Il mercato russo della moda:

dopo la crisi

Martedi 1 dicembre  durante un’interessante ma dibattuta conferenza stampa tenutasi presso la biblioteca della moda di Via Alessandria 8 a Milano alcuni addetti ai lavori , con la moderazione di Fabiana Giacomotti, hanno discusso circa l’andamento del mercato russo dopo la crisi economica e dell’influenza che quest’ultinma ha avuto sull’esportazione del made in Italy in quel paese e soprattutto delle prospettive che in Russia possono avere sia i nostri operatori che i retailers.
Non si può parlare di delocalizzazione per la Russia ,ha esordito ,nel suo intervento, l’Ing. Michele Brustia  della Camera di Commercio Italo-Russa. Infatti in questo paese bisogna andare per produrre non per delocare e soprattutto con l’idea di trarre vantaggio dai molti aspetti favorevoli del mercato russo tra cui ,principalmente, la possiblità di operare in un mercato protetto con un potenziale di oltre 200 milioni di persone ( di cui 140 milioni nella sola confederazione)con bassi costi di energia e di manodopera e con un impatto fiscale di appena il 24%.
Non tutto è oro quel che luccica hanno ,però, detto gli altri relatori presenti.
Primo fra tutti Saverio Palatella manager designer ed esperto di maglieria  ha riferito come ancora oggi  ci si trovi di fronte ad un paese con forti problemi di corruzione, doganali e con assenza di infrastrutture. A lui ha fatto eco Andrea Rosso, pure lui imprenditore e manager che ha riferito come per motivi  burocratici e doganali le nuove collezioni siano costrette a partire con molto ritardo rispetto al lancio di quelle italiane.
Piu ottimista Domenico Zambarelli di Next che ha ,invece, fatto notare come sia Condè Nast sia Mondadori abbiano creduto molto e investito in Russia con riviste come Grazia e Caravan una concorrente di Vanity Fair.
E’ stato anche sentito il parere di Igor Surkov, produttore e Presidente  di Manhatter Manufacture, un’azienda russa che opera nel settore della maglieria a 200 Km da Mosca che illustrando l’attività svolta dalla sua azienda composta da un team di esperti in grado di supplire a tutte le necessità del cliente ,ha riferito come i prodotti offerti che vanno dalla maglieria al jersey dalle Tshirt alle sciarpe e ai cappellini incontrino il gusto della moda non solo locale ma anche internazionale.
Conferma data anche dal Dr. Boselli che ha elogiato questa azienda con 200 dipendenti e con più di vent’anni di esperienza nel settore per la qualità dei filati e dei tessuti impiegati.
Nonostante i segnali positivi di ripresa con un segno positivo dell’1,5% di crescita nell’ultimo semestre e un 3,5% stimato per il 2010 come ha elencato Brustia, ci troviamo tuttavia di fronte ad un mercato, quello russo non ,ancora, completamente maturo dove i compratori si affacciano agli acquisti e alle vendite in modo troppo impulsivo e con notevole variabilità umorale.
Facciano, dunque, attenzione i nostri imprenditori ma nello stesso tempo occorre essere presenti, magari senza investire troppo , ha riferito Carlo Rivetti che con la sua piccola realtà (lavora solo a Mosca n.d.r.) sta andando abbastanza bene, ma occorre concentrarsi anche sulla comunicazione (Internet oltre che cartacea) fatta naturalmente prima in russo e poi in inglese.
Consigli saggi, pratici e pragmatici da inserire nel bagaglio di esperienze sia dei  nostri produttori che dei nostri investitori.
Gianni Acerbi