A dare la voce al vostro brand:

ci pensa Nuance

Il nome è tipicamente francese e significa sfumatura, gradazione soprattutto di colore. In questo caso però parliamo di sfumature di suoni e soprattutto di voce.
Si perche’ Nuance Communications Inc. è una multinazionale con sede a Burlington Massachussets U.S.A. e con 49 uffici in tutto il mondo che  si occupa  di tecnologie molto particolari ,offrendo cioè soluzioni vocali e di immagine per il mercato business e consumer.
Ieri durante una breve ed interessante conferenza stampa tenutasi al ristorante NOY di Via Soresina a Milano i vertici dell’azienda ,ad incominciare da Alan Ranger Marketing Director e Maurizio Miragoli Sales Manager  hanno presentato i risultati della ricerca "The voice for your brand".
La ricerca condotta da TNS Italia è stata effettuata on line su un campione di 1000 utenti di call center (prevalentemente donne) e mette in evidenza l’importanza della voce applicata ai brand e all’immagine aziendale, dove l’utilizzo della voce rappresenta un valore aggiunto dei call center, identifica spot pubblicitari televisivi o, soprattutto radiofonici.
Ne è emerso un quadro molto particolare ,hanno riferito i relatori, con un mercato come quello italiano (a differenza di quello straniero)  molto formale.
Agli utenti anzi alle utenti italiane a differenza di quelle straniere poco importa che una voce gentile e suadente  corrispondente ,preferibilmente, ad una persona di sesso femminile di  45 anni come richiesta dai call center delle  banche americane risponda loro al telefono  bensi basta che una voce decisa e composta sia capace di ingenerare loro sicurezza.
Ebbene l’obiettivo di Nuance, oltre ad essere la comunicazione come comunicare e a chi ,è proprio quello di individuare insieme un adeguato profilo vocale del proprio brand e di realizzare una voce "tecnologica" che risponda alle caratteristiche ed alla personalità dell’azienda cliente.
"Oggi pero’ -ha riferito Miragoli- poche aziende stanno considerando la creazione di un profilo vocale associato al proprio brand, malgrado il fatto che la maggior parte delle aziende che si ocupano di comunicazione e pubblicità conoscano bene quanto sia importante ascoltare". A proposito di ascolti tra i dati rilevanti della ricerca presentata vengono identificate alcune caratteristiche che rendono le voci più gradevoli rispetto alle altre. Alcuni esempi significativi derivano dagli accenti:vincono su molti il toscano (42%) e il romagnolo (32%) risultando piacevoli e maggiormente comprensibili, ma la metà degli intervistati risulta, come predetto indifferente al fatto di parlare con un operatore con lo stesso accento.
"Oggi -ha riferito Ranger parlando anche di biometric print- le tecnologie hanno raggiunto un livello sofisticato tale da portare valore aggiunto e migliorando la soddisfaziopne del cliente con relativi benefici in termini di fiducia verso il brand" e chissà che presto  grazie a Nuance, non si arrivi alla possibilità di arrivare a gestire un’azienda impartendo ordini preregistrati su una casella vocale mentre si è in viaggio verso un altro continente o addirittura un altro pianeta!
Gianni Acerbi