Lo struzzo chi è mai costui? I ratidi ,cosi si chiamano questi animali selvatici ed esotici, sono presenti anche in Svizzera nonostante qualche difficoltà di allevamento

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Considerata ancora fino a qualche anno fa un prodotto esotico, la carne di struzzo è sempre più apprezzata in Svizzera e si trova ,oggi, nel menu di molti ristoranti e sugli scaffali dei nostri negozi.

Il clima svizzero -anche quello invernale – non rappresenta,infatti,  un problema per questi animali che è ormai frequente vedere  pascolare nei  ns. prati.

Sono oltre una dozzina le aziende che allevano oggi ratiti (gruppo di uccelli a cui appartengono anche gli struzzi): alcune per hobby, altre a titolo professionale (selezione, ingrasso, zoo). Oltre allo struzzo africano, in Svizzera vengono allevati anche gli emù, di origine australiana, e i nandù, originari dell’America del Sud. In questi due ultimi casi, tuttavia, l’allevamento non è a scopo di lucro in quanto il rendimento in termini di carne è notevolmente inferiore rispetto a quello degli struzzi africani; nonostante ciò, un certo introito è garantito dalle penne, dalla pelle e dal grasso di questi uccelli (per i cosmetici).

Allevarli tuttavia non è cosi semplice in quanto lo struzzo ha bisogno di spazio per correre.

Per tali motivi, questi uccelli devono avere libero accesso a grandi distese di pascolo in tutti i periodi dell’anno, poiché devono potersi alimentare principalmente di ciò che trovano in natura. Questo è quanto richiede la Direttiva Svizzera (emanata dall’Ufficio Federale di Veterinaria) sulla detenzione degli struzzi e di altri ratiti che prescrive ,tra l’altro,  anche che  tutte le persone che desiderano allevare questi animali seguano, una formazione teorica e pratica approfondita.

Tra le aziende che allevano questi animali abbiamo intervistato telefonicamente ( siamo in periodo di coronavirus) quella dei Sig.ri Bugada in Val Mesoncina.

L’allevamento degli struzzi si trova a Lo Stallo, Comune del Cantone dei Grigioni al centro della Valle Mesolcina a 426 mslm.  “Abbiamo intrapreso questa attività una decina di anni fa per produzione privata, volevamo  portare qualcosa di innovativo nella valle e lo struzzo ci piaceva molto come animale….è stato amore a prima vista” ci spiega Laura Bugada, che ,con il marito Manuel, è titolare dell’omonima azienda. ” Poi la gente si è incuriosita e ha chiesto  di acquistare la carne cosi abbiamo iniziato le pratiche burocratiche per poter procedere alla produzione con un ciclo completo di allevamento ivi compresa la macellazione degli animali e la vendtia della carne. Successivamente, però, abbiamo realizzato che ciò comportava costi troppo elevati e non era per noi, economicamente, sostenibile. Oggi abbiamo soltanto 14 struzzi (esclusivamente africani) 4 adulti riproduttori (1 maschio e 3 femmine) che teniamo  in una recinzione, mentre i pulcini che nascono dall’ incubatrice li mettiamo in un recinto separato. I maschi raggiungono la maturità sessuale tra il terzo e il quarto anno di età mentre le femmine verso il 2 o il terzo e necessitano di temperature calde per far si che entrino in calore. Nel nostro allevamento non esistono problemi di maschi o femmine dominanti visto che abbiamo solo un maschio.

“Bisogna sempre incubare un buon numero di uova facendo in modo che schiudano contemporaneamente, in modo da dar maggiori possibilità di sopravvivenza ai pulcini che nascono. Se si mettono sotto incubatrice solo 2 o 3 uova qualcosa puo’ andare storto e   ci si  puo’ ritrovare con un solo pulcino il  che rappresenta un errore enorme dato che gli struzzi  necessitano di essere in gruppo per star bene e sopravvivere. Il  tempo di incubazione è di 6 settimane. Le femmine  depongono 1 uovo ogni 2 giorni. Noi le raccogliamo e teniamo in ambiente idoneo fino ad avere un buon numero di uova (man mano che i giorni passano le possibilità di schiusa diminuiscono).Di solito riusciamo ad incubare le uova verso aprile-maggio. Il nostro è un allevamento impegnativo una buona conoscenza ed esperienza permette di ridurre di molto le perdite che nascono anche a livello alimentare. Gli struzzi infatti sono animali delicati non hanno denti e hanno bisogno di piccoli sassi per digerire che per fortuna trovano anche nei ns. pascoli  Occorre fare molta attenzione perchè strappano l’erba e tendono quindi a distruggere il pascolo. D’estate si fa il fieno. D’inverno poi, non essendoci l’erba bisogna, poi, tritare fine il fieno in modo che  possano mangiarlo. Ciò richiede  3-4 ore a settimana.  Infine ci sono tutti i lavori di routine portargli il cibo, il controllo delle  recinzioni, senza contare  le ispezioni di legge”.

“Si tratta di animali entrati da poco nella nostra agricoltura, non comparabili a nessun altro tipo di animale da reddito conosciuto finora e vanno ancora considerati animali selvatici. Per questo motivo è importante che anche tutte le persone che desiderano iniziare un allevamento di struzzi seguano, in futuro, una formazione complementare di almeno dieci giorni. Una formazione teorica e pratica approfondita è nell’interesse degli stessi allevatori e detentori. Per noi l’unico reddito vero e proprio sono le uova che vendiamo a scopo alimentare a circa 25 franchi cadauno. La legge vieta, infatti, la vendita dei pulcini che taluni vorrebero tenere in casa alla stregua di un comune animale domestico dimenticando che si tratta invece di un uccello selvatico”.

“Comunque ,come ripeto, per noi l’allevamento è diventato un hobby anche se forse è un po’ caro per considerarlo tale”.

Giovanni Acerbi