Rinviata la decisione UE

sul vino biologico.

 

 

 (AVN) – Venezia, 18 maggio:“Il rinvio della decisione comunitaria sul vino biologico fa, a dir poco, cadere le braccia: anche questa volta, come già per l’OCM vino, le sorti dei produttori vengono messe nelle mani dei Paesi non produttori. Il Veneto è il maggiore produttore di vino biologico e dovrebbero essere gli altri a chiederci che ne pensiamo, e invece ne dobbiamo subire le decisioni”. E’ sconcertato, e forse anche un po’ sconfortato, l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, per un rinvio “che non sembra preludere a nulla di buono, arenato – pare – sulla questione dei solfiti. Stiamo forse prendendo in giro i consumatori al massimo livello?”

 

 

Il problema è solo apparentemente semplice: attualmente in Europa e in Italia non c’è il “vino biologico”, ma il vino “prodotto da uve biologiche”. Questo perché non ci sono regole precise per quali trattamenti riservare in cantina a queste uve per poter definire “biologico” il prodotto finale. I solfiti sono un elemento che si produce naturalmente nella trasformazione dell’uva in vino e che serve a preservalo dalle alterazioni naturali. Fissare una quantità significa di fatto autorizzarne anche un utilizzo “dall’esterno”, “fissarlo per il vino biologico ad un livello poco più basso di quello già oggi legale per il vino “normale” – dice Manzato – è semplicemente poco serio, tenuto conto che i solfiti non sono un medicinale per gli esseri umani e che creano in alcuni individui problemi di intolleranza. Facciamo decidere i produttori, quelli veri. Invito il nostro governo ad un’azione forte su questo tema che apre più di una crepa sul sistema biologico in generale”.

Il Veneto è leader nazionale nelle coltivazioni biologiche, con 18 mila ettari di superficie dedicata (il 2 per cento della Superficie Agricola Utilizzabile della regione). Sul totale dell’export nazionale di prodotti biologici, il Veneto detiene una quota del 40 per cento, costituita per il 90 per cento da ortofrutta e vino, quest’ultimo vero e proprio fiore all’occhiello e prodotto principalmente nelle DOC Lison Pramaggiore (l’area omogenea vitata biologica maggiore al mondo), nella DOCG Conegliano Valdobbiadene, e nelle DOC veronesi.

 

A cura della redazione