Umbria Experience: Scorched or Blackened. Il progettare come espressione di sinergia e territorialità

Umbria 2.

L’installazione “Scorched or Blackened” con cui Regione Umbria partecipa alla Milano design week 2016 all’interno del progetto espositivo Open Borders curato da Interni, è stata commissionata ad un’équipe di docenti della Scuola di Design dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (Arthur Duff, Marco Fagioli, Pietro Carlo Pellegrini, Paul Robb) coordinati dal direttore Paolo Belardi insieme a Matteo Scoccia: un team di progettisti e designer altamente qualificato che reso il design uno strumento di sperimentazione per raccontare il brand Umbria e valorizzare la rete economico industriale del territorio.

L’équipe ha interpretato lo slogan “Open Borders” in modo estensivo, modificandolo in “No Borders”: perché i confini non vanno aperti, bensì annullati. L’istallazione, infatti, si propone di annullare i confini storici e geografici, evocando aspetti tanto emozionali quanto insoliti dell’Umbria: dalla foresta fossile di Dunarobba alla Porziuncola di Assisi, dallo studiolo di Guidubaldo da Montefeltro a Gubbio all’occhio alato di Tomaso Buzzi a Montegabbione, dalla “Calamita Cosmica” di Gino De Dominicis al “Grande Nero” di Alberto Burri. Fino alle accelerazioni prospettiche che, nella Galleria Nazionale dell’Umbria, misurano lo spazio metafisico dell’Annunciazione di Piero della Francesca e che, nell’Università Statale di Milano, misurano la profondità sovrastorica della Ca’ Granda del Filarete.

Il padiglione della Regione Umbria si presenta come mise en abyme ovvero come forma virale di incorporazione, tanto dal punto di vista figurativo quanto dal punto di vista concettuale.

Verso il chiostro alberato, il padiglione è decorato con diciannove caratteri alfabetici “monk” che ripropongono in forma di anagramma l’ambiguità costitutiva che aleggia sull’installazione: Scorched or Blackened.

Verso il corridoio porticato, il padiglione è invece segnato da un lungo velario vetrato, dove saranno esposte le sperimentazioni artistiche condotte da quattro docenti dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia perseguendo l’uso innovativo di altrettanti materiali tradizionali propri dell’artigianato regionale più consolidato.

Perché i veri “materiali” dell’installazione sono i prototipi ovvero il progetto “MY VEINS” firmato da Arthur Duff utilizzando la ceramica, il progetto “8EMEZZO” firmato da Marco Fagioli utilizzando il legno, il progetto “BIO” firmato da Pietro Carlo Pellegrini utilizzando la carta e il progetto “MIST” firmato da Paul Robb utilizzando il vetro.

L’intento sinergico alla base del progetto si rivela elemento vincente in grado di accendere un riflettore non solo sul saper fare tipico regionale ma anche sulla filiera economica e produttiva.

Nell’ambito della Mostra-Evento “Interni Open Borders” Il progetto di Regione Umbria è stato  illustrato durante la conferenza stampa Umbria Experience: Scorched or Blackened. Design, Arte e Cultura per il progetto di branding territoriale di Regione Umbria tenutasi lo scorso  venerdì 15 Aprile presso l’Aula del Senato Accademico dell’Università degli Studi di Milano con la partecipazione di Paolo Belardi Direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Perugia, Michelangelo Giombini in sostituzione  di Gilda Boiardi per la Rivista Interni  e Michele Trimarchi docente di Cultural Economics all’università di Bologna e presidente di Tools for Culture, nonprofit attiva nel campo della progettazione e della formazione per i mercati dell’arte e della cultura.

L’incontro è stato organizzato dalla Rivista Interni e dalla Regione Umbria.

a cura della redazione