“Il Canton Ticino nel bicchiere e nella Cultura” parte prima

alla scoperta di quel lembo di terra elvetica incuneata nel cuore della Lombardia che, fra laghi e monti, riserva agli appassionati sorprendenti perle enologiche, Turistiche e Culturali

E’ stato, come sempre, un bel tour,  quello organizzato ieri da Cristina Thompson e che ha avuto , ancora una volta ,come  meta la vicina Svizzera.

Partiti da Milano ,sul far del mattino, con un bel cielo blu, arriviamo  attraverso il valico di Brogeda, in territorio elvetico  dove troviamo ad attenderci  l’inossidabile Francesco Tettamanti che, come Virgilio con Dante ,ci prende  per mano fino a Giubiasco ,un comune svizzero nel distretto di Bellinzona di circa 8.000 abitanti che  si trova nel Sopraceneri.

Il Passo del Monte Ceneri (554 m s.l.m.) è un valico alpino che divide il Canton Ticino nelle due principali regioni, quella settentrionale il  Sopraceneri, e quella meridionale  il  Sottoceneri. Dal punto di vista orografico il passo separa le Prealpi Varesine (ad ovest) dalle Prealpi Comasche (ad est). Il passo è ,facilmente, valicabile percorrendo la strada cantonale mentre l’autostrada (quella che abbiamo percorso noi)  e la linea ferroviaria del San Gottardo lo attraversano con un tunnel.

Le due regioni sono molto diverse oltre che per cultura e tradizioni anche perchè  la natura dei terreni è differente come  ci spiega Tettamanti ,nel Sopraceneri, la roccia sulla quale si è formato il suolo é di origine cristallina con granito e gneiss con terreni piuttosto acidi mentre nel Sottoceneri i suoli sono più ricchi di argilla quindi di struttura più pesante con buoni livelli di fertilità. Tali differenze incidono ,notevolmente, sul tipo di vino prodotto la cui storia  riflette ,naturalmente, le origini del territorio.

A Giubiasco inizia il nostro percorso enogastronomico, prima con la visita alla cioccolateria Stella e poi con quella alla cantina Giubiasco SA .

Fondata nel 1928 da Achille Vannotti come azienda familiare, Chocolat Stella SA  viene  assorbita nel 1980  dalla Chocolat Bernrain AG di Kreuzlingen e nel 1988 si trsferisce  a Giubiasco.
Nel 1994, quale prima industria alimentare in Ticino, Chocolat Stella Sa ottine  la certificazione di qualità secondo le norme ISO 9001/EN 29 001 e secondo le norme inglesi BRC.

 

 

L’azienda è specializzata nella produzione di cioccolato di alta qualità, assolutamente paragonabile a quella dei marchi svizzeri più conosciuti a livello internazionale. Tuttavia mantiene una marcia in più con prodotti di nicchia e biologici  presenti sul mercato con i marchi della Chocolat Stella come pure con quelli dei vari  clienti (Private Label) tra cui ci dicono anche L’Esse Lunga ne faccia parte . La visita è interessantissima e comprende tutte le fasi della lavorazione che vanno dalla preraffinazione alla raffinazione vera e propria, al concaggio, al temperaggio, al modellaggio, al colaggio a forme e all’incarto.

Al termine "dulcis in fundo" ,si fa per dire, ci viene permesso di assaggiare i vari prodotti dell’azienda che vanno dal cioccolato biologico, a quello funzionale (con l’aggiunta di vitamine) al  tradizionale, al dietetico, a quello con l’amaretto, con il ginger ,con l’arancio, il peperoncino e via discorrendo. Insomma un trionfo di gusti e di sapori nonchè di odori, pardon di profumi!

Al termine con una crisi iperglicemica in atto siamo pronti per la visita, sempre a Giubiasco dell’omonima Cantina di Adriano Petralli amico e compagno di scuola Francesco Tettamanti come i due tengono, giustamente, a far rilevare.

La Cantina di Giubiasco sorge nel cuore di una pregiata regione viticola collinare. Qui storia e tradizione hanno lasciato la loro impronta sul territorio: ne sono una testimonianza i castelli di Bellinzona, dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. I nostri vini raccontano la storia della loro terra di origine" riferisce con orgoglio Petralli parlando dei suoi vini e del merlot vinificato in bianco di cui si definisce "il padre adottivo".

 

 

Fondata nel 1929, l’azienda vinifica il raccolto di circa 600 viticoltori ed assicura lo smercio di circa  il 9% dell’intera produzione vitivinicola cantonale. La quasi totalità dell’uva ritirata dalla Cantina proviene dai distretti di Bellinzona e Locarno. Valorizza principalmente una viticoltura di tipo tradizionale, costituita da piccole e medie parcelle situate in zona collinare. Con le uve pregiate Merlot, le quali rappresentano il principale vitigno vinificato dalla Cantina, si producono vino bianco, rosato e rosso.

Ci vengono proposti per l’assaggio del Bucaneve 2012 , un Merlot vinificato (presto) in bianco, molto profumato , uno Chardonnay che passa 12 mesi nei legni, un vino di nicchia molto partcolare , un Rosso Riserva 2010 , l’unico che nella Cantina ha l’onore del passaggio nelle botti grandi e infine un Camorino 2009 affinato in barriques che potrebbe ancora invecchiare,tranquillamente, per almeno altri 5 anni senza nulla perdere.

Ma siamo in ritardo ed è l’ora del pranzo previsto al Grotto del Castel Grande dove a farci gli onori di casa ci aspetta Gianluca Cantarelli Direttore di Bellinzona Turismo.

.

Salumi nostrani, brasato di manzo e maialino al forno accompagnati da patate rosolate e verdure di stagione ci salvano da un calo ipoglicemico ormai certo visto che son già passate da un bel po’ le 13,00 ora ,ormai, tarda per una cucina svizzera anche se ,saggiamente,  affidata nelle mani della Scuola superiore alberghiera e del turismo di Bellinzona (SSAT) diretta da Didier Werner

Opportunamente rifocillati da questo magnifico intermezzo veniamo accompagnati da Paolo Germann, la nostra guida locale, per un bel percorso che passa attrraverso le mura dei castelli di Bellinzona.

Bellinzona capitale del Canton Ticino e capoluogo del distretto omonimo  conta 18.008 abitanti,  mentre l’agglomerato e distretto conta oltre 48.000 abitanti. La città è attraversata da nord e in direzione ovest, marginalmente rispetto al centro cittadino, dal fiume Ticino che un  tempo ci racconta la nostra guida esondava parecchio  tanto da rendere insalubre e malarica la zona.

Incerta è l’etimologia del nome anche se ,certamente,come afferma  Paolo, di chiari origini celtiche. La città è ,sempre, stata un importante punto di passaggio, infatti da qui si diramano le principali arterie stradali e autostradali sull’asse nord-sud verso i passi alpini del San Gottardo (o la galleria autostradale) del Lucomagno, del San Bernardino e della Novena.

La città viene nominata, per la prima volta, in un noto passo di Gregorio di Tours che descrive la calata, nel 590 d. C., dei franchi in discesa dal Lucomagno in guerra contro i longobardi asserragliati nella fortezza di Bellinzona. Gregorio precisamente, dopo avere nominato Milano, nel descrivere il luogo dove fu ucciso il combattente franco Olone scrisse:
 
« Olo autem dux ad Bilitionem huius urbis castrum, in campis situm Caninis, inportunae accedens, iaculo sub papilla sauciatus, cecidit et mortuus est »

Gregorio qualificava , quindi, già allora, Bellinzona come una fortezza appartenente alla città di Sant’Ambrogio.

 

Durante il Medioevo Bellinzona viene a lungo contesa tra Como e Milano, per poi entrare stabilmente nell’orbita milanese a partire dal XV secolo. Risalgono a quest’epoca i tre stupendi castelli, simbolo stesso della città. Nel 1500, in seguito alle complesse vicende politico-militari del Ducato di Milano, Bellinzona cade in mano agli svizzeri.

La città rimarrà controllata come baliaggio (una specie di colonia) fino alla fine del ’700, quando l’intervento di Napoleone e una serie di rivolgimenti interni portano alla nascita del Cantone di Bellinzona prima (1798) e, poi, nel 1803 dell’unico Cantone Ticino, di cui Bellinzona è capitale. Dopo il 1815 tale ruolo sarà attribuito invece a turno anche a Locarno e Lugano. Soltanto nel 1878 Bellinzona diventa defintivamente sede del governo cantonale ticinese.

 

a cura della redazione

foto di Giulio Ziletti

vedi in questa rassegna la seconda parte dell’articolo