A come Amarone:

F come Famiglie e come Fratelli e soprattutto T come Tedeschi

Dell’azienda Vitivinicola Fratelli Tedeschi ,una tra le realtà familiari più antiche della Valpolicella  (documenti del 1630 attestano l’acquisto di vigneti attribuiti agli avi della famiglia) con una produzione annua di 500.000 bottiglie (di cui 150.00 di Amarone, 300.00 di Valpolicella e 50.00 di vini classici del Veronese.) abbiamo ,già, avuto modo di parlare in diverse occasioni.

Oggi grazie all’open day ,che si è tenuto presso  The Ring di C.so Lodi 49  a Milano ,abbiamo potuto fare un "ripasso" nel senso vero della parola ( e non alludiamo soltanto all’antica pratica enologica) grazie al contributo che  Sabrina Tedeschi con il consueto garbo e la grande professionalità che la contraddistingue ci ha accompagnato in quella che ha definito "un’orrizzontale" dei vini dell’azienda. 

Tutti vini di alta gamma e di gusto raffinato quelli presentati anche oggi e che hanno passato in affinamento almeno due anni in botti di rovere di slavonia. Ma incominciamo dal Capitel Dei Nicalo’  Breve appassimento Valpolicella Classico Superiore. La metodologia di questo vino ,ottenuto dalle varietà di uve rosse coltivate sulle colline moreniche della Valpolicella Classica si avvale di una tecnica di tradizionale del Veronese:l’appassimento (in realtà si tratta di una disidratazione )delle uve. Alla vista si presenta di colore rosso rubino limpido e trasparente.
Complesso l’aroma con note di sottobosco miste a vaniglia. Buona la struttura al gusto con acidità viva e alcolicità ben bilanciate.
Salendo di tono siamo ,poi, passati alla Fabriseria Valpolicella DOC Classico Superiore. Ci ha spiegato , ancora una volta, Sabrina che la parola "Fabriseria" è mediato da Fabbrica nell’accezione ecclesiatica del termine e si riferisce (come quella famosa del Duomo di Milano) a quegli enti ,anche religiosi, che erano deputati all’edificazione al restauro e alla  sorveglianza  di chiese e monumenti, a qualcosa ,comunque, di laborioso e non facile e comune.
Da qui l’attribuzione ad una linea come la Fabriseria che contraddistingue un vino  ottenuto in maniera non semplice ,prodotto in particolari annate ed in piccole quantità.
Dal colore rosso rubino anch’esso intenso limpido e trasparente il Valpolicella Superiore DOC esprime all’olfatto note di Ribes ,amarena ,cigliegia e prugna mentre al gusto si rivela un vino di struttura ricco ed equilibrato con una retro-olfazione a lungo persistente e molto elegante.
Prima di arrivare a parlare dell’Amarone,l’Azienda ne ha anche uno della stessa linea, siamo transitati da un altro interessante vino : Il Capitel San Rocco Vino di Ripasso Valpolicella DOC Superiore.
Ci troviamo di fronte ad un vino molto particolare ottenuto attraverso una pratica enologica antichissima detta del "ripasso" che consiste nell’immettere una parte di Valpolicella prodotto nell’autunno precedente sulle vinacce di Amarone dopo che quest’ultimo è  stato travasato in marzo.
Si ottiene cosi un vino di gradazione alcolica di circa 14 gradi (soprannominato per questo motivo "Baby Amarone") dal gusto fruttato e con un retrogusto persistente affine ,per le sue carteristiche olfattive e di colore, più all’Amarone che al Valpolicella.
Ci ha spiegato Sabrina che questo vino ,dato il suo prezzo accessibile, risulta interessante e competitivo rispetto al più blasonato cugino.
Ma veniamo all’Amarone della Valpolicella ottenuto da uve raccolte in vari vigneti situati sulle colline della Valpolicella Classica.
Di colore rosso rubino intenso con leggera unghia ambrata si presenta all’olfatto con note di vaniglia e di frutta dolce come ribes e mirtillo.
Di gusto robusto e persistente è un vino rotondo che da un impressione di buon bilanciamneto.
Top dei top il Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella oggi presentato in bottiglia d’annata 2006 con la confezione usata anche per lo champagne!
Il nome gli deriva dal vigneto situato a Pedemeonte di Valpolicella nel cuore della Valpolicella Classica. Alla vista si presenta di colore intenso con leggera unghia ambrata ,limpido e trasparente.
Al naso conferisce note di cigliegia, lampone e ribes amalgamate a note di legno di slavonia (nelle cui botti passa per un affinamento di 2/3 anni). E’ un gran vino non cè che dire ma forse non cosi’ facile da abbinare, adatto ai piatti di selvaggina e carni rosse  può  essere anche gustato "in meditazione" da solo ed è adatto all’invecchiamento.
Infine dopo aver assaggiato un buon pandoro e dell’ottimo cioccolato fondente ,  siamo passati per finire "in gloria" al Recioto un vino antichisssimo e autotoctono del veneto. Oggi è uno dei rari vini rossi dolci e il nome deriva dal termine dialettale "recia" o "recie" dato a quei grappoli più piccoli e radi meglio esposti al sole , alla luce e all’aria e perciò più maturi e più ricchi di zuccheri.
Il colore è straordinario di un rosso intenso, note di vaniglia e di frutti di bosco, il gusto è raffinato dolce ma non stucchevole abbastanza strutturato per la gradazione alcolica e l”invecchiamento.
Complimenti a questa azienda che ha saputo mantenere inalterate ,dopo tanti secoli ,le proprie tradizioni vinicole e che, lo scorso 14 settembre ha ,anche, partecipato( beh il nome, del resto lo richiedeva!) con le altre "famiglie dell’Amarone d’Arte" ,di cui è tra i fondatori, al Manifesto dell’Amarone D’Arte, un documento identitario e programmatico presentato  a Milano dall’associazione che riunisce 12 famiglie storiche di produttori di Amarone (Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi Agricola, Musella, Nicolis, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Venturini, Zenato).

Si perchè ,come ha tenuto a sottolineare Sabrina, occorre mantenere forte il legame che i produttori hanno con il territorio e la loro ferma intenzione di salvaguardarne storia e tradizioni. 

a cura della redazione