Cancro della prostata:

una corretta informazione e la diagnosi precoce le due armi principali per combatterlo

Il carcinoma prostatico o più comunemente noto come cancro della prostata  è un tipo di tumore che si sviluppa a carico della prostata, una ghiandola dell’apparato genitale maschile collocata nella parte frontale del retto, circa 5 cm dopo l’ano, e parte di essa può essere toccata durante un esame rettale. La patologia  si sviluppa quando le cellule di quest’ultima  mutano e iniziano a moltiplicarsi al di fuori dei meccanismi di controllo. Tali cellule possono dare luogo a metastasi dalla prostata ad altre parti del corpo, specialmente alle ossa e ai linfonodi. Il tumore alla prostata può causare dolore, difficoltà alla minzione, disfunzione erettile ed altri sintomi.
La frequenza del carcinoma prostatico nel mondo è largamente variabile. È meno comune nell’Asia meridionale ed orientale, più comune in Europa, con ampie differenze tra Paese e Paese, e ancora più comune negli Stati Uniti. Secondo l’American Cancer Society, il carcinoma prostatico è meno comune tra gli uomini asiatici e più comune tra gli uomini di colore, mentre gli uomini europei si collocano nel mezzo. "Nel nostro Paese ogni anno si registrano oltre 30.000 nuovi casi di cancro alla prostata e 8.000 decessi legati a questa patologia e tali numeri sono destinati ad aumentare in futuro- ha affermato, con allarmismo,il Presidente della Società Italiana di Urologia (SIU) , Francesco Rocco, durante una conferenza stampa tenutasi oggi 16 settembre nella splendida location del Circolo della Stampa di Milano. Hanno partecipato alla conferenza oltre a Rocco anche Vincenzo Mirone,Segretario Generale della SIU e Lucio Vizioli, Presidente della Commissione Salute del Dipartimento per le Pari Opportunità.    
Il tumore alla prostata si sviluppa più frequentemente negli ultra cinquantenni, è il secondo più comune tipo di tumore negli Stati Uniti, dove è responsabile del maggior numero di morti da tumore, dopo il tumore dei polmoni. Molti fattori, compresa la genetica e la dieta, sono stati implicati nello sviluppo del carcinoma prostatico, ma ancora oggi non è una malattia prevenibile.
Per questo la SIU si dissocia dalle critiche alla campagna di sensibilizzazione "Non è la fortuna che batte il tumore alla prostata. È la prevenzione" promossa dal Ministero della salute e dal Minïstero delle Pari Opportunità, mosse da un parte della stampa medica e da alcune Società Scientifiche nazionali, ha spiegato il Prof. Rocco.
"La corretta informazione e la diagnosi precoce sono, infatti, le due armi principali, perchè questo tipo di tumore è spesso, inizialmente del tutto asintomatico"-gli ha ha fatto eco, Vincenzo Mirone- aggiungendo che" scoprirlo in fase iniziale consente al medico di valutare la migliore strategia terapeutica per ottenere la guarigione e mantenere elevata la qualità di vita del paziente".
Mirone ha poi chiarito che "non esiste ad oggi alcun esame che da solo consenta di diagnosticare con certezza il cancro della prostata"
Il tumore prostatico viene più spesso scoperto all’esame clinico o tramite esami ematici, come la misurazione del PSA (antigene prostatico specifico).
"Naturalmente, sarà compito dell’urologo -continua Mirone- valutare se un eventuale innalzamento dei valori del PSA sia legato all’aumento di volume della prostata, ad una patologia infiammatoria o ad un tumore della ghiandola." Un sospetto tumore alla prostata è ,tipicamente, confermato tramite l’asportazione di un frammento di tessuto (biopsia), e il successivo esame istologico. Si può ricorrere ad ulteriori test come l’ecografia, la radiografia e la scintigrafia, per determinarne la diffusione e se il tumore abbia o meno originato metastasi.
È tuttavia di grande importanza rilevare che eseguire periodicamente, sempre su consiglio medico, il dosaggio del PSA consente  di ridurre la mortalità cancro-specifica del 30-50%, "al pari di altri test la cui efficacia è universalmente accettata quali la mammografia per il cancro al seno e la ricerca dels nague occulto nelle feci per il cancro al colon-retto" ha chiosato Vizioli.
Il tumore prostatico si può trattare con la chirurgia, la radioterapia, la terapia ormonale, occasionalmente la chemioterapia, o combinazioni di queste. L’età e lo stato di salute del paziente, così come la diffusione del tumore, l’aspetto microscopico, e la risposta al trattamento iniziale, sono importanti per determinare la prognosi.
La battaglia della SIU contro la cattiva informazione – hanno concluso i relatori-verte ,pertanto, attorno ad un unico, chiaro messaggio, un appello rivolto agli uomini italiani che dovrebbero imparare dalle proprie compagne (che non esitano, invece,in numero di gran lunga maggiore ,ad effettuare  il paptest per un’eventuale diagnosi precoce del cancro all’utero): "dopo i 50 anni, andate dall’urologoun avolta ll’anno e sottoponetevi ad un semplice prelievo del snague per eseguire il test del PSA e in caso di dubbio, chiedete al Vs medico. La lotta contro il cancro alla prostata si vince ,infatti, sul tempo"
Ê quindi proprio il caso di dire che chi  ha tempo non aspetti tempo!
Giovanni Acerbi