Presentata a Milano:

FuoriDallaRete Onlus. Il nuovo punto di riferimento per il DOC

Il disturbo ossessivo-compulsivo o DOC (in inglese obsessive-compulsive disorder o OCD) chiamato anche sindrome ossessivo-compulsiva o SOC (in inglese obsessive-compulsive syndrome o OCS)e conosciuto come disturbo ossessivo-coattivo, sindrome ossessivo-coattiva o semplicemente come disturbo ossessivo e sindrome ossessiva, è una patologia  consistente in un disordine psichiatrico che si manifesta in una grande varietà di forme che possono andare dai disturbi alimentari (anoressia, bulinimia nervosa, bing eating disorder) ai disturbi cosiddetti( accumulo,gioco d’azzardo patologico, sindrome di Gilles  De La Tourette) e via discorrendo.  Principalmente è tuttavia,caratterizzato dall’anancasmo (dal greco antico ananke che significa destino ineluttabile), una sintomatologia costituita da pensieri ossessivi associati a compulsioni (azioni particolari o rituali da eseguire) che tentano di neutralizzare l’ossessione ,il soggetto  non può evitare di compiere cioè alcune azioni o di avere determinati pensieri fino ad arrivare all’eccessiva pedanteria, scrupolosità e persino moralità.
Le ricerche hanno dimostrato che il DOC è molto più comune di quanto si possa pensare. Circa 1 su 50 tra adolescenti e adulti è affetto da disturbo ossessivo-compulsivo  e da  patologie ad esso correlate che compaiono tra i 6 e i 15 anni nei maschi e tra i 20 e i 29 nelle donne, in base alla specificità del disturbo e alla frequenza dello stesso entrambe legate al genere e, se non viene curato,  di solito  tende a cronicizzare e ad aggravarsi progressivamente.
A causa della natura molto personale di questo disordine, e anche per via della paura di essere giudicati, potrebbero esistere molte persone afflitte da DOC che tuttavia lo nascondono, e la percentuale grazie al cosiddetto "sommerso" diventa cosi ,assai, più ,alta.
Di questo argomento e soprattutto  di come darne risalto per aiutare a parlarne  e a rendere consapevoli per uscire  dal tunnel coloro che ne soffrono si è discusso oggi durante una conferenza stampa tenutasi a Milano a Palazzo Serbelloni dove è stata presentata L’ASSOCIAZIONE “FUORI DALLA RETE” IL NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL DOC.
Relatori Laura Bellodi, Direttore del centro disturbi d’ansia e osssessivo compulsivi del San Raffaele di Milano, , Roberto Ciaccio, Presidente dell’Associazione, l’Avv. Mimosa Viglietti, Vicepresidente e Giampaolo Landi di Chiavenna,assessore alla salute del Comune di Milano.
A moderare l’incontro Filippo Grassia giornalista sportivo con vocazioni mediche.
"l’Associazione nata nel 2009 ha spiegato il Dr. Ciaccio con l’obiettivo di rispondere concretamente ai bisogni di tutte le persone affette da DOC,è stata fortemente voluta da medici,pazienti e dalle loro famiglie, ovvero da tutti i soggetti che, direttamente o indirettamente, sono stati coinvolti con il DOC, constatando che, ad oggi, gli strumenti disponibili per la diagnosi tempestiva e l’attuazione delle necessarie strategie terapeutiche sono largamente insufficienti"."Tra le finalità istituzionali e sociali dell’Associazione – ha continuato Ciaccio- spicca la volontà di perseguire tramite una corretta informazione, testimonianze, forum e manifestazioni, la tutela del diritto alla salute e ad una vita dignitosa per chi è affetto da DOC, in un’ottica di umana solidarietà. Questo, impegnando al meglio le risorse umane di cui disponiamo, fornendo assistenza diretta e indiretta ai pazienti e
alle loro famiglie per affrontare le problematiche di varia natura (clinicoassistenziale e socio-relazionali) che essi devono affrontare nel percorso di cura. Con la chiara consapevolezza che l’elemento fondamentale per la riuscita del progetto è la creazione di strette sinergie con tutte le competenze professionali e i ruoli istituzionali coinvolti.»
Ma quali sono i principali sintomi ,come si manifesta ,concretamente,questa patologia e , soprattutto, quali sono le terapie?«Il DOC – ha spiegato la Dr.ssa Bellodi- è un disturbo psichiatrico che si manifesta in pensieri ossessivi, spesso
associati a comportamenti compulsivi. Pensiamo, ad esempio, ad ossessioni quali la paura di germi, virus e batteri, la paura di sbagliare o di comportarsi in modo socialmente inaccettabile, il bisogno eccessivo di ordine e simmetria, la paura di causaredanni ad altre persone, le preoccupazioni religiose e sessuali, ma anche a comportamenti o azioni ripetitivi come la pulizia e il lavaggio continui, il controllo, l’organizzazione degli oggetti per colore o dimensione, la collezione o l’accumulo, il contare numeri o ripetere parole e frasi senza motivo o senso. Tuttavia, a causa della natura molto intima del DOC, il disturbo è spesso tenuto nascosto e vissuto "nell’ombra" per il timore di essere giudicati. Ecco perché riteniamo che il sommerso di questa patologia sia certamente molto più ampio di quanto le statistiche attualmente documentino».«Le cure oggi disponibili per questa patologia, farmacologiche e non, consentono a molti pazienti di migliorare la propria condizione – ha continuato la prof.ssa Bellodi – ma per molti di essi si dimostrano inefficaci. Ecco perché abbiamo l’obbligo di migliorare le nostre conoscenze sulle cause di queste
patologie, allo scopo di trovare cure che siano adeguate".
"Le persone che ne soffrono spesso non se ne rendono conto- ha osservato nel proprio intervento Landi di Chiavenna- riferendosi alla sintomatologia del gioco patologico a volte incoraggiato anche dallo Stato che però deve rivisitare, in maniera più omogenea  e soprattutto meno ambigua ,il proprio operato perchè da un lato cerca di capire le problematiche attraverso il volontariato ma dall’altro specula con le sale da gioco".
"E’ bello ,comunque, sdoganare il problema come ha deciso di fare questa Associazione senza paura di pensare a quello che dirà il vicino di casa"- ha concluso Chiavenna.
Ecco perché FuoriDallaRete Onlus che si richiama nel nome ad una famosa poesia di Montale – ha proseguito poi Ciaccio- si propone di diventare il più aggiornato punto di riferimento per le persone con DOC e i loro famigliari, fornendo
consulenza, aiuto e supporto, anche attraverso la diffusione di una sempre maggiore conoscenza del disturbo e informando sulle tutte le possibili soluzioni terapeutiche oggi a disposizione degli specialisti.
Infatti, l’esordio in soggetti giovani, o addirittura adolescenti, e le fluttuazioni caratteristiche dei sintomi della patologia negli anni, comportano un pesantissimo coinvolgimento anche delle famiglie, con conseguenze a volte davvero drammatiche sul piano del funzionamento personale e relazionale, senza che a livello Istituzionale ci siano gli strumenti adeguati per sostenerne
le difficoltà emotive e pratiche."
Riferimenti ad esperienze personali sono stati ,poi, fatti da Mimosa Viglietti  e da Dino Pregevole che ha raccontato come 4 mesi fa la sua vita sia radicalmente  cambiata dopo avere incontrato la Dr.ssa Bellodi .

FuoriDallaRete Onlus si propone anche di sostenere la ricerca scientifica in ambito clinico, secondo un modello bio-psico-sociale, raccogliendo fondi per progetti di ricerca e borse di studio.
Altri obiettivi dell’Associazione sono di promuovere un atteggiamento di solidarietà dell’opinione pubblica nei confronti del DOC, attraverso una corretta divulgazione scientifica e di proporsi come punto d’incontro per la condivisione di informazioni, di esperienze e di risultati sul piano clinico e della ricerca.
Inoltre, visitando il sito www.fuoridallarete.org si potranno trovare informazioni riguardanti le patologie, i centri di riferimento a cui rivolgersi a livello nazionale e, registrandosi, sarà possibile partecipare attivamente al Forum dell’Associazione.

Chapeau all’Associazione ,ai suoi fondatori e ai suoi lodevoli scopi.
a cura della redazione