Tumore al seno, anni per vivere, anni da vivere

Sono circa 7.400 ogni anno le donne lombarde che ricevono una diagnosi di tumore al seno, ma il numero di chi vince la sfida à in costante aumento

 

 

Molto positivo il trend del tumore al seno in Lombardia nell’ultimo decennio: dal 2003 il numero di nuovi casi è in costante calo e nel 2010 sono state circa 7.400 le donne che hanno ricevuto una nuova diagnosi; stesso calo registra la mortalità. In conseguenza di questo, la prevalenza è in ascesa: ciò significa che circa 115.000 donne lombarde stanno convivendo con la patologia.
A fare questa significativa differenza sono l’aumento delle diagnosi precoci, frutto della messa a regime dei programmi regionali di screening mammografico, che solo nel 2010 sono stati in grado di individuare 1.374 neoplasie mammarie, l’affinamento della caratterizzazione della malattia e dei suoi comportamenti biologici, che condizionano differentemente la prognosi, e la sempre maggiore efficacia e tollerabilità delle terapie.

A questo trend positivo si associa infatti una migliore qualità di vita per le donne con tumore al seno, anche in fase avanzata. Questo grazie alla ricerca scientifica, che sviluppa terapie innovative basate su tecnologie e meccanismi d’azione in grado di vincere la sfida più attuale: coniugare al massimo efficacia terapeutica e tollerabilità, per garantire alle pazienti, specie a quelle che si trovano in una fase avanzata del tumore non solo “anni da vivere” ma “anni per vivere (bene)”.

A parlarne ieri durante una conferenza stampa ,tenutasi nella bella location del nuovo Circolo della Stampa di Milano,Filippo De Braud, Direttore della Divisione di Oncologia Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Alessandro Ciriello,Presidente della Federazione Italiana Cuochi, Regione Lazio, Cecilia Gavazzi, Responsabile S.S Dipartimento Nuttrizione Clinica, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Annamaria Mancuso, Presidente dell’associazione Salute Donna onlus. A moderare l’incontro Adriana Bazzi giornalista del Corriere della Sera.

 Il cambiamento più profondo è costituito dal nuovo approccio culturale alla malattia neoplastica, che finalmente sta prendendo piede anche nel nostro Paese: ha fatto rilevare  il professor Filippo De Braud, Direttore della Divisione di Oncologia Medica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, «ciò che è cambiato nell’approccio terapeutico, grazie anche alla maggiore sinergia tra chirurghi e oncologi medici, è che le donne con tumore al seno hanno cambiato la percezione del loro stato, acquisendo la consapevolezza che nel corso della loro vita riceveranno quasi continuativamente una cura. Ora parliamo di una malattia curabile anche quando non è guaribile, e le pazienti sanno che “curabile” può voler dire rimanere in terapia anche per parecchi anni. Per cui sono potenziati gli aspetti comunicativi tra medico e paziente, che si sente coinvolta in prima persona nelle scelte delle tipologie di trattamento». Altro prezioso alleato delle terapie è un’alimentazione sana ed equilibrata, come la dieta mediterranea, accompagnata da un’adeguata attività fisica: un approccio al cibo corretto non solo mette la paziente nella condizione di affrontare meglio i trattamenti, ma anche di ridurre il rischio di ricadute.
Secondo la dottoressa Cecilia Gavazzi, Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale Terapia Nutrizionale della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, dieta e attività fisica sono un connubio strategico: «esistono evidenze ampiamente riconosciute del fatto che uno stile di vita equilibrato, che preveda anche una sana alimentazione, può aiutare a prevenire l’insorgenza di alcune forme tumorali. Per chi è in trattamento oncologico essa è primariamente finalizzata a mantenere un buono stato nutrizionale, che consenta di effettuare le terapie riducendo gli effetti collaterali e migliorando la qualità di vita. Quando si affronta la malattia oncologica – continua Gavazzi – è bene viziarci e coccolarci: ancor meglio se qualcuno prepara per noi, con fantasia e amore, pietanze appetitose. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che se il nutrimento equilibrato non si accompagna a un’attività fisica, magari anche limitata a una passeggiata nel verde, a un sonno adeguato e a una riduzione delle occasioni di stress, può perdere buona parte dei suoi benefici».
Su queste premesse si consolida la “buona” alleanza tra Oncologia e tradizione gastronomica italiana: nutrizionisti, oncologi e chef hanno messo a punto un modello alimentare che applica i principi della dieta mediterranea alle esigenze delle pazienti in terapia, le cui basi saranno illustrate alle pazienti attraverso corsi di cucina promossi nell’ambito della campagna Assapora la Vita, Campagna nazionale itinerante che ha come obiettivo aiutare le donne colpite da tumore al seno che affrontano le terapie, invitandole a riscoprire l’importanza di prendersi cura di se stesse, anche attraverso la buona cucina.
Una star dei fornelli, il geniale gourmet Alessandro Circiello,presente in conferenza,  uno dei più apprezzati cuochi italiani dell’ultima generazione,ha riferito che "non occorre modificare molto nelle ricette tradizionali ma basta giocare sugli abbinamenti per ottenere piatti sani e bilanciati".  Ha poi presentato in video una ricetta a base di pesce azzurro con agrumi, piatto che è stato poi commentato dagli altri relatori per l’apporto proteico completo e per le proprietà benefiche degli agrumi. Lo chef Ciriello  è anche l’autore del ricettario dal titolo Assapora la Vita  contenente 30 ricette pensate per aiutare le donne con tumore al seno e approvate dagli specialisti.
La campagna Assapora la Vita è promossa dalle Associazioni pazienti che operano sul territorio nazionale: in Lombardia la Campagna è promossa da Salute Donna onlus. La sua Presidente, Annamaria Mancuso, sostiene che «l’educazione alla salute nell’ambito delle malattie oncologiche è uno degli obiettivi che Salute Donna onlus si prefigge per offrire alle donne con tumore al seno in terapia gli strumenti per sviluppare uno stile di vita corretto: nutrirsi bene, seguendo la tradizione italiana che tutto il mondo imita, ci aiuta a sentirci meglio con noi stesse ed è una condizione fondamentale per affrontare meglio le sfide della malattia».

Una selezione delle ricette contenute nel volume “Assapora la Vita” e alcuni video che ne illustrano le fasi della preparazione sono disponibili online su: www.assaporalavita.it

a cura della redazione