Majolini:

le bollicine come ispirazione di un tour sensoriale attraverso le rotte del commercio coloniale

La cantina Majolini, una delle più prestigiose dello scenario vinicolo italiano, ha proposto ieri sera ,nella bella cornice del ristorante "Globe" , all’ultimo piano del Palazzo Coin di P.zza Cinque Giornate a Milano, un audace quanto sorprendente abbinamento  delle sue bollicine con una cucina non proprio tradizionale.

Il tema era quello di un itinerario gastronomico all’insegna dei sapori di tutto il mondo ed il Globe non poteva essere il luogo più adatto per presentare alla stampa i tre fiori all’occhiello dell’azienda: il Brut Magnum s.a.dal profumo evoluto e variegato e dal spaore pienoed elegante, il Rosè Altèra, dal profumo elagnte e dal gusto fine ma persistente e il Satén millesimato 2005 dal rpfuom  intenso e persistente e dals paore delicato, suadente, quasi cremoso.

Gli abbinamenti  potevano sembrare forse un pò osè per i piatti proposti visto che si è trattato di compiere un tour sensoriale seguendo le antiche rotte del commercio coloniale asiatico per creare un personale "travelogue" su cui appuntare le sensazioni sprigionate dalle esplorazioni.

Eppure dopo un primo momento di perplessità e giustificata diffidenza abbiamo scoperto che il Brut Satén andava benissimo con il crostino con  aciuga san filippo e burro salato, il Brut Magnum  con il salmone marinato e la bruschetta di salame felino con fico e formaggio mentre  l’ottimo Rosè Altèra si sposava ,perfino,  con il  riso fritto alla Thailandese.

Insomma un aperitivo " Globetrotter" a tutto campo per una globalizzazione culinaria di tutto rispetto!

a cura della redazione