15 settembre:

giornata europea della prostata

 

L’importanza di una strategia a tutto campo per la prevenzione di tutte le patologie legate alla ghiandola fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo. Attenzione a non sottovalutare l’insorgenza di primi ‘campanelli d’allarme’, quali i disturbi della minzione, che se ignorati possono mettere a rischio il sistema urinario.

Sabato 15 settembre si celebra anche in Italia la giornata Europea della prostata con lo scopo di sensibilizzare sulla prevenzione di tutte le patologie prostatiche, oltre che sulla diagnosi precoce dei tumori ad essa correlati.

La prostata[1] è un organo fibromuscolare e ghiandolare maschile, delle dimensioni di una castagna, che si trova al di sotto della vescica e circonda l’uretra. È una ghiandola fondamentale per la salute e il benessere dell’uomo, in quanto la prostata riveste una importante funzione nella produzione del liquido seminale, fornendo componenti fondamentali alla sopravvivenza e alla qualità degli spermatozoi. Ma la prostata può essere la sede di malattie infiammatorie quali le Prostatiti, l’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), e tumori maligni quali l’Adenocarcinoma Prostatico. L’organo trovandosi situato sotto la vescica e intorno all’uretra può, inoltre, influire sul modo di urinare: quindi ogni volta che insorgano disturbi o alterazioni nella minzione la prostata può potenzialmente esserne la causa.

Per tutti questi motivi è fondamentale la diffusione, nella popolazione maschile, di una sempre più ampia cultura della prevenzione, obiettivo condiviso anche da TENA, impegnata da sempre nello sviluppo di prodotti e servizi che riducano al minimo l’impatto dell’incontinenza sulla vita quotidiana delle persone. Per ogni uomo, quindi, è fondamentale occuparsi e monitorare la propria prostata prima che essa inizi a causare disturbi. Ricordando che anche una sintomatologia non molto importante, come l’insorgenza di disturbi della minzione, può essere un primo segnale di un cattivo stato del sistema urinario. Ecco perché, dopo i 50 anni è opportuna una visita urologica a scopo preventivo ogni 12 mesi, poiché soltanto un’adeguata prevenzione permette di scoprire eventuali patologie in uno stadio iniziale consentendo così di trattare le patologie della prostata in maniera sempre più efficace.

attenzione all’ipb e ai disturbi della minzione

Le dimensioni della prostata tendono ad aumentare con il passare degli anni[2], variando da quelle di una castagna in età giovanile a quelle di una albicocca intorno a 40-50 anni. Questo aumento di volume, che è mediato dall’ormone maschile Testosterone, si chiama Iperplasia Prostatica Benigna (IPB). Non è un tumore, non rappresenta un maggior rischio di ammalarsi di cancro della

prostata e non si trasforma in cancro. L’IPB, tuttavia, può produrre dei sintomi che sono comuni a quelli del carcinoma prostatico in fase iniziale e che sono legati all’ostacolo meccanico esercitato dalla prostata stessa al deflusso dell’urina dalla vescica (minzione):

• difficoltà ad iniziare ad urinare;

• necessità urgente ad urinare con difficoltà a trattenere le urine;

• necessità di urinare frequentemente, soprattutto di notte, con conseguente disturbo del sonno;

• ridotta potenza del getto di urina e necessità di esercitare una forte pressione per urinare.

Aumentando ulteriormente le dimensioni della prostata questi sintomi possono aggravarsi, giungendo a:

• improvvisa impossibilità a urinare (ritenzione acuta di urina) con necessità di ricorrere all’inserimento di un catetere vescicale;

• ristagno di urina con possibile sviluppo di infezioni ricorrenti delle vie urinarie.

Secondo gli esperti, l’Ipertrofia Prostatica Benigna non è assolutamente da considerare una condizione che può precedere il tumore della prostata in quanto non degenera in una patologia neoplastica. Piuttosto le due patologie possono coesistere e trarre origine da zone della prostata completamente differenti tra di loro.

il carcinoma prostatico, big killer tra i tumori maschili

Il carcinoma della prostata è, per frequenza, il secondo tumore maligno nel sesso maschile dopo quello polmonare[3]. L’incidenza nei Paesi occidentali è di oltre 55 nuovi casi per 100 mila abitanti.

Raro prima dei 40 anni, la sua incidenza aumenta con il progredire dell’età, colpendo prevalentemente i maschi dopo il 50° anno con un massimo attorno ai 70 anni.

In Italia ogni anno vengono diagnosticati oltre 20.000 nuovi casi di carcinoma prostatico e si registrano circa 7.000 decessi a causa di questa neoplasia. La prognosi di questo tumore dipende da alcuni fattori e, in particolare, dall’estensione della neoplasia al momento della diagnosi e dall’età del paziente.

 
Questo tumore è generalmente caratterizzato da una crescita molto lenta; nella fase iniziale è frequentemente asintomatico e può quindi restare non diagnosticato per anni. Progredendo la malattia generalmente compaiono i segni dovuti all’ingrossamento della prostata che, peraltro, non sono differenziabili da quelli sostenuti dall’ipertrofia prostatica benigna: pollachiuria (emissione frequente di piccole quantità di urina); nicturia (necessità, anche molto frequente, di eliminazione dell’urina durante la notte); disuria (emissione di urine accompagnata da dolore); diminuzione della potenza del getto urinario. Altri sintomi raramente possono essere legati alla progressione locale del tumore: ematospermia (sangue nello sperma), dolore perineale e alterazioni della funzione erettile.

Le possibilità di guarigione sono legate alla fattibilità di un trattamento locale radicale e, conseguentemente, alle dimensioni ridotte della malattia: fondamentale, quindi, anche in questo caso la diagnosi precoce. Essa si basa soprattutto sul dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico) e sulla visita specialistica urologica annuale, a partire dai 50 anni di età. I soggetti con storia familiare di carcinoma prostatico dovrebbero iniziare i controlli dai 40 anni di età.

SCA è un’azienda globale di prodotti per l’igiene e forestali, che sviluppa e produce prodotti per l’igiene personale e tissue, carta per editoria e prodotti in legno. SCA commercializza i propri prodotti in circa 100 paesi e ha molti marchi noti, tra i quali i marchi globali TENA e Tork. Nel 2011 ha registrato un fatturato annuo di 11,7 miliardi di Euro. SCA impiega circa 37.000 dipendenti. Maggiori informazioni su www.sca.com

 
a cura della redazione