Weekend tra cultura, arte e musei nella valle del Serchio, in Toscana

Cioccocampus
DALLA CASA DI PASCOLI E PUCCINI AL CASTELLO DI GHIVIZZANO, DAL MUSEO DEL CASTAGNO AL TEATRINO DI VETRIANO,  5 POSTI DA VISITARE IN PROVINCIA DI LUCCA PARTENDO DALLA LIVING MOUNTAIN DEL CIOCCO

La Valle del Serchio, la zona della Toscana che, nella provincia di Lucca, ospita Il Ciocco Tenuta e Parco (un polo turistico alberghiero immerso in 600 ettari di parco naturale che offre svago, sport, benessere e natura in un’unica soluzione) è la parte della regione più incontaminata dalle mani dell’uomo e mantiene ancora oggi le proprie origini offrendo un paesaggio naturalistico autentico. Prende il nome dal fiume Serchio che l’attraversa per tutta la sua lunghezza e con i suoi mille torrenti crea profonde gole e fenomeni carsici.  Ricca di piccoli borghi di grande storia e fascino, offre ai suoi visitatori quel raro mix di cultura, natura, arte, storia, gastronomia e avventura che la rende una destinazione ideale per un weekend o una vacanza da vivere in coppia, in famiglia o tra amici. In questo contesto, Il Ciocco Tenuta e Parco si propone come una “destinazione turistica”, un luogo speciale che offre la possibilità di vivere un soggiorno breve o prolungato, nel lusso 4 stelle o nel comfort degli chalet di montagna, praticando sport all’aria aperta o rilassandosi nella SPA, sempre a contatto con la natura. E partendo proprio dalla living mountain del Ciocco ecco 5 posti da visitare nella Valle del Serchio e, in particolare, in provincia di Lucca…
Cuore e “centro” della Valle sono i comuni di Castelnuovo Garfagnana e di Barga, terra d’adozione del poeta Giovanni Pascoli, che ispirò molte sue opere. Il poeta, infatti, in cerca di una dimora che garantisse quiete e riposo alla sua ispirazione e alla sua attività letteraria, si trasferì qui nell’ottobre del 1895 con la sorella Maria e il cane Gulì, prendendo in affitto la villa di campagna dei Cardosi-Carrara, che poi acquistò nel 1902. A Castelvecchio Pascoli trascorse gli anni più tranquilli della sua vita fino alla morte, avvenuta il 6 aprile 1912. Qui hanno visto la luce le sue raccolte poetiche più riuscite: i Primi Poemetti (1897), i Canti di Castelvecchio (1903) e i Poemi Conviviali (1904).  E a Castelvecchio c’è ancora la sua casa-museo, che merita senz’altro una visita. L’edificio, che è stato dichiarato monumento nazionale, è su tre piani, circondato da un orto, un giardino e una cappella restaurata dal Pascoli, dove la sorella del poeta, Maria, riposa accanto al fratello. E’ stata lei, infatti, che dopo la morte del poeta, ha curato i beni pascoliani per quaranta anni, conservando fedelmente la struttura, gli arredi e la disposizione degli spazi. Solo dopo la sua morte, avvenuta il 5 dicembre 1953, la casa, ereditata dal Comune di Barga per suo lascito, ha subito alcuni restauri e ammodernamenti, come l’allacciamento della luce elettrica. Per informazioni e visite: www.fondazionepascoli.it
Passando dalla poesia alla musica si arriva a Lucca dove c’è il museo dedicato a Giacomo Puccini. E’ situato nell’appartamento al secondo piano di un antico fabbricato nel cuore della città, nel quale Puccini è nato il 22 dicembre 1858 e ha vissuto gli anni dell’infanzia e della prima giovinezza, della familiarizzazione con la musica e degli studi sistematici, prima di trasferirsi a Milano, dove nel 1884 ha iniziato quella carriera operistica che lo ha reso uno dei compositori più noti e più amati della storia.  La sua casa natale, trasformata in museo nel 1979, è stata riaperta al pubblico il 13 settembre 2011, dopo importanti lavori di restauro che hanno riportato l’appartamento alla sistemazione originaria con un rinnovamento radicale dell’allestimento. Il museo custodisce arredi originali, preziosi oggetti appartenuti al musicista, tra i quali il pianoforte Steinway & Sons sul quale compose la Turandot, partiture autografe di composizioni giovanili (l’opera prima, il Preludio a orchestra riemerso nel 1999, la Messa a 4 voci del 1880) molte lettere di e a Puccini (notevoli quelle di Giulio Ricordi), quadri, fotografie, bozzetti, cimeli e documenti preziosi che raccontano il lavoro del compositore, come le bozze dei libretti di Tosca e Fanciulla del West, ricchi di annotazioni autografe e abbozzi musicali. Tra i doni il costume di Turandot, realizzato secondo il figurino di Umberto Brunelleschi e indossato da Maria Jeritza per la prima rappresentazione alla Metropolitan Opera di New York nel 1926. Per informazioni e visite: www.puccinimuseum.org
A circa 30 km da Lucca, nel comune di Coreglia Antelminelli, si trova il Castello Castruccio Castracani. Siamo a Ghivizzano, uno dei borghi lucchesi che nel corso dei secoli è riuscito a mantenere inalterata la sua struttura medievale e le sue tradizioni, come la nobile arte della norcineria, molto diffusa fra la popolazione fin dai tempi antichi e praticata ancora oggi con amore e passione dai pochi norcini rimasti. Nel 1272, tutta la zona passò sotto la giurisdizione di Lucca e Ghivizzano divenne uno dei 36 paesi che formarono la Vicaria di Coreglia. Ai primi del ’300 Castruccio Castracani degli Antelminelli, divenuto signore di Lucca per difendere la Garfagnana, ristrutturò diverse fortificazioni, fra le quali la rocca di Ghivizzano. Ristrutturò l’intera rocca, compresa la torre, e vi costruì accanto una caserma denominata “la Casa del Capitano del Popolo”, per ospitare la guarnigione di circa 40 soldati, cinse l’intero borgo con delle mura e costruì un palazzo, le cui mura ospiteranno nei secoli personaggi illustri come Francesco Castracani, Paolo Giunigi e Francesco Sforza. Oggi, dopo alcuni anni di abbandono e incuria, una parte del palazzo è stata acquistata e ristrutturata dall’ultima discendente dei Buonvisi, antica famiglia nobile lucchese. La ‘Torre di Guardia’, alta 25 metri, era coronata originariamente da otto merli ma quello centrale di ogni lato oggi è scomparso. Si erge su tre piani con finestre ad arco romanico. Il piano terra, non comunicante internamente con i piani superiori, veniva adibito a magazzino e dimora per le guardie mentre al primo piano c’era la zona giorno con un camino e al secondo piano la zona notte. Alla morte di Castruccio nel castello subentrò un altro Antelminelli, Francesco Castracani che prima di trasferirsi a Coreglia vi abitò per alcuni anni. Ai primi del 1400 il castello, sotto la signoria di Paolo Giunigi, ebbe alcuni anni di pace ma alla caduta del Giunigi subì l’ultimo assedio e saccheggio della sua storia, ad opera di mercenari comandati da Niccolò Fortebracci, al soldo di Firenze. Alcuni anni dopo un altro condottiero, Francesco Sforza, si impossessò del castello ma questa volta i Ghivizzani all’arrivo delle sue truppe senza opporre resistenza gli aprirono le porte. Con l’avvento delle armi da fuoco le difese vennero progressivamente smantellate e sul finire del 1500 Lucca, di nuovo padrona della fortezza, ritirò la guarnigione ed offrì in affitto la rocca a privati. Per informazioni e visite: http://www.castellitoscani.com/italian/ghivizzano.htm
Sempre in provincia di Lucca, vicino Pescaglia, c’è il Museo del Castagno. Si trova in località Colognora, un borgo di origine antica citato per la prima volta in una pergamena del 29 Agosto 828 che nel passato fu difeso da una rocca e, in epoca più recente, assunse il rango di “regia dogana”. Alla base della sua economia troviamo per secoli le selve di castagno, fonte inesauribile di cibo e di legname che servì a costruire solai, tetti, capanne, attrezzi, arredi e suppellettili.  Di fronte a tale realtà i promotori dell’iniziativa si resero conto che i pezzi raccolti parlavano del sistema di vita che aveva caratterizzato per secoli l’esistenza di tante persone. Un vero sistema economico quindi, un’economia con alla base due risorse elementari: l’acqua e il castagno. Di qui la denominazione di Museo del Castagno data ufficialmente alla raccolta nel 1985. Non il solito museo, quindi, ma un insieme di luoghi, ambienti e reperti che, disposti opportunamente, lasciano nel visitatore una profonda sensazione di serietà espositiva e suggestiva bellezza. Per informazioni e visite: www.museodelcastagno.it
E a Pescaglia merita senz’altro una visita anche il Teatrino di Vetriano.  Caratteristico e molto particolare, è stato costruito nel 1890 e misura solo 71 metri quadrati (tanto da essere incluso nel “Guiness dei Primati” nel 1997 come il più piccolo teatro storico del mondo) ma è completo di tutto quanto si richieda a una sala teatrale in piena regola. Per informazioni e visite: www.fondoambiente.it
Riassumendo il tutto in una proposta di itinerario per un weekend, potrebbe essere la seguente:  1° giorno (venerdì) Castelvecchio Pascoli, visita alla casa museo di Giovanni Pascoli (questi gli orari: sino al 31 marzo da mercoledì a domenica 9.30-13 e 14.30-17.15, dall’1 aprile 10-13 e 15-18.45) Barga (da non perdere il Duomo di San Cristoforo e le Porte del Castello)  2° giorno (sabato) Coreglia Antelminelli, Ghivizzano, visita al Castello Castruccio Castracani (per gli orari di visita scrivere a info@ghivizzanocastello.com o chiamare APT 0583.77296/779710 martedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 14) Lucca, visita al museo di Giacomo Puccini (questi gli orari: venerdì, sabato e domenica 9.30-16. Il sabato alle 12 visita guidata in italiano inclusa nel prezzo del biglietto)  3° giorno (domenica) Pescaglia, Visita al Museo del Castagno (aperto nei giorni festivi dalle 15 alle 18) Pescaglia, visita al Teatrino di Vetriano (sempre aperto su prenotazione, accesso senza prenotazione la prima e la terza domenica del mese. A Pasqua, a ferragosto e dal 23 dicembre al 2 gennaio il Teatrino è chiuso).

A proposito del Ciocco Tenuta e Parco:
Il Ciocco Tenuta e Parco (www.ciocco.it) nasce nel 1961 con l’obiettivo di far rivivere la montagna e le sue tradizioni, la natura con i suoi animali, lo sport e il relax, lontano dal “logorio della vita moderna”. Nel 1967 diventa il primo Resort d’Italia, un polo turistico alberghiero immerso in 600 ettari di parco naturale (che va dai 280 metri ai 1.100 metri di altitudine) con servizi e formule che rivoluzionano il mercato delle vacanze offrendo svago, sport, benessere e natura in un’unica soluzione. Deve il suo nome ad uno dei poeti più amati d’Italia, Giovanni Pascoli, che si innamorò di Castelvecchio, della Valle del Serchio e dei suoi abitanti così laboriosi. Tra le opere che Pascoli compose durante la sua permanenza in quei luoghi c’è una raccolta di poesie conosciuta come “I Canti di Castelvecchio”. Tra queste una si intitola proprio “Il Ciocco” e racconta di un gruppo di contadini seduti attorno al focolare a parlare della vita mentre guardano il fuoco consumare lentamente il ciocco, il ceppo da ardere. Simbolo di calore e ospitalità che incoraggia conversazioni appassionate sulla vita. La Tenuta si estende tra Barga e Fosciandora, al confine tra media e alta Valle del Serchio.  La montagna del Ciocco viene definita The Living Mountain perché è un luogo sempre “attivo” per vocazione che recupera e tramanda le tradizioni che durano da secoli. Attraversandola non si trova punto in cui la mano sapiente dell’uomo non abbia lasciato traccia, dai castagneti piantati per utilizzarne legno e frutti ai terrazzamenti coltivati a vite e ulivo. Lungo i sentieri, inoltre, si trovano alpeggi di alta quota, metati (piccole costruzioni adibite all’essiccazione delle castagne), la vecchia scuola elementare e borghi di altri tempi. Tutto testimonia l’amore e la voglia di preservare la propria terra per viverla e farla continuare a vivere. Il Ciocco è un unicum di esperienze diverse, un punto di partenza ma anche di arrivo in un territorio ricco di eccellenze artistiche, culturali e gastronomiche. Si propone come una “destinazione turistica”, un luogo speciale che offre la possibilità di vivere un soggiorno breve o prolungato, nel lusso 4 stelle o nel comfort degli chalet di montagna, praticando sport all’aria aperta o rilassandosi nella SPA, sempre a contatto con la natura. Da settembre 2015 inoltre il Ciocco si naviga anche attraverso “Il Ciocco App”, applicazione che può essere scaricata gratuitamente dagli utenti Android e iOS (ciocco.it/ilcioccoapp) e rappresenta un viaggio affascinante e intuitivo attraverso immagini e informazioni strutturate per un cliente moderno che desidera visitare la Tenuta e il territorio della Valle del Serchio in maniera rapida e dinamica.
Dove dormire all’interno del Ciocco Tenuta e Parco:
Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa – http://ciocco.it/live/hotel  E’ il primo Renaissance Resort d’Europa, un resort esclusivo immerso in un parco naturale di 600 ettari, in grado di soddisfare i desideri di vacanza più svariati. Ha 180 camere, 80 delle quali completamente rinnovate, una Beauty Spa dove coccolarsi con i migliori trattamenti naturali e un’attrezzata area wellness composta da piscina interna riscaldata, soft sauna, calidarium, palestra, percorso con cromoterapia ed esclusiva zona relax. Per chi ama lo sport anche in vacanza, a un passo dallo Sport Village (http://ciocco.it/live/sport-village) si trovano gli Chalet: accoglienti baite in legno, nelle quali respirare l’atmosfera tipica della montagna senza rinunciare al comfort. Ogni Chalet ha due camere da letto, bagno, cucina, ingresso indipendente e posto auto.  I Campus Apartments (http://ciocco.it/live/campus-hotelapartments) sono la scelta ideale per coppie e famiglie che sognano una vacanza nel segno della natura e in totale libertà. Sono piccole (dai 30 ai 45 mq) ed accoglienti residenze ricavate all’interno di originali strutture rurali completamente rinnovate, immerse nei tipici boschi di castagno. Ogni appartamento dispone di 2 camere con 3 o 4 posti letto, bagno e una cucina completamente attrezzata. Il Campus Hotel (http://ciocco.it/live/campus-hotelapartments) è la soluzione perfetta per i giovani che amano trascorrere l’intera giornata all’aperto, tra escursioni e attività sportive. E’ situato tra il Renaissance Tuscany e lo Sport Village ed è costituito da tre strutture che offrono un trattamento di bed&breakfast: il College con 22 camere e 37 posti letto; il Belvedere con 28 camere e 51 posti letto; il Monteceneri con 9 camere e 20 posti letto. Le camere, da due o tre posti letto, sono tutte dotate di servizi privati.
Dove mangiare all’interno del Ciocco Tenuta e Parco:
Numerosi i ristoranti che, nella Tenuta del Ciocco, propongono i migliori piatti della cucina locale (http://ciocco.it/taste/ristoranti).  All’interno del Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & SpA ce ne sono due da provare: il sofisticato La Veranda e il Nour Lounge, perfetto per intriganti aperitivi.  Al Livello Balance, immersa nel verde e nello Sport Village, c’è la Locanda Km0, nella quale è possibile assaggiare le specialità toscane preparate con ingredienti a km0 coltivati nella campagna circostante tenendo conto della tipicità locale e della stagionalità delle materie prime.  Ideale per chi cerca rifugio ed evasione lontano dai circuiti del turismo di massa e per una cena suggestiva intorno al fuoco è la Taverna dello Scoiattolo, accogliente baita aperta su richiesta (totalmente ristrutturata nel 2014) circondata da castagneti e con un ampio camino.  La Pizzeria Gulì, infine, che prende il nome dal cane del poeta Giovanni Pascoli, si trova nella Piazza del Ciocco e offre, in un ambiente accogliente e caratteristico, antipasti con prodotti locali e pizze cotte nel forno a legna.

a cura della redazione