Gianoli, poeta dello Sport– A 70 anni dal suo ingresso in Gazzetta un ricordo dello scrittore e giornalista della rosea

gianoli

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l ‘articolo della Gazzetta dello Sport circa l’incontro organizzato giovedì 22 ottobre 2015 dall’Associazione Alexandria in collaborazione con la Gazzetta dello Sport e ospitato dal Presidente Oreste Perri presso la Sala Convegni del Palazzo Coni Lombardia. ‘Cavalli e ciclismo nel sangue Gianoli, la magi~ in Gazzetta’. a fima Claudio Gregori.
“Non era l’uomo’ che~~ sussurrava ai caval-~~ . li, ma li faceva parlare», ha detto Franco Arturi, ricordando Luigi Gianoli, morto nel 2009 a 80 anni. Non a caso ha fatto una favolosa intervista a Ribot. Un pezzo che resta nella storia’ del giornalismo; come_ l’intervista in latino che Gianni Brera fece a Paavo Nurmi, su un traghetto nel Mar Baltico.
IN GAZZETTA Settant’anni fa, il 2 luglio 19~5, Luigi Gianoli, a 27 anni, dopo sei anni di guerra, fece il suo ingresso alla Gazzetta dello Sport, che rinasceva in formato spartano: un solo foglio e due numeri a settimana. Questo straordinario giornalista, che
per oltre mezzo secolo-ha deliziato i nostri lettori, è stato ricordato ieri nel convegno «Gianoli, poeta dello sport» presso il CONI Lombardo, alla presenza del suo presidente Oreste Ferri.
Gianoli era figlio d’arte. Il padre Alfredo aveva scritto d’ippica sulla Gazzetta per 24 anni: il 19 giugno 1927, anzi, aveva fatto la prima radiocronaca sportiva in diretta in Italia; raccontando da San Siro il Gran Premio di Milano di galoppo, Vinto da Cranaeh, Luigi Gianoli è cresciuto accompagnato dalla musica degli zoccoli. I cavalli per lui erano creature divine. I suoi articoli d’ippica sono arabeschi raffinati e seducenti come «Le Mille e Luigi Gianoli con il suo cavallo, l’inseparabile Terrificante PERRUCCI una notte». Era «un incantatore di uomini e di cavalli», lo aveva definito Cannavò.
Col Savoia Cavalleria aveva presò parte alla carica di -Isbuscenskij il 24 agosto 1942, sull’ansa del Don. Aveva fatto la Resistenza. Imprigionato a San Vittore aveva salvato la pelle per l’intervento del cardinale Schuster,
Poi fu al fianco di Raffaele Cadoma, comandante del Corpo – dei Volontari della Libertà e, designato per andare a catturare il Duce, riufiutò. Sergio Giuntini \ ha parlato di quel momento cruciale e dei dubbi che ancora oggi ‘ lo circondano,
CAVALU E IICI Gianoli non ‘ha scritto solo di cavalli. Ha raccontato il Giro d’Italia dal 1950 al
1995. Con Zanetti direttore ha tenuto la rubrica di tennis. Lo sport è stato abitato da scrittori eccelsi: Raschi e Vergani, Arpino e Buzzati, Roghi e Mosca.
Campanile ha espresso il più’ pungente «sense of humour», Gafto ha toccato le punte più alte di poesia. Pratolìni e Brera hanno scritto pezzi inimitabili.
.Ma Gianoli appartenèva alla pittura o alla musica. La sua penna era plettro o pennello. Aveva il dono della magia. In ogni riga fa balenare pagliuzze d’oro.”

foto di Mario Grassi

a cura della redazione