetti (+12,9%), i diplomatici (+10,2%). Ma se in
questi ambiti le presenze femminili si avvicinano alla parità e tra un po’di tempo verosimilmente avverrà il sorpasso, nel mondo delle imprese private le quote di partecipazione femminili alle posizioni di vertice sono cresciute meno uniformemente: +2,2% nelle imprese d’istruzione, +2,3% in quelle agricole, ma complessivamente solo +1% di imprenditrici o socie d’azienda.
Rispetto alle donne, nel segmento dell’imprenditoria, crescono di più gli imprenditori stranieri: +3,9% negli ultimi 15 anni. I settori che hanno visto un maggiore aumento di cittadini stranieri in posizioni apicali sono l’edilizia (+6,8%), il commercio (+5,7%) ed alberghi e ristorazione (+5,4%). Il mondo della ristorazione e dell’accoglienza è anche quello in cui è esplosa maggiormente la trasformazione tecnologica, con una variazione percentuale rispettivamente del +22,8% e del +21,4%.
Ma come si sono sviluppati questi processi di trasformazione, e con quali conseguenze?
“Abbiamo chiesto a un panel di esperti dei diversi settori quali sono stati gli elementi su cui il nuovo ha puntato per inserirsi” – spiega Giulio De Rita, Ricercatore del CENSIS che ha coordinato l’indagine – “I dati raccolti sono molto interessanti. Per le donne risulta importantissimo il ‘sapere accumulato’, cioè la loro preparazione di base, mentre per gli stranieri è vincente la capacità di adattamento e per la tecnologia un mix di queste due cose. Ma la semplice sostituzione non è sufficiente per un effettivo sviluppo del sistema,
occorre un apporto specifico, l’aggiunta di qualcosa che prima non c’era. Infatti, i settori dove davvero il melting pot di genere, tecnologico e di cittadinanza funziona è dove sono più parametri ad entrare in gioco, quello che il panel di esperti ha indicato come “pensare differente”: il rimescolamento produce valore aggiunto quando non è solo il frutto di un processo lineare di crescita individuale, di competizione, ma quando è il risultato di un processo di immissione nel sistema delle proprie specificità”.
Dove l’apporto di competenze specifiche è ridotto, il rimescolamento non porta benefici. Per esempio nell’ambito dell’industria tradizionale i lavoratori stranieri, pur rappresentando il 17,5% dei lavoratori, producono soltanto il 9,4% del PIL del settore, mentre nel settore degli alberghi e ristoranti, pur rappresentando il 10,7% dei lavoratori, producono il 18,4% del PIL.
E così le imprese agricole gestite da donne, possiedono il 21% della SAU (superfice agricola utilizzabile) e producono il 28% del PIL agricolo nazionale.

In entrambi i casi l’aumento di Valore Aggiunto dovuto verosimilmente a forme di reinterpretazione del lavoro si aggira attorno al 7%.
La trasformazione tecnologica è esplosa particolarmente nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza, così come resta fondamentale per le imprese di qualsiasi settore essere sempre ‘al passo con i tempi’. Per riassumere l’andamento dei tre temi sopra elencati: per le donne è stato importantissimo il “sapere accumulato” cioè la loro preparazione di base, per gli stranieri la capacità di adattamento e per la tecnologia un mix di queste due cose. Ornellaia e Sotheby’s hanno sposato appieno questo mix da diversi anni, curando i temi fondamentali per lo sviluppo, per la preparazione internazionale, e per la presenza
delle donne, rappresentata anche dall’ enologa Olga Fusari, e la ricerca tecnologica per affrontare al meglio ogni giorno di lavoro.
Per Ornellaia l’incontro con Olga Fusari è avvenuto con la vendemmia 2005 quando lei era nel suo tirocinio universitario. Da subito la sua sensibilità e preparazione hanno perfettamente collimato con la filosofia della tenuta. La passione di Olga è emersa subito dopo aver conseguito il diploma al Liceo Scientifico infatti, da amante della natura, indirizza i suoi studi verso l’enologia, iscrivendosi alla Facoltà di Agraria di Firenze.
Fin da subito si dimostra una studentessa attenta e famelica di nozioni. Nel 2006 svolge gli studi sperimentali sul “Comportamento fisiologico di viti Cabernet Sauvignon e Merlot in funzione del sistema di potatura” nei vigneti di Ornellaia, per la sua tesi di laurea in Viticoltura ed Enologia, dando inizio ad una collaborazione fra l’azienda e l'Università di Firenze, ancora oggi presente. Dopo una breve esperienza nel periodo della potatura invernale nell’area di Carmignano, presso la Tenuta di Capezzana, dal giugno 2008
entra stabilmente a far parte dello Staff di Ornellaia in qualità di Assistente enologo e dal 2012 è membro degustatore della Camera di Commercio per la valutazione di idoneità dei vini alle Denominazioni di Origine. La sua passione la spinge a conoscenze internazionali, ha frequentato il corso di Terroir and Vineyard Management presso Bordeaux Sciences Agro e ha approfondito la sua conoscenza con l’esperienza di vinificazione in Argentina, presso Bodega Rolland azienda di proprietà di Michel Rolland, storico consulente enologico. Dal 2008 ad oggi in Ornellaia Olga ha preso parte a momenti formativi di
grande valore, che hanno favorito la sua crescita personale e professionale, fino ad essere nominate enologa di Ornellaia nel 2016.
“Siamo un’azienda a trazione femminile” – racconta Axel Heinz, direttore ORNELLAIA, che prosegue – “da noi in Ornellaia ci sono più donne che uomini, che curano con passione, occhio per il dettaglio e professionalità operazioni fondamentali per la genesi dei nostri vini, dalla potatura alla raccolta, dalla selezione degli acini in cantina fino ad arrivare all’imbottigliamento”.
In Ornellaia è stato sempre data attenzione alla tecnologia come fonte di progresso, Axel aggiunge: “I grandi vini sono sempre frutto di una lunga tradizione, gesti e procedimenti trasmessi da una generazione all’altra. Ma anche la più lunga tradizione ha bisogna di essere rinnovata, l’innovazione di oggi diventerà la tradizione di domani. Questo è lo spirito che ci guida in Ornellaia dove la tecnologia non è mai una fine a sè stessa ma permette di assecondare i gesti secolari per cercare di migliorare l’esistente. La ricerca vive
nell’operare in una maniera sempre più sostenibile, così da trasmettere il nostro intero patrimonio alle generazioni future”.
Sotheby’s Vini ha avuto una grande donna al timone per 25 anni. “Ci sentiamo privilegiati per aver avuto Serena Sutcliffe, MW, Presidente Onorario di Sotheby’s Wine” – così
Stephen Mould, Direttore del Dipartimento vini di Sotheby’s Europa, che continua – “lei è stata al timone come responsabile mondiale per venticinque anni, dal 1990 a 2015. Serena è stata la seconda donna a diventare un Master of Wine nel 1976 ed è riconosciuta come una delle principali autorità mondiali. La sua esperienza, la sua scrittura e lo stile individuale hanno ispirato molte donne a lavorare nel vino e la sua
leadership ha aiutato Sotheby’s Wine a crescere nel business globale per farlo diventare ciò che è oggi, vendendo vino all’asta a Londra, New York e Hong Kong e nei nostri negozi al dettaglio in New York e Hong Kong e fornendo un servizio di consulenza per tutti i nostri clienti”.
Le aziende agricole ed enogastronomiche italiane che esprimono vini d’eccellenza come Ornellaia, confermano quanto emerso dalla ricerca del CENSIS. Infatti, confrontando le top 100 del 2008 https://www.liv-ex.com/staticPageContent.do?pageKey=Research e del 2018 https://www.liv-ex.com/2018/12/2018-power-100-burgundy-continues-shine secondo il Liv-ex, l’indice del mercato secondario dei fine wines, che monitora l’andamento degli scambi delle griffe più quotate del mondo enoico, si nota come gli italiani passino da 6 nel 2008 a 10 nel 2018, quindi in aumento non solo rispetto al 2008 ma, soprattutto, rispetto al 2017, confermandosi come l’unica nazione che aumenta in valore assoluto di 2 unità. Calano invece i vini francesi a quota 85 rispetto agli 86 dello scorso anno; stabili gli USA a 3; diminuiscono gli australiani, da 2 a 1, mentre gli spagnoli rimangono a 1 come l’anno scorso.

a cura della redazione