Il “Gallo” canta da 40 anni :

"chicchiricch?"?

 

Si è tenuta lo scorso 7 luglio presso il ristorante Cracco, di via Victor Hugo, 4, a Milano, alla presenza di Mario Pieve, Presidente del Riso Gallo e Marco Testa, presidente dell’Agenzia di comunicazione Armando Testa, l’evento per la celebrazione del marchio “Chicchiricchi” di proprietà dell’omonima azienda con la presenza e la coordinazione dell’eclettico mass-mediologo Igor Rigetti, che ha formulato  alcune domande con la voce del simpatico attore e regista Carlo Verdone. 
Dopo aver ,opportunamente, evidenziato i risultati del gruppo per il 2007, essendo il riso Gallo il riso più venduto in Italia e la marca preferita dagli italiani, con il 23,5% di quota di mercato e un aumento dell’anno in corso dell’1% rispetto all’anno precedente, nonostante l’incremento dei prezzi del riso, che non incidono comunque più del costo di un paio di tazze di caffè al giorno, considerato anche il basso costo di tale materia prima, sostiene Mario Pieve, è stata presentata attraverso sketch pubblicitari a partire anche dagli anni settanta e quindi, anche a partire da “Carosello” la storia del marchio “Chicchiricchi” fino ai giorni nostri.
Interessantissima la spiegazione sull’origine di tale nome e quindi di tale marchio fornita dal Dott. Testa  che ha raccontato come, appunto, ai tempi di “Carosello” non fosse possibile menzionare durante lo spazio pubblicitario il nome del prodotto per più di tre volte, per cui si era trovato lo stratagemma di usare un suono per così dire onomatopeico come il verso del gallo che veniva così utilizzato tutte le volte che si voleva senza menzionare il nome dell’animale che copriva il prodotto.
Altrettanto interessante il racconto fatto dal presidente su come l’azienda di famiglia fosse stata fondata a metà dell’Ottocento (per la  precisione nel 1856 a Genova) e come, parallelamente, fosse stato aperto un altro stabilimento in Argentina per far fronte alle necessità del mercato sud americano e fu proprio in Argentina il luogo in cui ebbe origine lo storico marchio del Riso Gallo dove  un suo antenato ebbe l’intuizione di usare il nome di un animale, e nella fattispecie il gallo, da imprimere sui sacchi di riso essendone  facile per persone non istruite e per di più analfabete il riconoscimento. Sempre in Argentina  , avvenieristicamente, suo nonno negli anni quaranta, racconta sempre Preve,  decise con l’aiuto di un altro grande imprenditore italiano di allora, pure lui in Argentina, un certo Sig. Campari, di aprire una fabbrica di imballaggi di cartone al fine di sostituire , così i fatidici sacchi di iuta pesanti a volte diversi kg con un cartone da 1 kg.. Fu rischioso anche se Campari promise che il rischio in caso di insuccesso sarebbe stato completamento da lui  interamente sopportato , ma si dimostrò, invece, un successo enorme, soprattutto durante la seconda guerra mondiale quando in America dove avevano già scoperto il riso “Parboiled” con cottura quasi istantanea ma con la caratteristica di essere sempre al dente, il loro prodotto fu utilizzato dai soldati per il loro rancio. Il Gallo sta ora, paradossalmente, invadendo, racconta Testa, le tavole del mercato – Cina + India – dove i rappresentanti e i promoters dell’Azienda hanno insegnato e stanno insegnando alle massaie di quei paesi a cucinare il risotto perché no alla “milanese”.
Riso Gallo rappresenta dunque la perfetta armonia del vecchio e del nuovo che convivono, della tradizione e della costante attenzione verso il prodotto che si sposano da sempre con l’alto grado di tecnologia, con il costante impulso verso ricerca e sperimentazione, con particolare cura del marketing, della comunicazione e della pubblicità.
 Riso Gallo è oggi una realtà all’avanguardia nel panorama dell’industria alimentare made in Italy. Dal riso bianco ai Risotti Pronti, dai mix di cereali ai Grandi Risi dal mondo, dalla pasta di riso all’innovativa Linea Espresso, dagli arancini ai risotti surgelati, Riso Gallo è l’espressione della fantasia in cucina, grazie ad un assortimento ampio e completo di varietà, preparazioni e di gusti in grado di soddisfare le diverse esigenze dei consumatori, offrendo di volta in volta un riso tradizionale, veloce, raffinato, esotico…ma sempre naturale, di qualità controllata e soprattutto ottimo.
Evviva il Gallo “Chicchiricchi”.
Gianni Longhini.