Viticoltura eco-sostenibile, Cantina Valpolicella Negrar:

lascia un'"impronta d'eccellenza". Insieme alla medaglia d'oro per l'Amarone Domini Veneti 2008 al Concorso internazionale "La Selezione del Sindaco", la Cantina à stata insignita del Premio Città del Vino/Cifo 2012

 

Un vino "due volte buono"  quello della Cantina Valpolicella Negrar, innanzitutto dal punto di vista qualitativo e poi per le buone pratiche adottate in vigna in fatto di sostenibilità ambientale: il duplice riconoscimento alla cantina cooperativa di Negrar arriva in occasione delle premiazioni del Concorso internazionale “La Selezione del Sindaco” 2012, avvenute lo scorso 9 luglio a Roma per mano dell’Associazione Città del Vino. Che ha insignito la Cantina di Negrar della medaglia d’oro per l’Amarone Domini Veneti 2008 e della medaglia d’argento per il Ripasso La Casetta 2009 nonché del secondo posto per il premio "Impronte d’eccellenza. Tecniche agronomiche sostenibili per una viticoltura di valore”, sezione speciale del Concorso indetta da Città del Vino e Cifo, azienda specializzata nella produzione di concimi, per promuovere tra le aziende vitivinicole le buone pratiche agronomiche sostenibili e compatibili con l’ambiente.

Maschi sessualmente confusi. In particolare, ad essere premiata è stata l’applicazione della "confusione sessuale", metodo naturale adottato da alcuni anni dalla Cantina di Negrar  (www.cantinanegrar.it) per il controllo degli insetti fitofagi, rappresentati soprattutto da tignolette, piccole farfalle le cui larve si nutrono degli acini d’uva e che provocano danni soprattutto alle uve in appassimento. "La confusione sessuale – spiega Claudio Oliboni, tecnico viticolo della Cantina – prevede l’applicazione a mano in primavera sui tralci di vite di speciali diffusori di feromoni sessuali che rimangono attivi per tutta la stagione estiva fino al momento della raccolta dell’uva e che “confondono” i maschi di tignoletta ostacolando  il loro incontro con le femmine. In questo modo, gli accoppiamenti degli insetti vengono molto limitati, con conseguente riduzione della popolazione e danni insignificanti per l’uva". "Nel 2011 – aggiunge Oliboni -  laddove i diffusori non si sono dimostrati sufficienti al contenimento della tignoletta, abbiamo utilizzato con buoni risultati anche un altro prodotto biologico, il Bacillus Thurigiensis var. Kurstaki. I costi di applicazione dei metodi naturali sono leggermente superiori a quelli sostenuti per la difesa convenzionale, ma i vantaggi in termini di rispetto e tutela dell’ambiente, nonché della salute degli operatori, dei cittadini e dei consumatori sono davvero impagabili”.

a cura della redazione