Barone Pizzini:

premiato un extra brut bio

Tutti sanno che  Barone Pizzini una delle più  antiche aziende vitivinicole della Franciacorta nata nel 1870 dall’omonima famiglia nobiliare che, già, dalla metà degli anni 90′ sul modello di grandi cantine francesi, ha dato l’avvio alla sperimentazione della "viticoltura biologica" il che significa che in campagna, per la difesa e il nutrimento delle piante, vengono usate solo sostanze che si trovano in natura o che l’uomo può ottenere con processi semplici. Quindi niente elaborazione chimica o manipolazione genetica, niente OGM, fertilizzanti o pesticidi chimici di sintesi per cui oggi, in tutte le tenute dell’azienda, presente anche in altre regioni vocate come Toscana (a Scansano, con il Morellino), Marche (nei Castelli di Jesi con il Verdicchio) e Puglia (nel Salento, con gli autoctoni Primitivo e Negroamaro), nascono vini ,esclusivamente, da uve bio mentre tutti i vigneti Barone Pizzini sono certificati secondo il disciplinare della viticoltura biologica e l’impegno dell’Azienda continua anche dopo, con metodi di lavorazione in cantina volti a preservare intatte le caratteristiche che la natura ha saputo donare all’uva. Per questo motivo , il numero  di riconoscimenti ottenuti dalle bio-bollicine Barone Pizzini, si è arricchito di una nuova menzione grazie al titolo di migliore spumante bio in Italia ottenuto grazie all’ Extra Dry che conferma cosi’ l’eccellenza della produzione vitivinicola della storica azienda franciacortina. E’ nella rinomata guida ai vini biologici d’Italia 2009 che l’autore e critico gastronomico Pierpaolo Rastelli seleziona e premia i vini più meritevoli per i loro principi di  biodiversità, originalità e carattere, senza dimenticarne i tradizionali e imprescindibili elementi di armonia, eleganza, complessità e profondità gustativa. L’Extra Dry Barone Pizzini, degustato alla cieca all’interno di un gruppo omogeneo di bollicine e spumanti da viticoltura biologica, si è, cosi’, distinto tra gli altri per la sua “buona complessità al naso, dove l’effetto dei lieviti su uve perfettamente maturendi chardonnay ha generato intensi ricordi di dolci di frutta e il tipico sentore di crosta di pane. In bocca è morbido ma elegante, ben strutturato e al tempo stesso dotato di grande piacevolezza. Molto versatile anche a tavola, accompagna dall’antipasto sino al dessert, per i palati più dolci.”
Extra Dry di Barone Pizzini è anche l’unico Franciacorta ad essersi aggiudicato l’ambito e prestigioso premio; gli altri spumanti premiati provengono infatti dal Veneto per la maggior parte, Lazio e Basilicata
I numeri del biologico nel mondo e in particolare in Italia sembrano non conoscere crisi e lo dimostra proprio la dodicesima edizione della guida di Pierpaolo Rastelli, che ,annualmente, riunisce i migliori vini ottenuti da agricoltura biologica e biodinamica prodotti da aziende certificate. All’interno della guida quest’anno sono stati selezionati oltre 700 vini provenienti da 184 cantine, circa 200 bottiglie bio in più rispetto all’anno passato, a dimostrazione di come le aziende vitivinicole abbiano acquisito maggiore consapevolezza dello stretto legame tra viticoltura biologica e vino di qualità.
Esempio tra tutte e pioniera di tale filosofia produttiva in Franciacorta è stata l’azienda vitivinicola Barone Pizzini che da oltre 10 anni produce bollicine DOCG da viticoltura biologica e la cui scelta non solo si sta rivelando qualitativamente, strategicamente ed eticamente corretta, ma è anche sempre più condivisa dalla critica e dagli esperti del settore in quanto garanzia di qualità e gusto.
Ulteriore riconoscimento è stato assegnato all’azienda nella classe dei vini dolci dove il Curina, il verdicchio passito che nasce nella tenuta Pievalta di Barone Pizzini, nei Castelli di Jesi, è stato indicato tra i migliori della categoria: “Naso molto balsamico, mentolato, ritrovato in un gusto fresco, integro, magari non troppo dolce ma armonico e molto fine.”
L’azienda, onorata da questi importanti premi a livello nazionale, si prepara ora per partire con un ulteriore stimolo per Norimberga, dove dal 19 al 22 febbraio si svolgerà il Biofach, il più importante appuntamento mondiale del mercato biologico che quest’anno celebra il suo ventennale. La ventesima edizione si preannuncia ricca di successi e di positive sorprese soprattutto per la delegazione italiana che si presenta con oltre 300 espositori a testimonianza del rilievo raggiunto dal bio italiano nel panorama economico europeo e mondiale.
Chapeau a questa azienda che ha capito ,anzitempo,l’importanza del ritorno dell’uomo alla natura secondo lo slogan "il futuro in vigna".
Gianni Acerbi