Il Castello di Padernello, l’autentico maniero ritrovato

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Uno scrigno di storia, arte e cultura, in un angolo di natura della Bassa Bresciana. Un viaggio nelle vite di diversi secoli a cui si accede da un vero ponte levatoio sul fossato. Grazie alla Fondazione Castello di Padernello.

Quando si arriva nel piccolo borgo rurale di Padernello, frazione di Borgo San Giacomo (BS), immerso con le sue casette in un angolo di natura della Bassa Bresciana, si rimane subito attratti dall’imponente castello quattrocentesco, che domina austero il fossato, circondato da alberi ed arbusti. È il Castello di Padernello, autentico maniero scrigno di storia, arte e cultura, frutto di un ostinato intervento di restauro, che dal 2006 l’ha riportato agli antichi splendori grazie ad un accordo pubblico-privato e alle attività di valorizzazione della Fondazione Castello di Padernello. Per entrare si attende che scenda imponente l’originale ponte levatoio, funzionante ed intatto ancora oggi. Un androne e poi una corte quadrata, porticata su due lati, accolgono i visitatori, pronti a vivere un viaggio nelle diverse epoche ed opere d’arte che vivono nel Castello. Soffitti affrescati, mobili di artigianato, le cucine databili tra il ‘400 e il ‘500, la sala da pranzo di gusto settecentesco, le biblioteche, stupiscono ed incuriosiscono, mentre una guida racconta le origini del maniero, proprietà dei conti Martinengo per 5 secoli e poi della famiglia Salvadego. Il maniero rimase attivo fino agli anni ’60, quando restò disabitato. Stanze quattrocentesche precedono un elegante scalone del Settecento. E si arriva nelle sale del Ciclo di Padernello, copie delle opere del pittore tardo barocco Giacomo Ceruti. Suggestivo il torrione con scalette in legno, da cui scoprire parte dell’antico borgo agricolo dall’alto. Ogni ambiente è una sorpresa ed è facile ritrovarsi ad immaginare nobili dame e cavalieri popolare il Castello. Come la Dama Bianca, leggenda che racconta le vicende di Biancamaria Martinengo, morta a 14 anni cadendo dalle mura della fortezza per seguire la magia luminosa delle lucciole: si dice che ogni 10 anni torni nel salone d’onore del Castello di Padernello, vestita di bianco e con in mano un libro d’oro, contenente un segreto. Il maniero oggi ospita anche mostre d’arte ed è luogo di laboratori per bambini, eventi culturali, concerti, artigianato, il Mercato di Slow Food ogni terza domenica del mese, con degustazioni di casoncello, pane e salamina, zuppa di farro. Prodotti del territorio, di cui il Castello di Padernello esprime l’originaria identità. Vicino al maniero, inoltre, ci sono i ristoranti di Padernello, occasione per visitare anche il paesino e deliziarsi dei suoi sapori. Passeggiando appena fuori dal maniero, a piedi o in bicicletta, si scopre nel bosco il Ponte di San Vigilio, un’opera d’arte in natura composta di legno di castagno da Giuliano Mauri. Il ponte naturale ha fatto riemergere l’antica strada romana che collegava il castello al paese, la quale era stata sommersa dal bosco e che ora è perfettamente integrata in esso. Il Castello di Padernello è stato a fine 2017 protagonista alla Camera dei Deputati, presentato come esempio virtuoso di generatività sociale. La Fondazione Padernello è riuscita, tramite la valorizzazione della fortezza, a rigenerare la comunità e il territorio, creando nuove occasioni di lavoro. Il Castello di Padernello si può visitare solo con la guida, tutti i giorni, tranne il lunedì.

a cura della redazione