L'azienda vitivinicola franciacortina Barone Pizzini:

La guida ai vini biologici 2010 riconosce e premia anche quest'anno la qualità e il gusto delle bollicine Barone Pizzini la guida ai vini biologici 2010 riconosce e premia anche quest'anno la qualità e il gusto de

L’azienda vitivinicola franciacortina Barone Pizzini inaugura il 2010 con un nuovo riconoscimento attribuito alle sue bollicine da viticoltura biologica, di cui è pioniera in Franciacorta: la prestigiosa Guida ai vini biologici d’Italia 2010 ha premiato il Franciacorta DOCG Saten di Barone Pizzini come miglior spumante bio in Italia, ricompensando il continuo impegno dell’azienda nel proporre al pubblico etichette che abbiano raggiunto la miglior sintesi tra alta qualità e rispetto per l’uomo e la terra.

La Guida del critico enogastronomico Pierpaolo Rastelli, giunta quest’anno alla tredicesima edizione e considerata ormai un “must have” tra le guide enogastronomiche, rappresenta uno dei più completi manuali per sommelier, esperti di vino o più semplicemente appassionati wine-lover, riunendo i migliori vini da viticoltura biologica e biodinamica prodotti da aziende certificate e offrendo descrizioni precise della provenienza e delle caratteristiche organolettiche di ciascuno. 

A testimonianza del fatto che la cultura del “bio” non riguarda più soltanto un fenomeno di nicchia ma si è diffusa fino a diventare una reale esigenza sempre più ricercata da produttori e consumatori, quest’anno le aziende presenti nella guida sono diventate 211 e i vini recensiti 776 (nel 2009 le cantine erano 184 e i vini degustati 700).

Tra i vini degustati alla cieca, 110 hanno ottenuto un particolare menzione e per la Franciacorta Barone Pizzini è stata l’unica cantina a distinguersi, conquistando il titolo di miglior spumante bio in Italia con il Saten e due menzioni speciali per il Franciacorta Extra Dry DOCG e il Franciacorta Bagnadore 2004 Pas Dosé.

Già nella scorsa edizione della Guida, Barone Pizzini era stata l’unica bollicina bio della Franciacorta a ricevere la preferenza della giuria: l’anno scorso l’azienda era stata infatti premiata per il suo Extra Dry.

Forte di questi premi che stimolano l’attività produttiva e commerciale di Barone Pizzini che vede i suoi sforzi riconosciuti e ricompensati dalla critica e dal mercato, l’azienda si prepara ad affrontare un nuovo anno all’insegna della qualità e della diffusione della propria filosofia produttiva.

Mancano poche settimane al Biofach di Norimberga e già si prevedono importanti annunci dal mondo del mercato biologico che nonostante il periodo di crisi economica ha visto una buona crescita sia in termini di qualità che di produzione sostenibile.

Barone Pizzini sta inoltre guardando avanti al prossimo Vinitaly, dove ad aprile si presenterà come ogni anno portando la migliore selezione di vini bio provenienti dalle sue tenute, offrendo l’opportunità di degustare le sue distintive bollicine ma anche nuovi nettari bio. 

  Barone Pizzini:Viti & Cultura Bio

Nata nel 1870 dall’omonima famiglia nobiliare, Barone Pizzini è una delle più antiche aziende vitivinicole della Franciacorta, terra di bollicine d’eccellenza, dove è la prima azienda ad aver applicato i metodi della viticoltura biologica.

Una scelta intrapresa a metà degli anni novanta perché ritenuta condizione essenziale per viti “vive”, da cui ottenere uve sane, per vini di alta qualità che fossero la più integra espressione del terroir.

 “Viticoltura biologica” significa che in campagna, per la difesa e il nutrimento delle piante, si usano solo sostanze che si trovano in natura o che l’uomo può ottenere con processi semplici, niente OGM, fertilizzanti, diserbanti o pesticidi di sintesi.

Con un investimento complessivo di 20 milioni di euro e con oltre 13 milioni di netto patrimoniale, ai vigneti in Franciacorta (47 ettari di cui 27 di proprietà), Barone Pizzini ha affiancato altri vigneti in territori vocati: la tenuta Pievalta nelle Marche (29 ettari di proprietà su due vigne che, secondo la tradizione, sono tra le più vocate dei Castelli di Jesi) dedicata alla valorizzazione del Verdicchio; la tenuta dei Poderi di Ghiaccoforte, in Maremma a Scansano (25 ettari di proprietà, adiacenti ad un sito archeologico dal quale deriva il nome etrusco della tenuta) dove domina il Sangiovese e si coltiva l’ulivo per produrre un’edizione limitata di bottiglie da selezionate cultivar. 

In Salento si è stretta una partnership con l’azienda agricola Tenuta del Barco, 15 ettari dedicati alla coltivazione di vitigni che sono la massima espressione del territorio, Negroamaro, Primitivo e Fiano Minutolo.

Tutte le Tenute che hanno in comune il marchio Barone Pizzini sono concentrate esclusivamente sulla produzione di uva da agricoltura biologica e biodinamica (nelle Marche) e sulla vinificazione, e fanno parte di un ambizioso progetto vitivinicolo, i cui confini, estesi oltre la Franciacorta, disegnano  alleanze e progetti orientati a piccole produzioni di qualità.

I soci fondatori del progetto, ai quali si sono affiancati  dipendenti e collaboratori, sono accomunati dalla passione per il vino, dall’amore per la propria terra e dal desiderio di una sfida volta a coniugare sviluppo e rispetto per la persona e l’ambiente.

Sono attualmente  100 gli ettari gestiti, per una produzione di circa 500.000 bottiglie: 340.000 in Franciacorta di cui 170.000 bollicine, 100.000 in Toscana, 66.000 nelle Marche . A queste si aggiungono 60.000 bottiglie dell’azienda partner in Puglia.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa Barone Pizzini -  Carl Byoir & Associates

tel: 02 3314593

Annalisa Nunziata – annalisa.nunziata@carlbyoir.com

Giulia Wagner – giulia.wagner@carlbyoir.com

 A cura della redazione