Light of my life . Il genere feminile è estinto e lei è l’ultima speranza. Un fim di Casey Affleck che debutta nella regia di finzione con piccolo film

Dopo essere stato presentato con grande successo alla 69ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, arriva anche nelle sale italiane Light of my life di Casey Affleck (vincitore di un Oscar, Golden Globe, BAFTA, Critics’ Choice Movie Award e National Board of Review per la sua memorabile performance in Manchester by the sea). Secondo lungometraggio del regista, dopo il mockumentary del 2010 Joaquin Phoenix – Io sono qui!, il film aprirà il Panorama Internazionale di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma (17-27 ottobre 2019).

Sinossi

Light of my life è la storia di un padre e di sua figlia Rag di undici anni, che sono costretti ad una vita  nomade  dopo  essere  sopravvissuti  a  un’epidemia  che  ha  decimato  la popolazione mondiale sterminando, quasi totalmente, quella femminile. In questo contesto apocalittico si sviluppa la storia di un padre che cerca di proteggere la figlia dal mondo intero

Il ruolo della piccola protagonista Rag è stato affidato alla giovane stella nascente Anna Pniowsky, che recita al fianco di Tom Bower (Pollock, Le colline hanno gli occhi) ed Elisabeth Moss (Mad Men, The Handmaid’s Tale).

 Light of my Life è un disaster movie  ambientato tra le macerie morali dell’umanità; un film di genere piccolo film,  che dal genere resta distaccato, preferendo la libertà del modello indipendente.

Affleck stesso interpreta un padre che incarna anche l’eredità materna, costruendo un cordone ombelicale fatto di storie, che inventa per la figlia ogni sera dentro una tenda-utero. In questo ventre da campeggio, col solo strumento delle parole,  le offre il mondo e la Storia che non può avere di prima mano, ricostruendone i miti di fondazione per adattarli al loro universo a due. Grande spazio è dato alla recitazione, verbale e non verbale, e alla natura, in una dimensione insieme estremamente realistica e primordiale, fatta di istinti e ricordi, desideri e soprattutto paure. Perché Rag sta crescendo e con lei il suo problema: ce lo dice l’inquadratura in cui si ribaltano, nel solito nido, prima del sonno, le posizioni dei due protagonisti, e lo ribadisce l’accenno alla pubertà imminente, che arriva poi sotto forma di intelligente metafora. Alla fine Rag diventa donna e salva il padre ferito e malconcio invertendo il ruolo di figlia in quello di una donna salvifica.

 

La pellicola sarà distribuita da Notorious Pictures a partire dal 7 novembre 2019.

a cura della redazione