Osservatorio Nautica & Finanza:

una base industriale sana e competente

 

 

Pentar ha presentato ieri in Borsa l’anteprima dello studio che offre una panoramica sull’andamento del mercato nautico e delle transazioni del settore, esaminandone le principali caratteristiche finanziare in relazione alle difficoltà  congiunturali e alla crisi dei sistema finanziari. In occasione della presentazione dell’Osservatorio, Maurizio Romiti AD e Vicepresidente di Pentar  e Massimo Capuano AD di  Borsa Italiana hanno annunciato la partnership recentemente firmata volta a cimentare come ha tenuto a precisare il Dr. Capuano nel saluto introduttivo, sinergie e progetti comiuni per avvicinare le imprese nautiche alla borsa con informazioni corrette e dar loro visibilità sulle nuove opportunitä dei mercati finanziari.
Maurizio Romiti è ,poi, sceso nei dettagli deello studio dove viene analizzato un campione di società per evidenziare tendenze e peculiarità di questo settore industriale italiano, per ogni società vengono fornite informazioni economico – finanziarie e altre notizie sulla produzione, la proprietà e le partecipazioni. Da questo campione vengono poi elaborate delle analisi economico patrimoniali sull’andamento delle società e infine si mette a disposizione l’evoluzione comparata e lo sviluppo di questa realtà economica.

 In questa edizione dello studio,  l’elemento principale che salta all’occhio, ha detto Romiti,  è rappresentato dalla “enorme distanza” che esiste tra dati raccolti e la situazione corrente del settore,  che è fortemente correlata a quella congiunturale generale.
Secondo i dati dell’osservatorio registrati nel 2008, l’Italia ha confermato la propria leadership e, con riferimento al settore dei megayachts, l’ha addirittura rafforzata proseguendo ancora, sulla base di tali dati, la crescita della propria quota di mercato, giunta al 47 %.  Il valore della produzione della cantieristica è ormai arrivato a sfiorare i 3,3 miliardi di euro (5 miliardi la nautica), ancora in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente, e si confermano anche gli importanti indici di esportazione: 56% del totale del valore della produzione dei cantieri italiani, con destinazione abbastanza equilibrata tra Unione Europea e resto del mondo (52% contro 48%). 
 
Le incertezze congiunturali e le difficoltà del sistema finanziario internazionale , ha continuato Romiti, si sono però fortemente riflesse anche sulla nautica.
Fino ad agosto 2008, il settore dei megayacht continuava a tenere nonostante il rallentamento del mercato americano compensato dalla crescita del Medio Oriente e della Russia. Nel corso degli ultimi mesi però, con riferimento al portafoglio ordini per i megayacht, che nello scorso anno aveva ancora registrato un’ importante crescita (17,9 %), va segnalato che i cantieri hanno dovuto “incassare” numerose cancellazioni, il che rende certamente molto più incerto il panorama futuro.
Proprio il settore dei megayacht (imbarcazioni sopra gli 80 piedi), che, fino al 2008 aveva tenuto a differenza delle piccole e medie imbarcazioni da più tempo in sofferenza, ha visto ordini annullati e sospesi,  e barche già costruite per le quali si cerca un acquirente diverso dal committente originario.

L’attuale crisi affonda le sue radici nell’insieme delle scelte economiche e politiche degli ultimi anni. Scelte che hanno portato alla creazione di un sistema finanziario senza controllo e sempre più scollegato dall’economia reale. Con riferimento alla nautica da diporto gli ultimi decenni sono anche stati caratterizzati da un sempre più massiccio ricorso all’indebitamento. Le imprese sono state spinte ad accumulare livelli di debito via via più crescenti per realizzare investimenti e acquisizioni.
Nell’industria nautica, ai problemi derivanti dalla crisi globale, si aggiungono quindi problemi già esistenti nel settore a livello nazionale, che amplificano gli effetti della crisi, tra cui si segnalano fiscalità penalizzante, carenza di posti barca e di porti e normativa poco chiara sulla locazione.
 
“L’Italia però – ha sottolineato Maurizio Romiti, -  ha una posizione molto forte nel panorama mondiale della nautica da diporto e tutte le forze in campo debbono far convergere le loro risorse affinché questa situazione non muti, e possibilmente si rafforzi. Abbiamo la fortuna di poter contare su una base industriale sana e competente.  Occorre predisporre gli strumenti per far tornare questo settore a registrare trend di crescita elevarti. Salvaguardare il patrimonio di professionalità e di competenze è un “dovere etico” nei confronti di un settore che rappresenta un fiore all’occhiello del nostro paese, un “investimento per il futuro.”
E’ ,poi, seguita un’ interessante tavola rotonda con un autorevole parterre composto da Manfredi Palmeri, Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Augusto Balestra, Direttore Genrale di Franchini Yachts, Giuseppe Del Gesso, Head of Global sales Specialist Unicredit Leasing, Anna Gervasoni, Direttore Generale AIFi e Alessandro Santini, Direttore Genarle di Pentar.
A  seguito di precise e dettaglate domande volte a cisacuno, da parte di Maurizio Romiti che ha svolto, anche la funzione di moderatore , è emerso sostanzialmente che, il Private Equity in Italia (Gervasoni) ha tenuto un po’ meglio che nel resto d’Europa ed in particolrae meglio che in Francia (dove forte ^ö sempre stato il busienss della nautica) e della Spagna e Inghilterra. In Italia il private equity ha ancora denari ma li vuole investire con oculatezza e vuole fare investiemnti insieme agli imprenditori.
Milano nonostante sia lontana dal mare e non abbia coste, ha tuttavia una nautarle vocazione per la nautica e nache se i Navgli non sono censiti nelle mappe nautiche come ha, provocatorimente ,asserito Romiti, il Naviglio Grnade e’ navigabile fino a Turbigo ha sottolinaeto Manfredi Palmeri. L’acqua e’ un elemento vitale per la Lombardia e Milano puo’ diventare la capitale d’Italia per l’acqua e la Nautica. Il Leasing ha subito grosse penalizzazioni a livello fiscale a causa anche di un notevole ed irrisolto contenzioso con il fisco ,ha riferito Del Gesso, il mercato ne ha ,conseguentemente, risentito ed e’ sceso di oltre il 20%. in quanto il fisco ha presentato una richeista di rimborsi alle società di leasing di circa 130 milioni di euro.Occorrono per il futiuro regole di certezza che regolino il settore e ne impediscano la fragmentazione. Il mondo è  cambiato ha riferito ,infine, Balestra, c’è stato un inverno duro in tutti sensi con una grossa battuta d’arresto ,soprattutto, da fine 2008 ad oggi, che ha coinvolto grossi gruppi. Varie le cause forse anche perche’ non è ,piu’, cosi facile ricorrere come prima al credito, ha proseguito riallanciandosi al discorso di Del Gesso, cio e’ dovuto anche agli eccesivi abusi di ricorso al  leasing al solo scopo di ottenere l’IVA agevolata e al fatto che fornitopri e terzisti sono in diffcoltä.
Come uscire allora dalla crisi si sono chiesti i relatori, lavorare sui prodotti e sull’innovazione ha detto Balestra, stabilire maggiori regole di certezza ha detto Del Gesso, fare piu’ sistema tra banche e imprenditori ha puntualizato Gervasoni affiancando questil ulimi nello sviluppo delle aziende e perche no aprendo saloni fieristici della nautica anche a Milano ha auspicato Maurizio Romiti ottenendo l’immediata adesione e l’impegno di Manfredi  Palmeri.
Speriamo che tutto cio’ basti a scongiurare  e soprattutto a superare la crisi!
Gianni Acerbi