Falsi miti

"Falsi miti e leggende metropolitane dell'era di internet"

"Oggi i cosmetici non solo tengono ma sono passati da bene accessorio a bene necessario" .Cosi ha esordito  Angela Alberti ,Segretario Regionale Adiconsum Lombardia, nel corso del convegno ,dal titolo "VERO e FALSO in COSMESI",
tenutasi lo scorso mercoledi 16 giugno al Palazzo delle Stelline di Milano . Alberti ,il cui intervento è seguito ai saluti e alle introduzioni di Elio Mignini e Giulio Pirotta  ,rispettivamente, Presidente e Consigliere di SICC (Società Italiana di Chimica e Scienze Cosmetologiche)  ha ,poi, aggiunto che "il motivo per cui 2/3 dei consumatori non possono fare a meno dei cosmetici è dovuto al fatto che questi ultimi fanno stare bene con se stessi e con gli altri anche se si  asssiste ,ultimanente, ad un fenomeno ,cosiddetto, di "polarizzazione" dei consumatori che diventano ,sempre, più esigenti e quindi si orientano ad un acquisto ,sempre, più mirato"
I consumatori ,però, hanno bisogno di certezza a trasparenza sui contenuti dei prodotti di cui fanno uso, ecco il motivo per cui occorre fare luce e sfatare molte leggende anche perchè, navigando on line ,si trovano molte notizie negative tra
cui ,ad  esempio, il fatto che gli "antitraspiranti sono cancerogeni" o  "i rossetti contengono piombo" ovvero che "gli imballaggi di alluminio siano incompatibili con il forno a microonde" e via discorrendo.
Fidarsi è bene non fidarsi è meglio dicevano, saggiamente, i nostri genitori.
Oggi sia nella pubblicità che sul web e non solo, sembra che le parole d’ordine per il successo di un prodotto siano "naturale", ecologico, "biologico" hanno riferito alcuni relatori come Luigi Rigano dell’omonimo Laboratorio  di Consulenze Industriali e Marcello Oddini di Tecniche Nuove.
Molti tra i consumatori di cosmetici sono, dunque, particolarmente, attenti a ciò che acquistano ma trovano difficoltà a documentarsi sui contenuti dei prodotti che desiderano acquistare. Si affidano perciò ad internet per avere notizie circa i contenuti e le  proprietà di detti prodotti. "Ma  forse non a tutti è ben chiaro che la rete informatica mondiale è tutto meno che un luogo dspensatore di certezze" chiarisce Oddini.
"Sono , necessarie maggiori garanzie per il consumatore al fine di stabilire la tossicità delle materie prime" aveva ,del resto, riferito nel proprio, precedente, intervento Marina  Marinovich, docente dell’Università degli Studi di Milano ,anche se " le maggiori autorità nelle discipline medico-scientifiche, insieme ai più autorevoli cosmetologi contribuisono, oggigiorno, alla minimizzazione dei rischi connessi all’uso dei prodotti" ha precisato Mignini.
"Occorre ,però, fare attenzione al linguaggio e alla  differenza tra pericolo e rischio, parole che non sono per niente sinonimi"-aveva chiosato  Marinovich:

"Una sostanza PERICOLOSA è una sostanza potenzialmente dannosa mentre una sostanza RISCHIOSA è una sostanza ,probabilmente, dannosa ma diventa PERICOLOSA  solo al verificarsi di determinate condizioni e quantità, se soprattutto se usata con una certa frequenza".
 "La valutazione della tossicità delle sostanze nei cosmetici- aveva concluso Marinovich- è una procedura complessa e ,assolutamente, affidabile quindi è davvero difficile che un ingrediente sfugga al controllo di sicurezza. L’Unione Europea ha legiferato in materia in maniera molto dettagliata e rigida. Se davvero si legge qualcosa che non ci convince e si ha  il dubbio che sia falsa l’aiuto viene anche dal web con siti come farmacovigilanza.org dove si possono reperire tutte le normative in materia cosmetica e snopes.com o attivissimo.blogspot.com che ci aiutano a smascherare ogni falsità.
"Occorre ,però, adottare "un sistema non troppo drastico- ha spiegato Oddini- che tenti ,cioè,di distinguere il "buono" dal "cattivo" verificando ,invece, le fonti  per "conoscere dall’interno come possano agire i meccanismi di convincimento del consumatore onde evitare sia facili allarmismi ma anche eccessiva credulita" ha puntualizzato Sivio Pacillo, consulente di Marketing.
"E’ necessario ,quindi,  un linguaggio chiaro e comunicazione etica per difendere i consumatori anche al fine di far cessare gli attacchi ingiustificati ai prodotti" ha precisato Mignini.
Esiste ,infatti, anche il rovescio della medaglia  dal momento che Internet ,come ogni media, è spietata e per giunta è dotata di memoria storica poichè  nulla viene disperso o cancellato – ha riferito, alla fine del convegno, Viviana Poletti di Hill& Knowlton- citando alcuni casi eclatanti di bloggers "non amichevoli" come il caso del "Carrefour di Assago" o quello del "The Jesus Shot". Cosa può fare allora l’azienda per rimediare?
Usare lo stesso sistema e con ironia lo stesso linguaggio dei bloggers, ha risposto Poletti.
Dubitare dunque è lecito ma per crederci occorre andare con i piedi  di piombo ed è falso dire che il rischio non c’è o che prevalgono ,invece, i benefici.
"Possiamo, con un comportamento adeguato e costante, ricostruire fiducia e opporci all’intolleranza. C’è bisogno, però, come in tutte le cose ,di chiarezza e trasparenza  e di adeguati strumenti legislativi e tecnici per garantire la sicurezza dei prodotti. " ha concluso Mignini riferendosi all’imminente entrata in vigore del nuovo regolamento cosmetico europeo. I messaggi soprattutto quelli via internet vanno ,comunque, attentamente, valutati e verificati e in ogni caso è bene adottare i seguenti accorgimenti:
- usare il buon senso

- verificare la fonte della notizia

- comprendere bene la terminologia usata (distingui tra pericolo e rischio)

- chiederti perché mai una simile notizia sia stata diffusa (può giovare a qualcuno?)

- e se proprio non trovi spiegazione, meglio rivolgerti a chi è più competente: medico o cosmetologo che sia.

 Questo ,in sintesi, quanto è emerso dal congresso della SICC che ci insegna quanto attuale sia ancora il detto di   Orazio :  "in medio stat virtus"  e cioè come in tutte le cose non si debba esagerare nel credere che tutto sia "buono" o "cattivo", "vero" o " falso" ma che la verità stia  nel mezzo e ,comunque, che vada , sempre , verificata. 
a cura della redazione