Gattinara e Ghemme:

due perle della produzione agricola vitivinicola dell'Alto Piemonte

 

 

E’ stato un tour enogastronomico tutto da scoprire ma soprattutto da gustare quello organizzato da Cristina Thompson lo scorso venerdi 29 giugno.

Partiti dalla capitale della moda di buon mattino, si fa per dire, siamo arrivati, traffico permettendo, in tempo per la visita delle vigne e la degustazione dei vini delle Cantine Travaglini a Gattinara. Un nome una garanzia. Per l’azienda Travaglini la coltura delle viti  rappresenta infatti  un claim al quale  il patron  Gian Carlo ha sempre attribuito un’importanza fondamentale. Fu lui, infatti, ci spiega la figlia Cinzia ad introdurre il cambiamento dal sistema di allevamento a  "maggiorino" a quello a Guyot cioè a filari che ne ha facilitato la potatura  aumentando in modo notevole la produzione. Un’altra carateristica positiva che rende queste uve uniche nel loro genere è la ventilazione che permette all’uva di restare sana riducendo ,in modo considerevole, l’uso degli anticrittogamici.  Un altro  must per l’azienda è  il processo di  vinificazione che rappresenta il punto Iniziale per ottenere un vino di grande qualità, unito ad una perfetta sanità delle proprie uve. "In cantina la ricerca della qualità è nelle mani dell’uomo"- continua Cinzia -anche se In casa Travaglini si è investito molto in ricerca e tecnologia innovativa: analisi del mosto, fermentazione in vinificatori inox a temperatura controllata, microossigenazione; ottenendo così una vinificazione naturale e tecnologicamente controllata".

L’azienda vitivinicola Travaglini,  opera da circa sessant’anni, produce 250.000 bottiglie e può contare su 42 ettari di vigneto di proprietà coltivati, come predetto, a guyot. Ubicate su terreni leggeri, poveri di carbonato di calcio e di magnesio, le vigne, in parte reimpiantate di recente, godono del clima mite e asciutto tipico dell’area pedemontana. Durante la visita alle cantine, con decine di botti grandi, e all’imponente barricaia, con oltre 600 barriques, Massimo illustra le tecniche di vinificazione e le strategie produttive dell’azienda. Alla degustazione partecipa ,nuovamente, Cinzia, che ci spiega – io non lo avevo notato – la forma della bottiglia studiata nel 1950 da Giancarlo Travaglini per poter versare il vino trattenendo l’eventuale sedimento. A parte la funzionalità, una bottiglia davvero elegante, forse solo un po’ scomoda da riporre in cantina impilata con le altre.

Ci vengono proposti in degustazione  i seguenti vini:

Nebbiolo DOC 2010 Coste della Sesia-13%

Con 10 mesi di affinamento in botti mediograndi,  in bocca rilascia l’asciutto tipico dei vini Nebbiolo e Gattinara. Rusulta particolarmente adatto agli antipasti e alle carni bianche come pollo e coniglio.

Gattinara DOCG – 2007 – 13,5%
Con tre anni di affinamento in legno di cui 10% in barriques e in anno in bottiglia,qui i si percepisce tutta la mineralità che la terra dona al Gattinara; i profumi sono più evoluti, la frutta è in confettura e le note di grafite e di china accompagnano la delicata speziatura. In bocca ritorna la nota minerale ed il tannino è piacevolmente morbido. Adatto a risotti bolliti misti e piatti di carne.

Gattinara DOCG Tre vigne – 2006 – 13,5%
Con 4 anni di affinamento in legno e 1 anno in bottiglia è’ prodotto con uve raccolte in tre vigneti differenti, ecco spiegato il nome, e matura per quattro anni, di cui tre in legno. I profumi di prugna, le note speziate di noce moscata, di cannella e di cioccolato si rilevano al naso in coerenza con quanto gli occhi mostrano: un bel colore granato vivo. I tannini sono ben integrati e la mineralità si conferma l’elemento unificante del territorio.

Gattinara DOCG Riserva – 2006 – 13,5%
Anche per questo vino la maturazione avviene per quattro anni, di cui tre in legno. Colpisce la sua personalità, la sua lunghezza in bocca con tannini ben amalgamati. Un vino da meditazione che può essere tranquillamente bevuto da solo.

Il Sogno – vino da uve stramature – 15,5%
Un affascinante nettare che ha raccolto ottimi giudizi sulle guide: i 5 grappoli della Duemilavini e 94 punti su Wine Spectator. Prodotto con un metodo di vinificazione del tutto particolare e solo nelle annate migliori, è la realizzazione, purtroppo postuma, del sogno di Giancarlo Travaglini di produrre un vino “nuovo eppur antico” particolarmente complesso, apprezzabile sia dal semplice amatore che dall’enologo più esperto.

E’ già l’una e mezza  e ci si dirige in pullman verso l’agriturismo "Il Cavenago", uno di quei posti  che lasciano intendere una cucina semplice ma gustosa, fatta di ricette tipiche e di ingredienti genuini con frutta e animali da cortile di produzione propria. Anche il pane, i formaggi e i salumi sono a chilometro zero perchè provengono quasi tutti da panifici o aziende della zona.

"Fidighin" e Mocetta, Tartine di farina di mais con salame della Duja, Crostini di riso venere con formaggio fresco ai profumi, sformato di zucchine e riso rosso, gorgonzola naturale e miele , riso Carnaroli al Nebbiolo e Toma, rappresentano il nostro invitante menu che viene accompagnato da  Colline Novaresi Vespolina D.O.C. Vespolina  2007 , da Colline Novaresi Nebbiolo D.O.C. 2007 , da Fara D.O.C. 2007 e da Ghemme D.O.C.G. 2007 (delle cantine il Chiosso). Gattinara DOCG 2006, Gattinara DOCG Trevigne 2005 e Gattinara DOCG Riserva (delle cantine Travaglini).

Due parole sui vini che abbiamo degustato. Gattinara e Ghemme rappresentano due perle della produzione agricola vitivinicola dell’Alto Piemonte che si affacciano all’area dei laghi Maggiore e Orta sinonimo di un turismo di alta qualità. Un incontro tra vino e turismo per la promozione di un territorio da sempre conosciuto nel mondo per la sua accoglienza e di due vini di antica produzione altrettanto apprezzati in tutto il mondo. Ma in questo territorio, formatosi circa cinquanta milioni di anni fa, emerge tra tutti i vitigni il Nebbiolo. Le sue uve assemblate in diversi dosaggi alla Vespolina, alla Croatina e alla Bonarda Novarese o uva Rara,danno specificità e tpicità ai prestigiosi vini: D.O.C.G. Ghemme, D.O.C. Boca, Fara e Sizzano.

Le quattro denominazioni d’Origine Controllata Boca, Fara, Ghemme e Sizzano sono state riconosciute nel 1969; Ghemme nel 1997 ha ottenuto la D.O.C.G.. Nel 1994 è stata istituita la D.O.C. Colline Novaresi in sette titpologie e prodotta nei territori di 25 Comuni collinari della Provincia di Novara. Già nel passato celebri estimatori hanno sapientemente elogiato i vini di questo territorio. Plinio il Vecchio nella sua "historia naturalis" definisce "asprigni" questi vini e parla di un vitigno Sponia o Splonia, che si vorrebbe identificare con lo Spanna (sinonimo dialettale del Nebbiolo) famoso lungo le coste del Sesia.

Forti di queste informazioni nel pomeriggio proseguiamo la nostra visita alle contine Mirù  e Chiosso.

Una piccola realtà al centro di Ghemme (un paese di circa 4.000 abitanti all’imbocco della Valsesia a 24 km da Novara) la prima, il nome  deriva forse dalla designazione   francese per lo specchio (mirroir)  poi italianizzato o dialettizzato offre vini come il Ghemme DOCG 2001 Vigna Cavenago, mentre al Chiosso abbiamo assaggiato un  Colline Novaresi D.O.C. "Paglierino 2011". e un Ficorosso 2009.

Alcuni dettagli su quest’ultima cantina
In Alto Piemonte “Il Chiosso” rappresenta un vigneto delimitato da un muro di pietra: tale cinta simboleggia l’importanza attribuita dai viticultori a un determinato cru per la sua propensione a creare vini unici. Astraendo il medesimo concetto si è voluto creare una realtà vitivinicola che eccella nella qualità di tutte le denominazioni vinificate nella nuova cantina di Gattinara. Essa è condotta personalmente da Nicola, Carlo e Marco e vanta la possibilità di ottenere le uve dai più importanti cru storici delle colline dell’ Alto Piemonte in prestigiose denominazioni quali Gattinara, Ghemme e Fara.

"Nella nostra assoluta convinzione che il terroir dell’ Alto Piemonte possa dare vini incredibili sotto qualsiasi aspetto, ci siamo prefissi l’obbiettivo di coltivare personalmente le viti nel più assoluto rispetto della natura e dei suoi ritmi e di vinificarli nel più tradizionale dei modi, tutto questo per lasciar esprimere in bottiglia la pura essenza del vino con tutta la sua prorompente personalità ricca di sfumature" ci riferisce il simpatico Marco.
 
 
Alle cinque della sera il momento ci è parso propizio per un buon rientro a casa.

Grazie ancora a  Cristina  che ci hai permesso di effettuare questa bella esperienza.

Giovanni Acerbi
 

foto di Giulio Ziletti