Un trionfo di gusti:

per i gran figli di.. cuochi di Marca

Dopo lo fatica e lo sfinimento della quattro giorni dedicata ad Identità Golose, dove le Marche erano la regione ospite, quindi non proprio una passeggiata, Lucio Pompili eroe fondatore di una scuola in fermento e capofila dell’Associazione Cuochi di Marca, ha presentato lo scorso 5 febbraio all’Hotel Enterprise a Milano l’evento intitolato " quei gran figli di …  cuochi di Marca"  
Sono Serena e Mario d’Alesio del Marchese del Grillo di Fabriano, Caterina Pompili del Symposium, Marco Cameli di Da Vittorio, Errico Recanati di Andreina, Andrea Gaudenzi di Da Tano, Paolo Biagiali del Giardino, Mattia Angeletti delle Busche, Fabrizio Ridolfi di Villa Amalia, appassionatamente insieme per presentare il loro balzo di tigre nel futuro, per continuare sulla strada della cucina d’autore che hanno intrapreso con passione ma anche con grande sacrificio i loro genitori.
Cucina d’autore per Pompili significa adattarsi al tempo del valzer: «Fare un passo indietro per farne due avanti; lo dico per tutti quei giovani cuochi che non hanno ancora trovato una loro strada. Occorre tornare al dialogo coi produttori, strappare i giovani alle fabbriche per dare loro un sogno ai fornelli oppure nei campi. E poi bisogna tornare ai piatti di sapori, profumi e consistenze riconoscibili, contro i filetti dei filetti che hanno invalso nei ristoranti mondiali».
Si definiscono una "mascotte operativa" della gastronomia regionale e intendono portare avanti la cultura e i locali blasonati dei genitori. "Bellissima iniziativa: è importante che i genitori abbiano fiducia nei figli e consentano loro di spiccare il volo in piena autonomia", aveva  commentato Paolo Marchi, annunciando l’iniziativa dal palco di identità golose.
Alla serata oltre a Pompili e ai giovani cuochi  sono intervenuti l’Assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Ancona ,Avv. Carlo Maria Pesaresi, Luciano Neri, Dirigente della Divisione Agricoltura  e Turismo e Andrea Angeletti titolare del ristorante "Le Busche" di Montecarotto e padre di Mattia Angeletti.
Purtroppo la Regione Marche è conosciuta solo per Valentino Rossi e per il Verdicchio di Jesi ,ha esordito Neri,noi ,pero’, vorremmo farci conoscere per altre cose piu’ importanti come prima di tutto la gastronomia che sicuramente facilita il turismo anche perche’ oltre alle spiagge dorate della riviera del Conero offriamo un ,altrettanto, interesante entroterra con citta’ d’arte , meraviglie naturali come le grotte di Frasassi e zone agricole dove crescono bovini da carne di razza marchigiana, ottimi  suini  da cui si ricavano il salame di Fabriano e il ciausco (salame spalmabile).
Non mancano ,poi, oltre ad ottimi oli monovarietali ed all’ormai famoso miele marchigiano , ha proseguito Neri, anche vini di alta gamma come il Verdicchio dei Castelli di Jesi, vino bianco dal profumo delicato che si sposa bene con ogni piatto, il Rosso Conero, prodotto sulle pendci del monte Conero, di colore rosso rubino e con un intenso profumo molto gradevole, fino al particolare rosso del Lacrima di Morro d’Alba, che nonostante il nome sembri rieccheggiare qualche parentela con il Piemonte e’ un tipico vino marchigano e si sposa bene anche con i piatti di pesce ,ha tenuto a precisare Angeletti, perchè povero in tannino.
"Come istituzione vicina alle realtä produttive vogliamo continuare a dare il nostro contributo a tutte le iniziative che promuovono la nostra offerta turistica e i nostri prodotti" Ha commentato Pesaresi. Tipicità, tradizioni enograstronomiche e ristorazione di qualità sono componenti di un’unica formula vincente, che serve a far conoscere le tante peculiarità del territorio marchigiano. Milano è una grande vetrina della produzione alimentare di qualità e dunque utile a sostenere….una produzione d’autore che costituisce un biglietto da visita di questa Provincia…"
ha chiosato Pesaresi.
Non è mancata ,poi, la presentazione di ciascun cuoco compresa quella di Paolo Biagialli che ha sottolineato come  questa Associazione (dei figli di.. Cuochi di Marca n.d.r)  " è nata dall’esigenza di creare un team giovane, dinamico e trasversale che dia freschezza, genuinité ed idee alla gastronomia nostrana anche fuori dai nostri confini".
Ne è seguita una degustazione di prodotti tipici che ha confermato l’entusiasmo e la voglia di fare portati avanti da una regione e una provincia che anche in tempi di crisi si è ,sempre, rimboccata le maniche e non si è ,mai,  risparmiata.  E’ il caso forse di concludere quindi con le parole guida di Pompili che  : «Solo scoprendo il valore della fatica la nostra civiltà tornerà ad addormentarsi senza ricorrere a pasticche».
Gianni Acerbi