Riva del Sole: l’estate a Castigione della Pescaia è all’insegna del trekking

trekking 2trekking

La rigogliosa pineta maremmana fa da sfondo al Resort & Spa Riva del Sole – 4 stelle
Superior ideale per famiglie con bambini al seguito – che con la sua estensione di 27 ettari e la sua spiaggia privata di ben 600 mt. offre una vista ineguagliabile sulle rive del mare di Toscana, a ridosso della città di Castiglione della Pescaia.

Circondati da bellezze paesaggistiche, storico-archeologiche e culturali chiunque lo desideri potrà concedersi un’estate all’insegna non solo del mare ma anche di sport e natura. E quale miglior luogo per fare un po’ di trekking se non Castiglione della Pescaia con il suo entroterra ricco di selvagge bellezze naturalistiche, antichi ruderi, eremi, animali selvatici e soprattutto percorsi adatti a tutte le età e alle esigenze?

Il Resort & Spa Riva del Sole potrà essere un suggestivo punto di partenza per rigenerare il copro e lo spirito alla scoperta dell’Arcipelago Toscano, vivendolo da un’altra prospettiva.

A tutta natura, tra ginestre e animali e selvatici nel cuore della macchia mediterranea

1° PERCORSO: Castellaccio Prile – Poggio Rossini – Poggio Ballone

Livello: Impegnativo

Lunghezza: circa 12 km A/R

Descrizione: Questo percorso è l’ideale per i più temerari! Partendo da Via del Poggetto, una volta presa la deviazione sulla sinistra, si prosegue sino ad arrivare al complesso chiamato Palazzo Prile e da qui attraverso un sentiero sterrato e in salita ci si ritrova in poco tempo nel cuore della vegetazione tipica della macchia mediterranea circondati da ginestre e lecci, in un crescendo affascinante di verde e natura sempre più intricata e avvolgente. Nei periodi giusti è possibile trovare anche tante varietà di funghi, compresi i gustosissimi porcini. Dopo circa 2 chilometri si giunge al Castellaccio Prile, un antico insediamento medioevale che sorge a circa 287 metri sul livello del mare, primo punto panoramico dell’itinerario.

Da qui, chi non ha ancora esaurito le sue energie può continuare a salire per le postazioni militari di Poggio Rossini e Poggio Ballone, dove con un po’ di fortuna sarà possibile avvistare svariati animali selvatici, come caprioli, volpi, istrici, lepri e cinghiali. Giunti su in cima a Poggio Ballone la fatica sarà ricompensata da una vista spettacolare. Agli intrepidi toccherà un ultimo tratto altrettanto mozzafiato: il percorso sino a Tirli e la via Panoramica, attraverso la strada asfaltata di Poggi Ballone.

Mulini, antiche leggende e luoghi misteriosi per concludere con un tuffo in acque cristalline

2° PERCORSO: L’Eremo di Malavalle – Poggio Quercetona – Poggio Petriccio

Percorso: Semplice

Dislivello: m 220 – Facile

Lunghezza: circa 8 km A/R

Descrizione: Dopo aver percorso la strada comunale del Poggetto e aver preso la deviazione a sinistra sulla strada Consortile di San Guglielmo, si giunge nella Località Val di Loro dove in uno spiazzo chiuso da una sbarra si può lasciare l’automobile proseguendo a piedi alla volta dell’Eremo di Malavalle. Il percorso di facile percorrenza è leggermente in salita ma consigliato per tutti e soprattutto da fare assolutamente almeno una volta nella vita per immergersi in un bosco rigoglioso tra i resti dell’Acquedotto Ximenes e del vecchio Mulino. Realizzato nella seconda metà del ‘700 dall’omonimo ingegnere per volontà dei Lorena l’Acquedotto Ximenes è ancora in parte integro e si lascia ammirare per il suo sistema di arcate sopraelevate in mattoni e travertino che servivano a portare l’acqua nella fontana di Castiglione della Pescaia.

Costeggiando l’acquedotto si raggiunge il Mulino, impreziosito dalla presenza di un torrente, e da qui si sale poi di quota per arrivare infine davanti ai ruderi dell’Eremo, luogo mistico e avvolto nel mistero, un tempo chiesa ad impianto romanico con navata unica e altare secentesco. Nella parte del convento si distinguono le celle dei monaci, parte del chiostro e una torre del ‘700. Questo eremo è legato alla storia di San Guglielmo, un nobile guerriero che si convertì al cristianesimo e che qui rimase fino alla sua morte. La
leggenda narra che il Santo uccise col suo bastone il Drago di Malavalle che tanto terrorizzava gli abitanti della zona. In prossimità dell’Eremo si trova un’area attrezzata dove e possibile fermarsi e riposare.

Continuando a salire si raggiungono i 155 metri per poi scendere al valico di quota 79 a sud di Punta Sentinella che si trova a 219 metri di altezza, che può essere raggiunto in 30 minuti prendendo un ripido sentiero che prosegue in direzione nord. Si ritorna al valico di quota 79 e ci si dirige verso la costa scendendo in direzione ovest, si entra in un bel bosco di macchia e si scende fino ad incrociare una strada sterrata che gira intorno a Punta Martina. Si procede per il sentiero che si inoltra nel bosco, si giunge ad una catena nei pressi di un incrocio di sentieri e da lì si possono raggiungere Cala Martina e Cala Violina, due magnifiche cale di sabbia finissima, bagnate da acqua incontaminata. Il consiglio è quello di approfittare dell’occasione e immergersi in queste acque perché sarà un’esperienza indimenticabile. Dopo essersi rifocillati si torna indietro attraverso lo stesso percorso.

Dal birdwaching alla collina delle fate la giornata è in famiglia!

3° PERCORSO: Ponti di Badia – Diaccia Botrona – Casa Rossa Ximene

Percorso: Facile

Periodo Consigliato: Primaverile – autunnale

Lunghezza: circa 10 km A/R

Descrizione: Questo itinerario pianeggiante, che tocca lateralmente la Diaccia Botrona, è particolarmente consigliato per le famiglie e per gli amanti del “birdwaching” che qui troveranno un vero paradiso naturale.

Prendendo la strada provinciale 3 Del Padule, si arriva in località Ponti di Badia, si lascia la macchina in un piccolo spiazzo sulla destra e da qui … comincia l’avventura. Attraverso un ponte si giunge alla collinetta che ospita l’Isola Clodia, dove è possibile ammirare i resti dell’antico edificio romano e dell’Abbazia al Fango.

Fascino e storia si fondono in questo luogo animato da leggende che la vogliono ricordare come la collina delle fate. Si prosegue la visita del Padule attraversando strisce di terra che emergono dagli specchi d’acqua, in un continuo riflettersi di colori e forme della natura circostante. Passeggiando in silenzio e stando molto attenti a non far sentire troppo la propria presenza, si potranno osservare splendidi esemplari di uccelli che popolano l’ambiente umido nei vari periodi dell’anno: dai fenicotteri ai cavalieri d’Italia sino
agli aironi bianchi e molto altro ancora.

L’ultima tappa dell’itinerario è la Casa Rossa Ximenes, costruzione che si erge su di un ponte a tre arcate in mattoni e travertino dove all’interno sono ancora custoditi gli strumenti che servivano a controllare le acque di emissione del lago. Oggi la Casa Rossa ospita il Museo Multimediale con punti di osservazione sulla Diaccia Botrona. I visitatori del museo possono approfittare di tre punti di vista che, in tempo reale, consentono l’osservazione della flora e della fauna a distanza, senza disturbare l’ecosistema. E’ come vedere un documentario naturalistico personalizzato, anche in condizioni di scarsa visibilità. Dopo aver visitato il museo si può tornare indietro per lo stesso percorso oppure proseguire fino al vicino Ponte Giorgini e tornare al Paese.

a cura della redazione