Patata di Bologna D.O.P.: nuova veste, nuova grafica e una nuova comunicazione

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Da alcuni mesi il Consorzio della Patata di Bologna D.O.P. ha ottenuto la “tutela” ed è nato il Consorzio di Tutela della Patata di Bologna D.O.P., dopo un percorso di validazione durato 16 anni volto a riconoscere prima e tutelare poi l’ottenimento della D.O.P ottenuto in via definitiva nel 2012.

A parlarne oggi durante una conferenza stampa tenutasi nella splendida location dell’Hotel Four Seasons di Milano ,Alberto Zambon, Presidente del Consorzio Patata di Bologna DOP,  Andrea Galli, Coordinatore  delle attività del consorzio , Simona Caselli,   Assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia Romagna e la Prof. Egeria Di Nallo sociologa e antropologa dell’Università di Bologna e ideatrice dell’ “Associazione Culturale le Cesarine” nata a Bologna con l’obiettivo di promuovere la vera cucina tipica regionale Italiana.

A moderare l’incontro Daniele De Leo, tecnico agronomo e divulgatore.
“L’ottenimento della certificazione D.O.P. al Consorzio  testimonia il riconoscimento nei confronti di un prodotto, la patata appunto, proprietà intellettuale del territorio bolognese, ed espressione dell’alto livello di aggregazione del sistema pataticolo bolognese che ha saputo esprimere punte di eccellenza qualitativa: la patata di Bologna D.O.P., un prodotto frutto della tradizione agricola, di areali vocati, sapienza produttiva, innovazione e impegno costante. Ha dichiarato, con orgoglio, il Presidente Zambon aggiungendo che:
“Oggi il Consorzio di Tutela della Patata di Bologna D.O.P. è in grado di salvaguardare una “patata esclusiva” e di promuovere il legame fra produttori, territorio, gusto e tradizione. Dopo l’ottenimento della “Tutela” in affiancamento al Consorzio, è da sottolineare l’attività dell’Agente vigilatore che prevede i controlli sulle confezioni, sulla corretta indicazione della denominazione e sulla presentazione del prodotto nei Punti di Vendita” .

“Il riconoscimento della tutela costituisce un passaggio importantissimo” ha confermato Simona Caselli precisando ,con soddisfazione che” la Regione Emilia Romagna vanta ben 44 tra DOP e IGP,  a testimonianza dell’originalità e della particolarità dei prodotti classificati come tali”. “Non vogliamo infatti sentir parlare di “commodities” quando trattiamo il settore agroalimentare, ma di prodotti originali e di grande qualità. La Regione Emilia Romagna non a caso ha un turismo legato a questo settore per il quale è famosa non solo in Italia ma in tutto il mondo” ha poi concluso l’Assessore.

Ad entrare nel dettaglio dei numeri Andrea Galli che ha precisato che: “Il Consorzio di Tutela ad oggi associa 10 produttori agricoli iscritti direttamente al Consorzio ed un totale di 70 Aziende agricole iscritte al piano dei controlli rappresentati  dall’Organizzazione di Produttori ASSOPA, 6 soci appartenenti alla categoria confezionatori e 3 cooperative agricole appartenenti ad entrambe le categorie.
La superficie coltivata nel 2017, inserita nel Piano dei controlli, è di 336,42 ettari, mentre il raccolto 2017 è pari a circa 11mila tons.
Obiettivi: per il 2018 un + 20% di prodotto, e per il 2020 un raddoppio del prodotto disponibile.
Nel 2016 il volume d’affari fatturato dai soci è stato di circa € 5,0 milioni, per l’unica varietà inserita nel Piano dei Controlli, ovvero la Primura.
Il prodotto è presente sul mercato italiano della moderna distribuzione organizzata: il 30% è a marchio Patata di Bologna D.O.P., mentre il restante 70% è in private label”.
Galli ha anche parlato della nuova immagine del Consorzio e della Campagna Digital che andrà in onda fino ai primi di dicembre di quest’anno.
Tutte le nuove confezioni in vendita vedranno affiancati logo Patata di Bologna D.O.P. assieme al nuovo logo del Consorzio di Tutela composto da due patate stilizzate raffiguranti due anelli d’oro che si sovrappongono, simbolo della cooperazione, dell’unione, del lavoro di tutela e diffusione dei valori territoriali cui è preposto il Consorzio. Questa immagine indica il forte legame, l’intreccio tra storia, cultura, tradizione bolognese e il frutto nobile della Patata di Bologna D.O.P. Una nota curiosa è rappresentata dall’inclinazione della figura più piccola che evoca l’immagine delle 2 Torri di Bologna.”
Comunicazione Trasparente
“La bontà è di questa terra”. È con questo claim che il Consorzio sarà on air con una nuova campagna di comunicazione. Un rinnovamento generale per Patata di Bologna D.O.P. che vedrà numerose attività di comunicazione e marketing a sostegno del rinnovamento della nuova immagine e rivolte al consumatore su più livelli. In particolare è prevista una pianificazione TV e stampa con l’ausilio del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 della Regione Emilia Romagna.
Concept: I valori messi in campo nella campagna di comunicazione sono quelli che contraddistinguono la tipicità della D.O.P.: dal territorio alle sue eccellenze produttive, dalla persone e dalla loro dedizione alla pataticoltura alla qualità e alla bontà di un prodotto genuino e autentico.

Social Network & Attività Digital
Agli strumenti più classici come la stampa e le media relation si affiancano una pianificazione mirata sui principali social network e una presenza significativa on-line per presentare la patata bolognese, iniziando con uno spot pre-roll 15”, 30” e 60 secondi, un film emozionale dove territorio, passione e bontà si uniscono nell’eccellenza della Patata di Bologna D.O.P..
FB e Instagram saranno aggiornati con foto, ricette ed immagini curiose che possono ben emozionare il crescente interesse sui social media per questo prezioso tubero.

Il sito internet www.patatadibologna.it
Alla luce della nuova strategia comunicativa, il nuovo sito internet è proposto in una veste più fruibile e navigabile anche in mobilità, secondo la nuova coerenza stilistica e di contenuto che tiene conto dei valori della marca. Bolognesità e qualità sono i driver principali per scoprire la D.O.P. italiana sana e sostenibile, le sue proprietà nutrizionali e la versatilità in cucina la rendono adatta anche ai moderni stili alimentari. Il nuovo ricettario arricchito nella sezione “Una Vip in cucina”, invita a mettere alla prova la bontà e la qualità della varietà Primura, attraverso gustose ricettazioni proposte dai miglior Chef che hanno sapientemente esaltato le bontà e le delicatezza della Primura.

“Questa patata che ha la particolarità di cuocere piu lentamente delle altre ma in modo uniforme  non è altro che un comune tubero che solo a fine 700′ e primi 800′ è entrata a far parte della nostra cucina ” ha dichiarato Egeria Di Nallo, precisando che la cultura bolognese e quella dell”Emilia  Romagna di cui fa parte è una cultura mediatoria. Essendo l’ultima propaggine dello Stato Pontificio bisognava creare dei piatti che rispettassero, soprattutto il venerdi, i precetti ecclesiatici  ecco quindi nascere il flan di baccalà con patate o lo sformato di patate o la torta di patate, per non parlare degli gnocchi fatti con patate cotte nel sale in modo che assorbissero meno farina” ha spiegato poi con simpatia Egeria Di Nallo. Tutte cose molto buone comunque. Da qui  il claim del Consorzio: “Patata di Bologna D.O.P., la bontà è di questa terra!”

a cura della redazione