Giornata Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache. Cuore Italia- Heart Valve e le società scientifiche lanciano un appello: promuoviamo la salute nell’età che avanza

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L’aumento dell’età media della popolazione e la percentuale di ultra 65enni farà progressivamente aumentare la spesa sanitaria. Per questo è importante promuovere la prevenzione e la conoscenza di quelle patologie, come le malattie delle valvole cardiache, che hanno la maggiore incidenza sulla popolazione anziana: circa 1 milione di persone, il 10% della cittadinanza con più di 65 anni.

Milano, 13 settembre 2018 – In Europa, nel 2016, la popolazione di età pari o superiore a 65 anni ammontava al 19,2%, con un aumento del 2,4% rispetto ai 10 anni precedenti. In Italia nel 2017 era di circa 13,5 milioni, pari al 22,3% della popolazione e dovrebbero arrivare a costituire il 33% nei prossimi 25 anni, secondo le proiezioni ISTAT.

“Quando si pensa agli over 65enni, si tende a credere che abbiano esaurito il loro ciclo di vita “attiva” e che rappresentino solo un costo per la società”, esordisce Roberto Messina, Presidente di Cuore Italia e Senior Italia. “Nulla di più falso: gli anziani sono una risorsa per il nostro Paese e i dati lo dimostrano. Il 33,1% dei nonni si occupa quotidianamente dei nipoti e il 47,6% lo fa una o più volte alla settimana; per non parlare dell’apporto economico: il 44,8% impiega l’eccedenza mensile di denaro per aiutare figli e familiari e sono 4,5 milioni gli over 65enni che svolgono attività di volontariato e supportano economicamente associazioni di vario titolo. Questi sono solo alcuni dei dati di quella che viene chiamata la “Silver Economy” e che vale ben 3.000 miliardi di euro a livello europeo”.

“In Europa la spesa sanitaria pubblica nel 2013 corrispondeva al 6,9% del PIL ed è destinata a crescere con l’invecchiamento della popolazione. Per questo motivo è importante”, prosegue Roberto Messina, “promuovere la salute nell’età che avanza sostenendo soprattutto attività di prevenzione e di conoscenza sulle malattie, come quelle alle valvole cardiache, che hanno una forte incidenza sulla popolazione anziana, ma di cui non vi è una reale consapevolezza.”

In Europa, infatti, una persona su otto di età superiore ai 75 anni soffre di malattie delle valvole cardiache e questo dato è destinato a crescere. Nonostante la loro incidenza, solo il 2,10% degli europei con più di 60 anni ne è preoccupato, percentuale che sale al 3,30% per gli italiani. Questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca realizzata da Opinion Matters, Istituto di Ricerca Britannico, su 12.820 europei, rappresentativi della popolazione degli over 60enni, di cui 1.301 italiani, presentati oggi a Palazzo Pirelli di Milano, in occasione dell’edizione italiana della Giornata Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache.

“Informazione, prevenzione, prossimità, anche in un’ottica di un’ottimale gestione della cronicità, sono alcuni dei punti su cui Regione Lombardia sta focalizzando la sua attenzione per la salute dei cittadini, soprattutto anziani”, afferma Emanuele Monti, Presidente della Commissione Sanità del Consiglio di Regione Lombardia. “Per questo motivo abbiamo deciso di ospitare presso la nostra sede questo evento che vuole migliorare la consapevolezza nei confronti di patologie così rilevanti ma con così scarsa consapevolezza”.

“Le malattie alle valvole cardiache colpiscono 1 milione di italiani e si ritiene che siano sottostimate e sottovalutate, nonostante abbiano un’elevata mortalità, se non curate. Solo il 9,5% degli italiani è consapevole di cosa sia una stenosi aortica, una delle malattie più frequenti alle valvole cardiache”, commenta Sergio Berti, Presidente di Fondazione Gise, Società Italiana di Cardiologia Interventistica.

“Le malattie delle valvole del cuore possono essere diagnosticate facilmente: basta una attenta valutazione dei sintomi riferiti dal paziente ed una semplice auscultazione con lo stetoscopio da parte del Medico di Medicina Generale. Qualora il clinico si accorga di un “soffio” potrà indirizzare il paziente ad ulteriori accertamenti cardiologici con esami non invasivi come l’elettrocardiogramma e l’ecocardiogramma”, aggiunge Battistina Castiglioni, Consigliere GISE, Società Italiana di Cardiologia Interventistica.

In Europa i medici di famiglia che auscultano il cuore ai loro pazienti anziani ad ogni visita sono il 27,7%, quelli che lo fanno raramente il 37,20% e quelli che non lo fanno mai il 13,40%; in Italia i dati, rispettivamente, sono del 17%, del 43,9% e del 15,80%.

Abbiamo bisogno di invertire queste abitudini: è importante che le persone anziane, soprattutto nel caso in cui accusino sintomi quali affaticamento, fiato corto, senso di vertigine o dolore al petto, chiedano al loro medico “ASCOLTA IL MIO CUORE”, proprio come si chiama la campagna 2018, per scongiurare una malattia alle valvole cardiache. Le possibilità di cura sono molteplici, ma occorre intervenire in tempi molto rapidi per permettere alle persone di tornare ad avere una buona qualità di vita.

“Alcuni dati dell’indagine ci hanno sorpreso”, prosegue Alessandro Boccanelli, Presidente SICGE, Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, “gli italiani risultano essere piuttosto informati sulle possibili terapie delle valvole cardiache: il 66% conosce gli interventi a cuore aperto, il 37,70% sa dell’esistenza di cure farmacologiche e ben il 18,10% conosce la TAVI, un intervento eseguito in anestesia locale, che utilizza un catetere introdotto attraverso l’arteria dell’inguine, indicato nei pazienti giudicati non idonei all’intervento chirurgico o a rischio alto o intermedio per la chirurgia e rappresenta la tecnica più adeguata per i pazienti anziani”.

L’evento milanese è stato anche l’occasione per presentare il Libro Bianco sul Trattamento delle Malattie Valvolari Cardiache e il Manifesto Europeo The Power of Positive Ageing, documenti realizzati ad hoc per la Giornata Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache e che fotografano lo stato dell’arte e gli ostacoli ancora esistenti alla migliore gestione e trattamento di queste malattie sia in Italia sia in Europa.

“Siamo orgogliosi che l’Italia abbia risposto con così grande entusiasmo e con una così nutrita partecipazione di Società Scientifiche come GISE e Fondazione GISE, Società Italiana di Cardiologia Interventistica, SICGE, Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, GICR-IACPR, Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva”, ha concluso Wil Woan, Direttore di Heart Valve Voice UK, consorella di Cuore Italia e di altre Associazioni Europee e promotrice della giornata. “Gli obiettivi che si pone la Giornata Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache, esplicitati nel Manifesto Europeo, sono molteplici: in primo luogo migliorare la consapevolezza nei confronti di queste malattie, sollecitare le Istituzioni Europee e dei singoli Paesi dell’Unione a promuovere la prevenzione con controlli annuali sulle persone con più di 65 anni, definire delle linee guida chiare di queste patologie dalla loro diagnosi al trattamento e, infine, garantire un equo accesso alle cure per tutti i pazienti in modo che possano tornare ad avere una buona qualità di vita”.

“La prima Giornata Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache vede la partecipazione di numerosi attori impegnati in obiettivi importanti per la Salute pubblica: ci auguriamo che questo possa essere un buon viatico per una sempre più proficua collaborazione tra medici, società civile e Istituzioni a supporto delle persone che soffrono di queste malattie. A tal proposito desidero sottolineare il ruolo fondamentale della riabilitazione cardiologica, momento essenziale del percorso terapeutico del paziente affetto da valvulopatia o dopo le procedure chirurgiche o interventistiche di terapia, necessario al pieno recupero della persona”, ha concluso Roberto Pedretti, Presidente GICR-IACPR, Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva.

a cura della redazione