Il Museo Poldi Pezzoli si “riaccende”. Presentati gli aspetti storici e museografici, le problematiche allestitive e le logiche progettuali relativi al completamento del nuovo impianto di illuminazione a luce LED realizzato con il contributo di Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli e di alcuni donatori privati

 

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Ieri lunedì 10 aprile alle ore 18,30 presso il Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli si è tenuta la conferenza stampa nel corso della quale sono stati presentati gli aspetti storici e museografici, le problematiche allestitive e le logiche progettuali relativi al completamento del nuovo impianto di illuminazione a luce LED, realizzato con il contributo di Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli e di alcuni donatori privati.
Alla conferenza hanno partecipato  Mario Cera, presidente Fondazione Artistica Poldi Pezzoli, Annalisa Zanni e Andrea di Lorenzo, Museo Poldi Pezzoli, i lighting designer Cinzia Ferrara e Pietro Palladino, Ferrara Palladino Lightscape, Enrico Morteo, storico e critico del design, Cristiana Cappellini, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia.

“il nostro progetto è iniziato nel 2009 con un concorso a inviti indetto dal Museo. Oggi finalmente possiamo “tagliare il nastro” e vedere i risultati ottenuti: un’illuminazione che, pur partendo da una percezione unitaria degli ambienti della casa museo, al tempo stesso isola le singole opere valorizzandole maggiormente, per una migliore percezione secondo le aspettative del visitatatore di oggi. Durante questi anni il Museo Poldi Pezzolo si è trasformato in un vero e proprio laboratorio di studio e di ricerca, per individuare sistemi e materilai sempre più innovativi, tecnologici e e funzionali all’illuminazione delle opere d’arte” ha dichiarato ,con visibile soddisfazione, Annalisa Zanni.

A Ferrarra Palladino,  titolare dell’omonimo studio risultato vincitore del concorso, è stato devoluto il compito di illustrare nei dettagli  il nuovo progetto di illuminazione e spiegare come “la luce , prima diffusa nell’ambiente, sia ora diretta e precisa e come ogni opera diventi protagonista e riceva un’illuminazione personalizzata. Per ottenere questo obiettivo, i progettisti hanno studiato una struttura leggera, sospesa al soffitto che riprende l’idea del lampadario attualizzandolo. L’oggetto che noi oggi vediamo nelle sale, è il risultato di uno studio innovativo sia per i materilai utilizzati (fibra di carbonio) che per l’impiego di un sofisticato sistema di regolazione della luce” ha spiegato Palladino che ha ,poi, aggiunto che “il Poldi Pezzoli è un museo caratterizzato dalla presenza non soltanto di dipinti e sculture, ma anche di importanti collezioni di oggetti d’arte applicata. E’ stato quindi necessario prestare un’attenzione particolare e sviluppare un progetto ad hoc, sala per sala, per illuminare in maniera ottimale oggetti di tipologia eterogenea come pizzi arazzi, gioielli, vetri ed orologi antichi oltre che quadri, attraverso una luce il più possibile naturale e vicina a quella solare, in modo da non alterare la percezione della qualità dei diversi materiali”.

Parole di soddisfazione sono state, infine, espresse dall’Assessore Cristiana Cappellini che ha, a sua volta, dichiarato che ” la Regione Lombardia ha scelto di accompagnare, in modo lungimirante, il Museo anche nella fase preliminare del progetto tramite un’apposita convenzione nel 2009, convenzione che prevedeva un concorso a chiamata e una successiva mostra delle proposte degli studi illuminotecnici partecipanti, con il coinvolgimento di tutti i colleghi dei musei lombardi e di tutto il pubblico”.

A parte la lungimiranza della Regione Lombardia , Annalisa Zanni ha tenuto a precisare che ” la nuova illuminazione non sarebbe stata possibile senza il sostegno dell’Associazione Amici del Museo Pezzoli e di generosi donatori, società e privati, che hanno scelto di sostenere intere sale  o altri che , attraverso la campagna di crowfunding “illumina la tua opera”, hanno scelto di migliorare l’illuminazione della propria opera preferita. Tra costoro Banca Aletti, Giorgio e Gabriella Antonini, Coeclerici SpA, Paolo Gerini e Fondazione Victoria”.

a cura della redazione