L’abatino Berruti:

Gianni brera - scritti sull'atletica leggera (a cura di sergio giuntini, book time edizioni)

Secondo Gualtiero Zanetti, direttore della Gazzetta dello Sport dal 1961 al 1973, Gianni Brera «in atletica leggera ha addirittura inventato un nuovo tipo di giornalismo». Lo inventò per necessità, il Gioanfucarlo, perché all’inizio di atletica leggera sapeva poco, se non quello che aveva potuto studiare sui libri di tecnica della Fidal, cui si era avvicinato con lo zelo del neofita e con l’umiltà del profano che bussa in casa d’altri in cerca di ospitalità.
Ho sopportato per un paio d’anni i sarcasmi degli atleti. Ho studiato atletica come per una tesi di laurea (…). Ero il cronista dapprima ignaro ma sufficientemente umile per ascoltare chiunque mi potesse insegnare qualcosa. Venivo dal calcio, dal pugilato e dal paracadutismo. È quasi ovvio che io ricordi con profonda gratitudine tutti coloro che mi hanno insegnato a capire lo sport più sinceramente umano e dunque più ricco di fascino.
Di appassionati mentori ne trovò tanti nel suo apprendistato, nomi da leggenda dell’atletica italiana: Tammaro, Calvesi, Zauli, Moretti, Oberweger, Guabello, Regli, Karikko, Moretti. Da loro imparò che l’atletica non si poteva limitare a una sterile elencazione di “aride cifre” chiuse in centesimi e centimetri. Ma che era pregna di pathos, foriera di atti leggendari, il miglior campo dove spingere fino ai limiti la propria fantasia, inventandosi nomi e creando una semantica nuova, al passo coi tempi e all’altezza del fascino incommensurabile della regina degli sport. Per la Gazzetta dello Sport, il Giorno e Repubblica seguì di tutto: da Campionati Italiani a gare cittadine (come  il Palio di Milano sagra per Podisti del 1945), dalle Olimpiadi storicamente più importanti per l’Italia, quelle di Londra 1948 e di Roma 1960, fino ai Mondiali romani del 1987. Scrisse pagine indimenticabili, celebrando le gesta di campioni come Livio Berruti, abatino prima di Gianni Rivera,  Adolfo Consolini, Carlo Monti, Francesco Panetta (checchin Turbodiesel), Bertin Cova, Missoni, Dorio, Pigni, Ottoz, Ottolina, ecc.
Fu amore a prima vista, quello per l’atletica leggera. Un amore eterno che Brera non tradì mai, e che lo portò a scrivere svariati libri in materia e a diventare, dal 1953 al 1956 (sotto la presidenza di Bruno Zauli) addirittura consigliere Fidal. Una amore milanese cominciato in un dopoguerra in cui bisognava ricostruire tutto, anche lo sport e il suo linguaggio. Una storia cominciata più di sessant’anni fa, sotto la facciata delle Carceri dell’Arena Civica di Milano, a parlar di velocità con il Carletto Monti o con Renato Tammaro. Proprio sotto quell’impianto, leggendario e suggestivo, che dal 5 giugno 2002 porta il suo nome: Arena Gianni Brera.
Tutti gli scritti di Brera sull’Atletica leggera sono stati raccolti in un volume da Sergio Giuntini per Book Time Milano. Un libro di 336 pagine, assolutamente da non perdere per tutti gli appassionati di Atletica leggera. “Ho puntato a far conoscere il primissimo Gianni Brera – ha commentato Sergio Giuntini, il curatore dell’opera – il giovane di 25-26 anni che inizia a scrivere di atletica senza averne un’approfondita conoscenza. Gianni Brera non è stato un giornalista e uno scrittore che si è occupato solo di calcio! L’atletica ha conosciuto la sua penna proprio quand’era agli inizi della sua carriera. Berruti è stato “abatino” prima di Rivera. Due personaggi sportivi molto affini tra di loro: entrambi piemontesi, entrambi con un fisico dalle doti muscolari poco evidenti, entrambi intelligenti e capaci di imporsi anche al di fuori dello sport. Anche la post-fazione di Paolo Brera, il figlio di ‘Gioanfucarlo’, riserverà ai lettori interessanti sorprese”.
Per ricordare Gianni Brera e per presentare il volume “L’Abatino Berruti” (un libro che si può leggere “come una grande Storia dell’atletica leggera italiana”, una storia di famiglia) Fidal Milano e Fidal Lombardia hanno invitato

All’ARENA CIVICA – SALA APPIANI – P.ZZA BYRON 1

GIOVEDì 15 OTTOBRE 2009 ORE 11.30

 

 molti amici: campioni del passato e del presente, tecnici con le stellette e tecnici senza, i giovani atleti delle società Fidal e molti giornalisti. Durante la presentazione sarà trasmessa una intervista a Gianni Brera girata all’Arena Civica. Seguirà rinfresco.

ALLA PRESENTAZIONE DEL VOLUME PARTECIPERANNO:

Sergio Giuntini (Curatore del volume), Alan Rizzi (assessore allo Sport del Comune di Milano), Alessandro Castelli (consigliere Fidal nazionale), Carlo Monti, Giulio Signori, Eddy Ottoz, Sergio Ottolina, Liana Calvesi, Ottavio Missoni, Alberto Cova, Michele Didoni, Giorgio Rondelli, Renato Tammaro, Francesco Panetta, Ennio Preatoni, Vittorio Visini, Franco Sar, Gianni Perricelli, Bruno Poverina,  Marisa Masullo, Pietro Pastorini, Mauro Zuliani, Stefano Malinverni, Marco Marchei, Gaetano Erba e tanti altri amici dell’Atletica Leggera italiana.  MODERATORE: Elio Trifari

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