Rossopomodoro:

festeggia i suoi primi 10 anni inaugurando un nuovo locale

In concomitanza con i 10 anni dell’insegna, che dopo due esperimenti di successo, aprì nel 1999  proprio a Milano in Largo La Foppa,  ROSSOPOMODORO, unica organizzazione di ristorazione ,servita,  italiana ed esportata anche nel resto del mondo, ha inaugurato ieri a Milano,il nuovo locale di via Sabotino 19, zona corso di Porta Romana.  Cio’ conferma il gradimento avuto nel corso del tempo dal brand e dalle sue squisite ricette campane.
Ne hanno parlato nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel nuovo locale, Franco Manna  presidente del gruppo SEBETO ( controllato dalla  Holding  VESEVO proprietaria del Brand) e amministratore delegato di ROSSOPOMODORO che insieme a Roberto Imperatrice (altro manager del Brand unitamente a Pippo Montella e Clelia Martino) hanno percorso un po’ la storia di Rossopomodoro.
Il primo ristorante , per la verità fu aperto nel 1997, spiega Manna,  in corso Vittorio Emanuele a Napoli,  si chiamava Pizza e Contorni e il nome Rosso venne fuori da un socio rosso di capelli che in dialetto napoletano ( è d’obbligo che i soci siano tutti napoletani “doc” )veniva chiamato “o rosso” da qui il nome Rosso al quale venne abbinato quello di “pomodoro” per non cadere nella banalità e soprattutto per estendere ed esportare anche all’estero quell’italianitä che molti ci invidiano e spesso in modo indebito ci copiano, ha proseguto Manna. All’estero ,infatti, molti arrivano adddirittura ad usare nomi italiani per ristoranti che d’italiano non hanno nulla come Carlucci a Londra o Gigi’s in Spagna.
Ecco perchè, ha proseguito Manna, abbiamo deciso di creare per primi in Italia una catena ma il nome non gli piace e corregge subito in “serie” di ristoranti che portassero  nel mondo le specialità italiane per eccellenza, quelle campane, come la pizza verace con il cornicione alto,in particolare, o la mozzarella di bufala e l’olio extravergine di Sorrento e la Tiella ( misto di fritture napoletane), ancora oggi cardini dei menu  di ROSSOPOMODORO.
Dopo un secondo esperimento di successo a Parma con il campione del mondo di calcio Fabio Cannavaro, che poi uscirà di scena, seguono le aperture nel 1999  appunto a Milano in largo La Foppa e poi  a Roma.
Leva del successo oltre che di ROSSOPOMODORO anche di ROSSOSAPORE (altra brand nata dall’idea di esportare anche all’estero la pizza venduta, in origine, al metro sulle calassiche bancarelle napoletane) , ha aggiunto Manna, sono le materie prime, selezionatissime, e in molti casi anche prodotte in esclusiva per questa insegna o Presidi Slow Food, con l’intento di tutelare prodotti rari e a rischio di estinzione. Frutta e verdura sono sempre di stagione.
Altro valore aggiunto è  la gestione dell’approvvigionamento degli ingredienti.
I prodotti provengono da una filiera artigianale da produttori amanti della loro terra che mettono il cuore nel mantenere inalterati gli antichi sapori partenopei.
Così  su tutte le tavole del mondo sono assicurati la mozzarella verace, la pasta a lievitazione naturale del pastificio Afeltra (fatta a mano con una ricetta segreta), il pomodoro di Sarno della ditta Strianese, l’olio extravergine di Sorrento dell’Oleificio Gargiulo, la farina Caputo, il caffè Kimbo e perfino l’acqua della fonte campana Cannavante, trasportata a Londra in fusti appositamente per la pizza e il caffè, altrimenti i simboli della nostra terra là non potrebbero avere il sapore nostrano.
Ricerca e Sviluppo e Ingegnerizzazione delle ricette garantiscono internazionalmente lo stesso livello di preparazione delle ricette, mentre un originale sistema informatico è a sostegno dei processi operativi, di controllo e di reporting  per la qualità del servizio e il controllo gestionale e finanziario.
A proposito di ricette, ha continuato Manna,i n un’ottica di responsabilità sociale, ROSSOPOMODORO è impegnata nella raccolta di fondi per i progetti umanitari AMREF, in Africa, attraverso la produzione di un ricettario distribuito nei ristoranti con offerta libera.
I numeri confermano che la formula, innovativa, ha funzionato e funziona. Il fatturato ,infatti, ha segnato e segna una continua crescita  ha ,poi, proseguito Roberto Imperatrice, spiegando che  a  fine 2008, ROSSOPOMODORO ha registrato un giro di affari di circa € 61 milioni, + 30% rispetto al 2007  e con una ventina di nuovi locali aperti  tra Italia, Inghilterra,  Argentina, Islanda e Danimarca, Tokio per un totale di 56 in Italia e 7 sul pianeta.
Il complesso delle attività si sviluppa fra locali in franchising (48%, a fine 2008 la maggioranza), ha aggiunto Imperatrice, seguiti da affitto d’azienda (29%) e gestione diretta (23%). L’aumento progressivo di imprenditori che aspirano ad aprire un ROSSOPOMODORO è un altro importante indicatore dell’attrattività del progetto.
Nel 2008 il programma di aperture è stato focalizzato sui centri commerciali anche se, ha tenuto a precisare Manna, la qualità dei nostri  prodotti e servizi é la stessa ma per noi vi sono meno introiti per via dei costi di esercizio ,affitti compresi.
ROSSOPOMODORO a fine 2008 è un fenomeno mondiale con la quota di aperture fuori dall’Italia salita all’11%.
Aumentati anche gli addetti all’attività dei ristoranti che sono circa 1600; il numero di coperti supera i 5 milioni di unità; in pratica, il 10% degli italiani adulti entra almeno una volta all’anno in un ristorante del gruppo.
I manager Franco Manna, Pippo Montella e Roberto Imperatrice sono anche ideatori dei brand. Il Direttore generale è Clelia Martino, responsabile tra l’altro della Company University ROSSOPOMODORO, creata per garantire a ogni latitudine nonsolo la qualità dei piatti, ma anche il servizio.
ROSSOPOMODORO si era affacciata sul mercato con la missione di riconvertire il classico modello di pizzeria napoletana in una nuova formula adatta ai nuovi consumatori. In 10 anni, ha effettivamente, cambiato le abitudini degli italiani in pizzeria.
Oggi “l’iniziativa piace anche al mondo della finanza – ha concluso Manna – che intravede forse non da subito dato il momento non particolarmente favorevole ,la posssibilitä di un ingresso in Borsa”.
Situato in una delle vie della movida milanese, ricca di locali alla moda, la nuova pizzeria di Via Sabotino sorge afferma  con orgoglio Manna, dove prima si trovava un ristorante Giapponese e offre 300mq con 130 posti a sedere e presenta un lay out rinnovato, con una zona di circa 20 metri quadri con comodi divani.
Per l’occasione l’insegna debutta con un look completamente rinnovato, firmato dall’arch Giuseppe Fico, caratterizzato da colori e scelte di arredo che riportano alla terra, alle origini mediterranee, alla natura da dove vengono le materie prime utilizzate in cucina: un ulivo campeggia proprio all’ingresso, il marrone e il rosso sono i colori dominanti. Anche le divise sono di materiali naturali (cotone) con colori caldi come marrone, grigio e rosso.
I piatti, le ricette e la qualità sono gli stessi di ROSSOPOMODORO nei 3 continenti, con sapori genuini dei prodotti tipici campani provenienti esclusivamente da fornitori di fiducia e Presidi Slow Food. Con la tipica pizza napoletana caratterizzata per l’alto cornicione e  la mozzarella campana di bufala Dop  si possono gustare il pecorino bagnolese Presidio Slow Food, l’insalata di polipo e quella di seppie alla brace, la Tiella, antipasto tipico di fritti, la immancabile mozzarella di bufala col culatello, i cicoli con la ricotta. Altra novità: i clienti potranno però apprezzare la selezione, la storia dei piatti e perfino ‘rubare’ qualche ricetta sul menu che è un vero e proprio libro ricco di informazioni e immagini.
All’ingresso del ristorante, è ben posizionata e visibile l’area dedicata  della bottega A’ Puteca, dove i clienti possono acquistare gli stessi prodotti tipici utilizzati in cucina:  la pasta a lievitazione naturale del pastificio Afeltra (fatta a mano con una ricetta segreta), il pomodoro di Sarno della ditta Strianese, l’olio extravergine di Sorrento dell’Oleificio Gargiulo, la farina Caputo e tanti altri ideali anche per un regalo ‘gustoso’. A’Puteca è stata arricchita qui con ‘strumenti’ utili in cucina e a tavola come i decanter, la pietra lavica, etc.
Come in ogni ROSSOPOMODORO non manca il forno a legna, disegnato da Riccardo Dalisi. Il  “Fornodoro”  è  coperto di piastrelline d’oro che ‘illuminano già diversi punti vendita in Italia e nel mondo.
Non resta che assaporare le eccellenze  di questo nuovo locale  che Vi assicuro non fa certo rimpiangere quello che c’era prima!
Gianni Acerbi