EAT. Alimentazione sostenibile Il nuovo corso del Gruppo Ospedaliero San Donato: la prevenzione prima di tutto, attraverso una sana cultura alimentare

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La prevenzione prima di tutto. È questa la parola d’ordine che più di altre rappresenta il nuovo corso del Gruppo Ospedaliero San Donato e non esiste prevenzione che non passi attraverso una sana cultura alimentare.
A parlarne oggi durante una conferenza stampa ,tenutasi nella Sala Lab alla Triennale di Milano, dove è in corso anche la mostra Arts & Foods, Paolo Rotelli, Vice Presidente del Gruppo Ospedaliero San Donato e Gilda Gastaldi Rotelli, fondatrice e sostenitrice del progetto EAT.

A moderare l’incontro Olivia Tassara, giornalista e volto noto al pubblico televisivo di  Sky TG24.

EAT. Alimentazione sostenibile “rappresenta il modo di concepire la prevenzione del Gruppo Ospedaliero San Donato – ha spiegato   Paolo Rotelli presentando il progetto  e aggiungendo,poi,  con orgoglio, che  “con 18 ospedali, di cui 3 IRCCS, 4 milioni di pazienti che ogni anno si rivolgono ai nostri specialisti e il 95% della nostra attività realizzata in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale,siamo il gruppo ospedaliero più grande del nostro  Paese, un erogatore privato di un servizio pubblico essenziale”
” Per questa ragione abbiamo   una responsabilità enorme, che va oltre la dedizione per la ricerca scientifica, la didattica universitaria e la cura di eccellenza. Abbiamo, quindi,  il dovere e la missione di diffondere un concetto di prevenzione concreto e accessibile a tutti, attraverso una sana cultura alimentare, volta non solo a prevenire le patologie di domani, ma a migliorare le nostre abitudini quotidiane.
Per noi la prevenzione, parola un po’ abusata perché spesso utilizzata senza produrre evidenze concrete, comincia proprio dall’alimentazione, è alimentazione” ha continuato Rotelli.
“Il progetto EAT nasce originariamente come EAT – Educazione Alimentare Teenagers,
da un’intuizione dei nutrizionisti dell’IRCCS Policlinico San Donato, come strumento
per entrare nelle scuole e parlare ai giovani con le stesse modalità con cui i giovani comunicano e interagiscono, stimolando il loro interesse verso comportamenti alimentari semplici ma virtuosi” ha chiarito, a sua volta,  Gilda Castaldi Rotelli aggiungendo che “cambia lo stile di vita e oggigiorno, per fortuna , vi è  già una riduzione del 10% del peso corporeo annuo a testimonianza di un miglioramento  delle abitudini alimentari soprattutto nei giovani dopo il triste primato della “americanizzazione”, avvenuta . negli anni recenti  con i junk food”.
“EAT si è dimostrato, infatti, efficace nel modificare i comportamenti alimentari tra i giovani,incrementando la consapevolezza nella scelta personale degli alimenti corretti per il proprio stile di vita e la propensione al movimento, con conseguenti cambiamenti positivi
degli indicatori antropometrici” ha proseguito Gilda Gastaldi.
Da qui l’idea del Gruppo Ospedaliero San Donato: se EAT ha dato risultati così efficaci
su i giovani, perché non coinvolgere un pubblico più ampio? Hanno riferito  i relatori.
“Gli animali si nutrono, l’uomo mangia e solo l’uomo intelligente sa mangiare”
(Jean Anthelme Brillat – Savarin, politico e gastronomo francese, 1755-1826)
Ed ecco che nasce EAT. Alimentazione sostenibile, un’evoluzione naturale dell’idea originale, che non rappresenta più un progetto di salute alimentare nel senso più ristretto del termine, ma diventa uno stile, un modo di vivere.
EAT rappresenta un marchio di qualità, un contenitore di attività concrete che vivranno
al di fuori delle mura ospedaliere, in quanto la prevenzione si rivolge a tutti, per diventare
un patrimonio naturale delle generazioni future.
“Lo stile EAT che non è privativo ma caso  mai “aperitivo ” ha precisato Paolo Rotelli, è pertanto un modo di contagiare le nostre scelte quotidiane, in modo sano, sostenibile per l’organismo, per l’ambiente e per l’economia.
EAT si rivolge innanzitutto ai professionisti del campo alimentare, a chi vuole realizzare
un catering sostenibile, ma anche una ristorazione sostenibile e in generale vuole offrire
un’alimentazione concretamente sana e di conseguenza un modello comportamentale
consapevole e rivolto alla salute di tutti.
“Inizieremo contaminando le abitudini alimentari dei milanesi – ha  concluso  Paolo Rotelli precisando  che “vorremmo trovare un accordo con l’amministrazione cittadina per posizionare in diversi punti della città i distributori a marchio EAT  Alimentazione sostenibile. (cosa che già perlatro avviene d atempo nelle scuole di San Donato n.d.r.) .

Si tratta di una vera rivoluzione, un’alternativa al cibo spazzatura che ci viene proposto in ogni angolo dall’ambiente cittadino. Intanto, sarà possibile provare il primo ristorante EAT aperto a tutti, all’interno della Casa di Cura La Madonnina.”
GSD Foundation
La Fondazione del Gruppo Ospedaliero San Donato è un’organizzazione senza scopo di lucro che ha il fine di promuovere la ricerca, gli studi e gli scambi culturali nel campo delle scienze biomediche e dell’organizzazione sanitaria.
Nata nel 1995, la Fondazione realizza e sostiene concretamente progetti di grande importanza ed urgenza per il presente ed il futuro del nostro Paese. Oltre al progetto EAT. Alimentazione sostenibile, ricordiamo: Salute allo Specchio, dedicato alle pazienti oncologiche, AICCA, che si occupa degli adulti cardiopatici e l’Associazione Bambini cardiopatici nel mondo.

a cura della redazione